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San Giorgio a Cremano, tenta il furto notturno al Conad: arrestato 44enne

San Giorgio a Cremano – Erano circa le 22 quando una segnalazione al 112 ha fatto scattare l’allarme: tentato furto in atto al Conad di via San Martino. Sul posto è giunta immediatamente una pattuglia dei Carabinieri della locale Compagnia.Dopo un primo sopralluogo senza esito, i militari hanno notato in lontananza un’ombra sospetta: un uomo intento a scavalcare la recinzione perimetrale del supermercato.

Raggiunto e fermato, è risultato un 44enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine e residente praticamente di fronte al punto vendita.L’uomo aveva organizzato tutto con cura: sul muretto erano già allineate dieci confezioni di acqua minerale, pronte per essere portate via una volta scavalcata la recinzione.

Aveva rubato dieci confezioni di acqua minerale

Una “spesa” notturna studiata per evitare occhi indiscreti e commessi, approfittando dell’orario di chiusura del negozio.La perquisizione personale ha permesso di rinvenire arnesi da scasso in suo possesso, inequivocabile indizio del reato che intendeva commettere.

Il 44enne è stato dichiarato in stato di arresto per furto aggravato ed è stato associato presso la casa circondariale in attesa del rito direttissimo. Le indagini dei Carabinieri proseguono per verificare eventuali complicità o precedenti analoghi nella zona.

Latitanti da 26 anni arrestati in Albania: due cugini accusati di omicidio nel Casertano

Dopo 26 anni di fuga, due cittadini albanesi, cugini di 50 e 47 anni, sono stati arrestati in Albania e trasferiti in Italia. I due S.A e A.F. erano latitanti dal 1999, accusati di omicidio e tentato omicidio per un agguato avvenuto nel Casertano.

Nella mattinata del 20 marzo sono atterrati all’aeroporto di Fiumicino, scortati dal personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Subito dopo lo sbarco, sono stati condotti in carcere anche grazie al supporto della Polizia di Frontiera.

L’indagine e il progetto “Wanted 2025”

L’operazione si inserisce nel progetto “Wanted 2025” della Polizia di Stato, mirato alla cattura di latitanti di lunga durata. Determinante è stata un’indagine durata circa un anno, coordinata dalla Procura Generale di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali.
Alle attività investigative hanno partecipato la Squadra Mobile di Caserta, il Servizio Centrale Operativo e il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Grazie alla collaborazione con le autorità locali, i due sono stati individuati e localizzati in territorio albanese.

Il delitto del 1999 a Cesa

I fatti risalgono al 1999, quando a Cesa, nel Casertano, due connazionali furono vittime di una violenta aggressione. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il movente sarebbe legato alla spartizione dei proventi di attività illecite.
Le vittime vennero assalite in pieno centro cittadino con bastoni e armi da taglio: uno dei due morì, mentre l’altro rimase gravemente ferito.

La fuga e le false identità

Subito dopo il delitto, i responsabili riuscirono a far perdere le proprie tracce, lasciando l’Italia e rifugiandosi in Albania. Per anni avrebbero vissuto sotto falsa identità, eludendo i controlli e sottraendosi alla giustizia.

Il rintraccio e l’arresto in Albania

I due sono stati infine rintracciati nella città di Didier, in Albania, dove si erano stabiliti sin dalla fuga del 1999. L’arresto è stato eseguito grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Polizia criminale albanese e l’Ufficio dell’esperto per la sicurezza in Albania.

Determinanti anche i provvedimenti di internazionalizzazione emessi dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Napoli, che hanno consentito di attivare le procedure per la cattura e il successivo trasferimento in Italia.

Fine della fuga

Con l’arresto e il rientro in Italia dei due cugini si chiude una latitanza durata oltre un quarto di secolo. Ora dovranno rispondere davanti alla giustizia italiana delle accuse di omicidio e tentato omicidio per uno dei più violenti episodi di cronaca del Casertano alla fine degli anni ’90.

Casal di Principe, minacce a Maresca: «Sei morto, stiamo uscendo di galera»

Casal di Principe – «Sei morto». Poche parole, digitate con la freddezza di chi si sente intoccabile dietro lo schermo di uno smartphone, ma che pesano come piombo. Il destinatario è Catello Maresca, il magistrato simbolo della lotta al clan dei Casalesi, oggi consigliere comunale a Napoli.

L’attacco è arrivato in diretta su TikTok, durante un confronto pubblico sul referendum giustizia, da parte di un profilo anonimo dal nickname inequivocabile: “casalesenfam”.

L’ombra delle scarcerazioni eccellenti

Non si tratta di semplici insulti da “hater”. Il tono delle intimidazioni è circostanziato e punta dritto al cuore della sicurezza nazionale: «Marè, i Casalesi non sono finiti, accort a te», e ancora, «Stiamo uscendo da galera». Un riferimento che gli inquirenti giudicano estremamente inquietante, poiché coincide con il fine pena previsto per diversi fedelissimi del boss Michele Zagaria.

