Si sono appresi altri particolari sulla vicenda del noto professionista T.F. casertano, lasciato ad agosto senza pensione e con carte di credito, conti bancari, utenze (telepass, bollette telefoniche, canoni di fitto, fatture per noleggio auto a lungo termine) bloccate, a causa di un errore di un impiegato della Agenzia delle Entrate Riscossione di Caserta.
Intanto il ricorso inoltrato dall’avvocato Antonio Cassino, con studio al Corso Giannone di Caserta, ha data già un primo risultato. Gli è stata, infatti, notificata l’altro giorno l’ordinanza che prevede la fissazione dell’udienza di discussione a breve:
“TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE-III Sezione Civile. Nel procedimento n. 9368/2019 RG Esec. Il giudice dell’esecuzione dott.ssa Valeria Castaldo, designato per le sole attività urgenti relative al ricorso in opposizione, in sostituzione del G.E. titolare, visto il ricorso in opposizione a pignoramento presso terzi depositato in data 19.08.2019, ritenuto che non sussistano i presupposti per l’adozione del provvedimento di sospensione inaudita altera parte, occorrendo preliminarmente instaurare il contraddittorio; P.Q.M. rigetta l’istanza di sospensione della procedura esecutiva inaudita altera parte; fissa per la discussione dinanzi al Giudice Esecuzione titolare, dott.ssaElmelinda Mercurio, l’udienza del 19.09.2019, ore 10:00”.
L’annosa vicenda trae origine dalla attività svolta dal professionista con un incarico di liquidatore di una società di capitale della zona aversana.Il difensore del professionista nel ricorso introduttivo ha evidenziato, tra l’altro, l’opposizione all’atto di pignoramento presso terzi dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione di Caserta, al ricorrente nella qualità di debitore esecutato, nonché al terzo “Che Banca s.p.a.”, con il quale il medesimo debitore intrattiene rapporti finanziari in virtù di conto corrente; fino alla concorrenza di Euro 149.534,29. Il debito per cui si procede – spiega l’avv.Antonio Cassino – viene individuato dall’Agenzia delle Entrate quale accertamento esecutivo in danno della Partenopea Metalli s.r.l.
Con atto del 26 settembre 2017 la sopra indicata società veniva posta in liquidazione e veniva nominato liquidatore il debitore esecutato F.T. La medesima società veniva quindi cancellata in data 7 dicembre 2017. Allo stato, dunque, l’azione esecutiva avviata dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione di Caserta vede quale soggetto passivo ed esecutato una persona giuridica – la Partenopea Metalli s.r.l. – che ha cessato di esistere e che precedentemente aveva concluso la fase di liquidazione della stessa. Pertanto alcuna azione di espropriazione può essere avviata contro soggetto inesistente.
L’azione esecutiva di cui al presente atto di opposizione è comunque parimenti infondata ed improcedibile,- precisa ancora il legale – in quanto frutto di mero errore dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione di Caserta.Dall’analisi degli esiti contabili dell’ente creditore, si ricava pacificamente che l’accertamento esecutivo di cui si discute, è riferito alla Partenopea Metalli s.r.l.. Dalla stessa analisi degli esiti contabili si ricava, altresì, che il codice fiscale dell’intestatario è errato. Infatti il codice fiscale della Partenopea Metalli è 03078770611, laddove nella scheda degli esiti contabili dell’Agenzia delle Entrate viene riportato il codice fiscale TRLFDN37E16I234U, che altro non è che il codice fiscale della persona fisica F.T., liquidatore della Partenopea Metalli s.r.l..