Tra pochi mesi, infatti, potrebbero tornare in libertà figure di spicco come i fratelli Garofalo, Michele Fontana (noto come “’o sceriffo”) e Salvatore Nobis. Un “eterno ritorno” criminale che rischia di destabilizzare nuovamente un territorio mai pienamente pacificato.

Escalation di violenza: tre bombe in un mese

Le minacce a Maresca non arrivano nel vuoto pneumatico. L’agro aversano è scosso da una nuova ondata di violenza dinamitarda. Negli ultimi trenta giorni si sono registrati tre attentati: l’ultimo ha sventrato una cornetteria appena inaugurata a Casapesenna, mentre ordigni sono esplosi anche a Cesa e San Cipriano d’Aversa.

Proprio contro questa recrudescenza Maresca aveva alzato la voce sui social: «Il clan torna ad alzare la testa. Che siate maledetti», aveva scritto il magistrato. Un atto di accusa che potrebbe aver innescato la violenta reazione degli anonimi sodali del clan.

La replica del magistrato: «Lavoro incompleto»

Maresca, a cui recentemente è stata ridotta la scorta, ha già sporto denuncia. Non è la prima volta che finisce nel mirino, ma la coincidenza temporale con la riorganizzazione del clan preoccupa.

«La concomitanza tra queste minacce e il ritorno di personaggi ingombranti è sospetta», spiega il magistrato. «Conferma che la lotta al clan è un’opera mai finita. Non vorrei che queste intimidazioni fossero la risposta al mio video di denuncia».

Maresca, l’uomo che nel 2011 scovò Michele Zagaria nel suo bunker, resta dunque un bersaglio sensibile. Mentre la politica discute di riforme, sul campo la sfida tra lo Stato e la camorra dei Casalesi sembra essere tornata a un livello di allerta massima.

L’oroscopo di Paolo Tedesco per venerdì 20 marzo 2026

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Buongiorno cari amici e ben ritrovati. Oggi è un giorno molto particolare, perché il Sole entra nell’Ariete, dando ufficialmente il via all’Anno Astrologico Nuovo! L’energia cambia, si fa più propulsiva, coraggiosa. Ma attenzione: Mercurio è ancora retrogrado, quindi procediamo con slancio, ma con la testa sulle spalle. Vediamo come si muovono i pianeti per ciascuno di voi.

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

Buon compleanno, Ariete! Il Sole entra nel tuo segno e ti carica a molla.

  • Amore: Siete magnetici e affascinanti. Se siete single, potreste fare colpo su qualcuno semplicemente essendo voi stessi. In coppia, è il momento di proporre un’iniziativa nuova per ravvivare la routine.

  • Lavoro: Ottima spinta propulsiva. Idee nuove e tanta voglia di fare. Attenzione solo a non essere troppo impulsivi: Mercurio retrogrado consiglia di rileggere le mail due volte prima di inviarle.

  • Salute: Energia alle stelle. Sfruttatela per iniziare quell’attività fisica che rimandavate da mesi.

  • Finanze: Giornata positiva per investimenti su voi stessi (corsi, immagine). Evitate acquisti tecnologici affrettati.

  • Consiglio del giorno: Osate, ma con un piano B.

Toro (20 aprile – 20 maggio)

Caro Toro, l’energia si sposta nell’inconscio. È un giorno di riflessione più che di azione.

  • Amore: Siete più riservati e bisognosi di coccole. Un gesto concreto vale più di mille parole. Per i single, un amico potrebbe rivelarsi più interessante del solito.

  • Lavoro: Chiudete un capitolo lavorativo. È il momento di fare pulizia sulla scrivania e nella testa prima di lanciarvi in nuovi progetti.

  • Salute: La luna in Leone vi rende forti, ma attenzione alla cervicale. Concedetevi un massaggio.

  • Finanze: Qualche piccolo rimborso o recupero da pratiche passate. Niente di straordinario, ma gradito.

  • Consiglio del giorno: Ascoltate l’intuito, non solo la ragione.

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

Con Mercurio vostro reggente ancora retrogrado, cari Gemelli, siete un po’ impastati. Ma oggi arriva una boccata d’aria.

  • Amore: Uscite con gli amici! Le stelle favoriscono le conoscenze spensierate. In coppia, è il momento giusto per parlare di progetti futuri per l’estate.

  • Lavoro: Finalmente un feedback positivo su un vecchio progetto. La visibilità aumenta grazie a un superiore o a un contatto influente.

  • Salute: Bene, ma attenzione ai piccoli infortuni domestici. Piedi fragili.

  • Finanze: Spese per la casa o la famiglia. Niente di eccessivo, ma tenete d’occhio il conto.

  • Consiglio del giorno: La fretta è cattiva consigliera: rallenta.

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

Caro Cancro, oggi sei sotto i riflettori. La tua carriera e la tua immagine pubblica brillano.

  • Amore: La vita sociale di coppia è intensa e gratificante. Siete invitati e apprezzati. Per i single, un incontro in un contesto professionale o formale potrebbe essere interessante.

  • Lavoro: È il vostro momento! Raccogliete i frutti di un duro lavoro. Un responsabile nota la vostra dedizione. Affidabilità è la vostra parola d’ordine.

  • Salute: Un po’ di stanchezza mentale per via degli impegni. Ritagliatevi 10 minuti di pausa assoluta.

  • Finanze: Stabili. Buon momento per richiedere un prestito o un mutuo.

  • Consiglio del giorno: Non abbiate paura di mostrarvi per quello che valete.

Leone (23 luglio – 22 agosto)

La Luna nel tuo segno, caro Leone, ti rende protagonista. Vuoi attenzioni e le ottieni!

  • Amore: Giornata intensa e passionale. Siete voi a dettare il ritmo. Se single, il vostro carisma è inarrestabile. In coppia, organizzate una serata elegante.

  • Lavoro: Energia e voglia di fare squadra. Siete il motore del gruppo, ma attenti a non prevaricare. Un viaggio di lavoro potrebbe profilarsi all’orizzonte.

  • Salute: Piena forma. Approfittatene per fare sport all’aria aperta.

  • Finanze: Qualche piccola spesa per il proprio piacere (vestiti, hobby). Ve lo meritate.

  • Consiglio del giorno: Siate generosi con chi vi sta accanto, condividete i riflettori.

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

Mercurio retrogrado ti affatica, caro amico. Oggi però trovi conforto nelle piccole cose.

  • Amore: La routine domestica può essere dolce se condivisa. Cucinare insieme o guardare un film sul divano rafforza il legame. Per i single, un amore lontano si fa sentire.

  • Lavoro: Giornata di dettagli e pulizie etiche. Sistemate le pratiche in sospeso. Nessuna mossa azzardata, per favore.

  • Salute: Sistema nervoso sotto pressione. Tisane rilassanti e niente caffè dopo cena.

  • Finanze: Controlli incrociati. Scoprite un errore in banca o una bolletta pagata due volte. Recuperate!

  • Consiglio del giorno: L’ordine esteriore aiuta a calmare il caos interiore.

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

Cara Bilancia, oggi le stelle favoriscono le relazioni e i contratti. Siete diplomatici e vincenti.

  • Amore: Serata perfetta per uscire in coppia. L’aria è romantica. I single potrebbero ricevere una proposta inaspettata da una vecchia conoscenza.

  • Lavoro: Ottimo per negoziazioni e collaborazioni. Mercurio retrogrado può portare a rivedere un accordo precedente, migliorandolo.

  • Salute: Bene, tenete a bada la golosità. Equilibrio a tavola.

  • Finanze: Piccoli guadagni da attività creative o artistiche. Qualcuno vi restituisce un favore.

  • Consiglio del giorno: La bellezza salverà il mondo… e anche la vostra giornata.

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

La grinta non vi manca mai, caro Scorpione. Oggi usatela per organizzare.

  • Amore: La gelosia potrebbe bussare alla vostra porta. Fidatevi del partner e non create drammi inutili. La passione è comunque alle stelle.

  • Lavoro: Siete i leader silenziosi. Organizzate, strutturate, pianificate. Un piccolo intoppo burocratico si risolverà entro sera.

  • Salute: Energia fisica elevata. Incanalatela nello sport, evitate il confronto fisico.

  • Finanze: Entrate in arrivo da collaborazioni o eredità. Giornata positiva per investimenti sicuri.

  • Consiglio del giorno: La vera forza è nel controllo, non nell’esplosione.

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

L’entrata del Sole nell’Ariete accende la vostra voglia di libertà e avventura.

  • Amore: Voglia di evasione. Se non potete partire con la valigia, fatelo con la mente. Una cena etnica o un film straniero stuzzica la fantasia di coppia. Single, cercate qualcuno di diverso da voi.

  • Lavoro: Contatti con l’estero, pratiche per viaggi, corsi di formazione. Tutto ciò che allarga i vostri orizzonti è favorito.

  • Salute: Attenzione agli strappi muscolari se fate sport senza riscaldamento.

  • Finanze: Occhio agli acquisti compulsivi online. Mercurio retrogrado potrebbe portarvi articoli sbagliati.

  • Consiglio del giorno: L’ottimismo è la vostra forza, ma leggete le clausole scritte in piccolo.

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

Caro Capricorno, oggi i pianeti ti chiedono di guardare in profondità. Intimità e risorse condivise sono il tema.

  • Amore: Momento di profonda intimità. Siete pronti a condividere un segreto o una paura con il partner, e questo vi avvicinerà. Single, potreste essere attratti da una persona misteriosa.

  • Lavoro: Gestite fondi altrui, eredità o tasse con attenzione. È un buon momento per rinegoziare un mutuo o un prestito.

  • Salute: Energia vitali in trasformazione. Potreste sentirvi un po’ stanchi, ascoltate il vostro corpo.

  • Finanze: Arriva una vecchia pratica che credevate persa. Rientri inaspettati.

  • Consiglio del giorno: La vulnerabilità non è debolezza, è il primo passo verso la vera forza.

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

L’energia si sposta nel segno opposto al tuo, caro Acquario. Le relazioni sono al centro.

  • Amore: Il partner oggi è più esigente del solito? Cercate il confronto, non lo scontro. Per i single, una persona solare e dinamica (tipico Ariete) vi farà battere il cuore.

  • Lavoro: Collaborazioni e partnership professionali sotto i riflettori. Potreste firmare un accordo importante, ma con Mercurio retrogrado, fatelo visionare da un esperto.

  • Salute: Bene. Cercate di mantenere la calma anche se vi sembra che gli altri vadano troppo veloci.

  • Finanze: Investimenti per il futuro. Pensione, fondi, piani a lungo termine. È il momento giusto per informarsi.

  • Consiglio del giorno: La libertà è anche saper scegliere con chi stare.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

Oggi è il vostro ultimo giorno nel segno, cari Pesci. Siete poetici e sognanti come non mai, ma anche un po’ confusi.

  • Amore: Avete bisogno di tenerezza e comprensione. Cercate un rifugio sicuro tra le braccia di chi vi ama. Single, potreste innamorarvi di un’idea più che di una persona.

  • Lavoro: Attenzione alla distrazione. Piccoli errori formali potrebbero costarvi cari. Domani si ricomincia con nuova energia, oggi chiudete con calma.

  • Salute: Sistema immunitario un po’ basso. Vitamine e tanta frutta di stagione.

  • Finanze: Evitate prestiti e acquisti importanti. La vostra generosità potrebbe essere fraintesa o sfruttata.

  • Consiglio del giorno: Sognate, ma tenete i piedi per terra. Almeno per oggi.

Il commento finale di Paolo Tedesco

Cari amici, il tema di questo venerdì 20 marzo 2026 è inequivocabilmente il “Nuovo Inizio”. L’ingresso del Sole in Ariete taglia di netto con la malinconia invernale dei Pesci e ci proietta verso la primavera.

Cosa ci insegnano le stelle oggi? Che possiamo avere tutta l’energia e la grinta dell’Ariete per partire, ma dobbiamo farlo con la saggezza di chi sa che Mercurio è ancora retrogrado. Questo significa che i motori sono accesi e rombanti, ma il navigatore potrebbe dare indicazioni sbagliate.

Il mio consiglio è di osare nel desiderio, ma essere prudenti nell’esecuzione. Sognate in grande, progettate, buttate il cuore oltre l’ostacolo… ma prima di firmare, comprare o impegnarvi, contate fino a dieci e chiedete un parere esterno.

Buona primavera a tutti e buona giornata!

Epatite A a Napoli, scatta l’ordinanza: stop ai frutti di mare crudi

Il sindaco di Gaetano Manfredi ha firmato oggi un’ordinanza contingibile e urgente per fronteggiare l’aumento dei casi di epatite A registrati sul territorio cittadino.

Il provvedimento arriva dopo la segnalazione del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Napoli 1 Centro, che ha evidenziato una diffusione del virus dieci volte superiore alla media dell’ultimo decennio e addirittura quarantuno volte più alta rispetto agli ultimi tre anni.

I dati epidemiologici confermano una crescita costante e preoccupante: dai 3 casi registrati a gennaio si è passati ai 19 di febbraio, fino ai 43 contagi rilevati nei primi diciannove giorni di marzo.

 Stop ai frutti di mare crudi

Per contenere il rischio di contagio, l’ordinanza introduce misure stringenti. In particolare, viene disposto il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici.

Il divieto riguarda non solo ristoranti e bar, ma anche attività di vicinato con consumo sul posto e produzioni alimentari destinate al consumo immediato.

 Le raccomandazioni ai cittadini

L’amministrazione invita inoltre la popolazione a evitare il consumo di frutti di mare crudi anche in ambito domestico.

Fondamentale, sottolineano le autorità sanitarie, attenersi alle linee guida dell’ASL per l’acquisto e il consumo sicuro degli alimenti, adottando comportamenti prudenti per ridurre il rischio di infezione.

Controlli e sanzioni

Previsto anche un rafforzamento immediato dei controlli da parte degli organi competenti.

Le violazioni saranno punite con sanzioni amministrative comprese tra i 2mila e i 20mila euro. Nei casi di recidiva scatterà la sospensione dell’attività da 1 a 30 giorni, fino alla possibile revoca dell’autorizzazione.

 Misure in vigore fino a nuova valutazione

Le disposizioni resteranno attive fino a una nuova valutazione del quadro epidemiologico da parte dell’ASL Napoli 1 Centro, che monitorerà l’andamento dei contagi nelle prossime settimane.

Addio a Umberto Bossi: è morto il «Senatùr»

La politica italiana perde uno dei suoi protagonisti più dirompenti e iconici. Umberto Bossi, il fondatore della Lega, è morto a Varese all’età di 84 anni. La notizia ha scosso profondamente il movimento da lui creato: in una nota ufficiale, la Lega si è detta “profondamente addolorata”, annunciando l’annullamento di tutti gli appuntamenti politici previsti. Il segretario Matteo Salvini, appresa la notizia, ha cancellato i propri impegni per rientrare immediatamente a Milano.

Dal 1987 alla “rivoluzione” della Padania

La parabola politica di Bossi inizia ufficialmente nel 1987, quando approda a Palazzo Madama guadagnandosi il soprannome che lo avrebbe accompagnato per sempre: il Senatùr. Fondatore della Lega Lombarda, poi trasformatasi in Lega Nord, Bossi ha scardinato i riti della Prima Repubblica con un linguaggio brutale e senza filtri.

Il suo “celodurismo” — termine entrato persino nei vocabolari — non era solo folklore, ma la sintesi di un’intransigenza politica che puntava alla difesa della Padania contro quella “Roma ladrona” eletta a simbolo di ogni spreco centralista. Tra ampolle con l’acqua del Po e raduni oceanici a Pontida, Bossi ha dato voce a un Nord produttivo e insofferente, utilizzando una “diplomazia d’urto” fatta di canotte bianche, sigari perenni e gesti di sfida.

L’asse con Berlusconi e la sfida del federalismo

La storia di Bossi è indissolubilmente legata a quella di Silvio Berlusconi. Un rapporto fatto di alleanze strategiche, rotture clamorose (come il celebre “ribaltone” del 1994) e profonde riconciliazioni. Con il Cavaliere a Palazzo Chigi, il leader di Cassano Magnago è stato due volte ministro: alle Riforme istituzionali e alla Devoluzione (2001-2004) e poi al Federalismo (2008-2011).

Nonostante le vette del potere, il suo obiettivo primario rimase sempre la trasformazione dello Stato in senso federale, se non la secessione vera e propria. Un percorso tortuoso, segnato anche da momenti controversi, come la legge sull’immigrazione firmata insieme a Gianfranco Fini, l’allora “Attila della politica” diventato poi compagno di strada nel centrodestra.

La malattia e il tramonto del fondatore

Il 2004 segna lo spartiacque drammatico della sua vita: un grave ictus ne compromette le capacità oratorie e la salute, ma non la volontà di restare in campo. Bossi torna in politica, seppur con una presenza più rarefatta, continuando a rappresentare l’anima critica del suo partito.

Il declino politico accelera però nel 2012 quando, travolto dalle inchieste interne e dal malcontento della base, rassegna le dimissioni da segretario. Da quel momento, la “sua” Lega cambia pelle: sotto la guida di Matteo Salvini il nome di Bossi scompare dal simbolo e il partito vira verso il sovranismo nazionale, allontanandosi dalle radici autonomiste. Negli ultimi anni, il Senatùr era rimasto una figura di riferimento per i “nostalgici” del Comitato del Nord, mantenendo un rapporto complesso e spesso teso con il suo successore.

Con Umberto Bossi scompare l’ultimo grande capopopolo che, tra eccessi e intuizioni, ha costretto l’Italia a fare i conti con la questione settentrionale.

Il Napoli a Cagliari con De Bruyne e McTominay: Conte ci crede ancora

Crederci, nonostante tutto. Il Napoli si prepara alla sfida contro il Cagliari con un obiettivo chiaro: vincere per tenere viva una rincorsa scudetto che resta complicata ma non ancora impossibile. A nove giornate dalla fine, i nove punti di distacco dall’Inter rappresentano un ostacolo enorme, ma Antonio Conte non intende alzare bandiera bianca. Nulla è impossibile finché la matematica lo consente, è il messaggio che filtra dall’ambiente azzurro.

La trasferta all’Unipol Domus diventa così un passaggio fondamentale. Il Napoli vuole infilare la quarta vittoria consecutiva e consolidare la propria posizione nelle prime quattro della classifica, mantenendo saldo l’obiettivo Champions. Ma non solo: all’orizzonte c’è anche lo scontro diretto con il Milan, che potrebbe valere il secondo posto. Servono tre punti per restare in scia, è la linea condivisa nello spogliatoio.

Per farlo, Conte si affida ai suoi uomini migliori. Dal primo minuto sono pronti De Bruyne e McTominay, protagonisti della svolta contro il Lecce. Il loro ingresso nella gara del Maradona aveva cambiato completamente il volto della squadra, trasformando una prestazione opaca in una rimonta convincente.

Il tecnico non cambia assetto: il sistema di gioco resta quello ormai consolidato, con De Bruyne libero di muoversi tra le linee e un centrocampo che, almeno inizialmente, dovrebbe vedere in campo Gilmour e McTominay. Restano in panchina Lobotka, ancora in fase di recupero, Anguissa, non al meglio dopo il lungo stop, ed Elmas, bisognoso di rifiatare dopo mesi intensi.

In difesa, spazio alla continuità con la conferma di Beukema, mentre Olivera è favorito su Juan Jesus. Un Napoli che si presenta compatto e determinato, consapevole delle difficoltà ma deciso a non lasciare nulla di intentato. Perché la vetta è lontana, ma non ancora irraggiungibile. E in un finale di stagione che si annuncia incandescente, anche l’improbabile può diventare possibile.

Skipper morto in barca a Olbia, la perizia: «Gas tossici nella cabina, acido solfidrico a livelli pericolosi»

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di Giovanni Marchionni, il 21enne campano trovato senza vita l’8 agosto 2025 su uno yacht ormeggiato a Portisco.

Sullo yacht ormeggiato nella Marina di Portisco, nel territorio di Olbia, si sarebbero create le condizioni per la formazione e la diffusione di gas tossici all’interno dell’imbarcazione. È quanto emerge dalla relazione depositata nei giorni scorsi alla Procura di Tempio Pausania dal perito incaricato dalla pm Milena Aucone, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Giovanni Marchionni, skipper campano di 21 anni.

Il giovane era stato trovato senza vita la mattina dell’8 agosto 2025 a bordo del lussuoso motoscafo di 17 metri, all’ingresso della Costa Smeralda. L’indagine vede iscritta nel registro degli indagati Annalaura Di Luggo, proprietaria dell’imbarcazione.

I gas tossici partiti dalle batterie

Secondo quanto riportato nella perizia, a bordo del natante vi sarebbero state “evidenze che possano essersi generati gas tossici” poi confluiti nella cabina del marinaio attraverso un portello collocato sotto il guanciale del letto.

Il consulente tecnico segnala in particolare la presenza di “concentrazioni di acido solfidrico pericolose per l’uomo”, generate dalle batterie presenti sull’imbarcazione. Nella relazione si legge che i test effettuati, soprattutto sul sistema di batterie e in particolare sulla batteria denominata “Auxi”, avrebbero mostrato la capacità di produrre livelli di acido solfidrico superiori a 100 ppm, soglia considerata pericolosa per l’uomo.

Il ruolo della mancata ventilazione

Un altro passaggio centrale della consulenza riguarda la ventilazione dei vani batterie. Secondo il perito, la mancanza di un adeguato ricambio d’aria avrebbe impedito la dispersione del gas verso l’esterno.

L’idrogeno solforato, descritto come più denso dell’aria, sarebbe rimasto confinato nelle sentine, diffondendosi inizialmente nei volumi più bassi dell’imbarcazione per poi invadere gli spazi interni. Questo anche perché, si legge nella relazione, i portelli delle sentine non sarebbero a tenuta di gas. Tra i punti ritenuti più critici c’è proprio il portello situato sotto il cuscino del letto nella cabina del marinaio.

Dinette e surriscaldamento

La relazione si sofferma anche sul vano batterie collocato nella dinette, definito privo di ventilazione forzata. Le ridotte dimensioni dello spazio, la presenza di carter sulle batterie e perfino alimenti e bevande trovati al suo interno avrebbero ostacolato ulteriormente la ventilazione.

Per il consulente, queste condizioni avrebbero favorito l’aumento della temperatura e la cosiddetta deriva termica delle batterie, con la conseguente produzione e liberazione di gas tossico ed esplosivo.

Le conclusioni della perizia, secondo la famiglia del giovane skipper, confermerebbero il quadro già emerso dagli accertamenti medico-legali. “Queste evidenze sull’imbarcazione combaciano pienamente con le risultanze degli esami autoptici e chimici sul cadavere del ragazzo”, ha dichiarato l’avvocato Maurizio Capozzo, legale della famiglia Marchionni.
L’inchiesta della Procura di Tempio Pausania prosegue ora per chiarire eventuali responsabilità nella morte del 21enne campano.

Rione Berlingieri, i pentiti raccontano il «tesoro» dietro la statua di San Pio

Se Raffaele Paone ha spiegato le alte sfere della contabilità criminale della piazza della “111” al rione Berlingieri, è Massimo Molino che ha portato gli investigatori nel cosiddetto nel fango della strada.

Le sue dichiarazioni sono alla base dell’inchiesta che due giorni fa ha portato in carcere 11 persone, smantellando la storica piazza. Dichiarazioni contenute nelle 170 pagine dell’ordinanza del gip Marco Giordano.

Pentitosi nel giugno 2021, Molino è stato fino al giorno prima del suo arresto un uomo di Luigi Carella, “Gigino ‘a gallina”. Conosce le strade di Secondigliano palmo a palmo, avendo militato prima nei Di Lauro, poi negli Scissionisti, infine nei Licciardi.

La geopolitica criminale che Molino disegna davanti ai magistrati è netta. La Vanella Grassi si occupa delle estorsioni al Perrone e al Berlingieri, mentre Carella controlla via Monte Faito e parte di Casavatore. Sulla droga, però, i confini si sfumano. Molti affari si chiudono al telefono, ma c’è un’eccezione, un presidio fisico inespugnabile: il civico 180 di via Monte Faito.

L’albero di Padre Pio e i turni di notte

L’organizzazione logistica della piazza della “111” è rigorosa, quasi militare, incardinata su legami familiari. A gestirla sono Antonio Bruno, il cognato Ciro Cardaropoli, il figlio di Bruno (Gennaro, detto “‘o brigante”, incaricato anche del contrabbando di sigarette) e Antonio Gemei.

Ma è nei dettagli operativi che il racconto di Molino, riscontrato poi dalle telecamere della Polizia di Stato, si fa inquietante, rivelando la profanazione di simboli religiosi per scopi criminali:

“Fino a mezzanotte lavorano su strada, dopo spacciano presso l’abitazione del Cardaropoli. Durante lo spaccio su strada, la droga è custodita presso dei giardinetti, nei pressi dell’albero detto di Padre Pio (dietro c’è una inferriata con una base di cemento), oppure in un vicoletto adiacente senza uscita.”

Il pedaggio mensile e i “factotum” del clan

Oltre alla divisione degli utili svelata da Paone, la piazza ha per anni pagato un pizzo diretto per la “tranquillità” sul territorio. Molino svela le cifre e i nomi di chi faceva il lavoro sporco per conto dei Licciardi:

“La piazza in questione paga 3.000 euro al mese al Carella, ed è attiva da 30 anni, e paga di volta in volta a chi comanda in zona. I 3.000 euro li veniva a ritirare, per conto della Gallina, ‘o russo, detto anche ‘a treglia (Francesco Marzano), persona fidata che andava direttamente da Antonio Bruno.”

Marzano, descritto come un “factotum” stipendiato a mille euro al mese, non si limitava a raccogliere i soldi della droga. Nelle parole dei pentiti emerge come una figura onnipresente, mandato in perlustrazione per scovare cantieri edili da taglieggiare, armato all’occorrenza, come quando i clan organizzarono una “stesa” (una sparatoria intimidatoria a bordo di scooter) per rispondere a uno sgarro, usando armi fornite direttamente dal boss Carella.

 I segreti inconfessabili

Massimo Molino e Raffaele Paone non sono due figure marginali in cerca di sconti di pena per reati minori. Sono uomini che hanno vissuto ai vertici del terrore napoletano, confessando crimini gravissimi.

Massimo Molino: dalla faida di Scampia alla verità

Molino porta sulle spalle il peso della storia camorristica dell’area nord. Il GIP lo definisce una “voce di dentro” qualificata. Nel suo curriculum criminale c’è la partecipazione (come supporto logistico) al duplice omicidio Riccio/Gagliardi del 2004, in piena faida tra i Di Lauro e gli Scissionisti. Per quei fatti è stato fondamentale per far condannare all’ergastolo capi storici come Ciro Di Lauro.

Ma a convincere definitivamente i giudici della sua onestà intellettuale c’è un episodio del 2020. Arrestato per il tentato omicidio di Gennaro Casaburi, Molino decide di pentirsi. Invece di confessare un crimine non suo per ingraziarsi i pm, si dichiara presente ma innocente per quel reato specifico, svelando i veri responsabili.

I giudici gli credono, lo assolvono dall’accusa di omicidio e condannano i veri esecutori. Un sigillo di credibilità assoluta. Al pm, Molino spiegherà così la sua scelta:

“Lo faccio per dare un taglio a questa vita sbagliata. Ho un figlio maschio e voglio dare un esempio di legalità”.

Raffaele Paone: dai vertici della Vanella ai droni in carcere

Se Molino è la storia, Paone è l’innovazione criminale. Esponente di spicco dell’articolazione della Vanella Grassi a San Pietro a Patierno, Paone è stato una figura apicale del clan fino al 2024. Le sue conoscenze sono aggiornatissime.

Non si limitava alle estorsioni e al narcotraffico classico. Come si legge nell’ordinanza, le sue dichiarazioni hanno permesso di svelare la nuova frontiera tecnologica della camorra: l’uso di droni fatti decollare dal campo nomadi adiacente per introdurre telefoni cellulari di ultima generazione e droga direttamente nelle celle del carcere di Secondigliano.

Conoscendo queste dinamiche aziendali complesse, le affermazioni di Paone sulla “spartizione aziendale” della piazza di Antonio Bruno al Rione Berlingieri sono state ritenute oro colato dagli inquirenti. Incrociando le memorie storiche di Molino con la contabilità aggiornata di Paone, e unendole ai sequestri della Polizia, la Procura ha chiuso il cerchio, assestando il colpo fatale a uno dei mercati neri più antichi e redditizi di Napoli.

( Nella foto i giardinetti dello spaccio al Rione Berlingieri e nei riquadri da sinistra Luigi Carella, Antonio Bruno, il figlio Gennaro, Ciro Cardaropoli e i due pentiti Raffaele Paone e Massimo Molino)

 

Napoli, al Maradona il murale di Jorit dedicato ai campioni azzurri

Napoli si regala un nuovo simbolo nel cuore del suo tempio calcistico. È stato svelato questa mattina, alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi e dell’artista Jorit, il murale che da oggi campeggia sulle pareti dello stadio Diego Armando Maradona, un’opera che rende omaggio ai grandi protagonisti della storia azzurra.

Il tratto è quello inconfondibile dell’artista, con i caratteristici segni tribali a marchiare i volti dei calciatori scelti direttamente dai tifosi attraverso un sondaggio lanciato sui social. Un’opera che unisce memoria, identità e partecipazione, trasformando il Maradona in uno spazio ancora più carico di significato per la città.

«Questo murale è un omaggio che Jorit ha voluto fare alla città e alla storia della squadra», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi. «È un modo per ricordare tanti campioni che hanno contribuito ai successi del Napoli, ma anche un segnale di riqualificazione dello stadio che rappresenta la casa del calcio a Napoli ed è un patrimonio collettivo». Il primo cittadino ha poi rilanciato la prospettiva internazionale dell’impianto: «Candideremo il Maradona come sede degli Europei 2032 di calcio. Stiamo lavorando sul progetto per rispettare le richieste dell’Uefa. La cosa più importante è valorizzare il patrimonio dello stadio e renderlo più confortevole e adeguato ai tempi. Se saremo selezionati, ci faremo trovare pronti».

Per Jorit, dipingere all’interno dello stadio ha avuto un valore particolare, quasi simbolico. «Questo progetto nasce dall’idea di rendere uno dei luoghi più iconici della città un luogo di aggregazione», ha spiegato. «Dipingere qui, nel tempio di Diego, ha un significato speciale. Ho voluto rappresentare volti in cui ogni tifoso napoletano possa riconoscersi. Spero che diventi un posto dove un padre possa portare suo figlio a raccontargli i propri idoli calcistici».

Neonata morta a Benevento, l’ospedale: «Piena fiducia nella magistratura»

Una tragedia che lascia domande aperte e un dolore profondo. Dopo la morte della neonata avvenuta nella notte all’ospedale San Pio di Benevento, la Direzione Strategica della struttura sanitaria è intervenuta con una nota ufficiale, esprimendo vicinanza alla famiglia e assicurando piena collaborazione con gli inquirenti.

«Il proprio cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia della piccola paziente deceduta la scorsa notte», si legge nel comunicato, nel quale viene sottolineato che «sono state tempestivamente attivate tutte le procedure di segnalazione, verifica e controllo di competenza». Una precisazione che punta a chiarire come, almeno sul piano interno, siano stati seguiti i protocolli previsti.

Parallelamente, la struttura sanitaria affida agli accertamenti giudiziari il compito di fare luce su quanto accaduto. «Esprimiamo piena fiducia nell’operato dell’Autorità Giudiziaria, a cui assicuriamo piena collaborazione», ribadisce la Direzione, lasciando intendere che saranno le indagini a stabilire eventuali responsabilità.

Resta il peso di una vicenda delicata, in cui il confine tra fatalità e possibili criticità dovrà essere chiarito dagli approfondimenti investigativi. Nel frattempo, il caso riaccende l’attenzione sulla gestione delle emergenze pediatriche e sulla trasparenza delle strutture sanitarie di fronte a eventi così drammatici.

Sant’Antonio Abate, precipita da un lucernaio durante i lavori sul tetto: grave operaio

Grave incidente sul lavoro nel pomeriggio a Sant’Antonio Abate, dove un operaio di 30 anni è precipitato da un’altezza di circa otto metri dopo aver sfondato un lucernaio.

L’uomo stava lavorando sulla copertura di un capannone all’interno di un’azienda alimentare, impegnato nell’installazione di pannelli fotovoltaici, quando si è verificato il cedimento che lo ha fatto cadere nel vuoto.

I soccorsi e le condizioni

Immediato l’intervento dei sanitari del 118, che hanno trasportato il ferito all’Ospedale del Mare di Napoli.

Il 30enne è attualmente ricoverato in prognosi riservata: non sarebbe in pericolo di vita, ma ha riportato diversi traumi a seguito dell’impatto.

Sequestrata l’area del capannone

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri della stazione locale, insieme al personale della Sezione Rilievi del Gruppo di Torre Annunziata. Presenti anche i tecnici dell’ASL per la prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro e gli ispettori del Nucleo del Lavoro di Napoli.

Una porzione del capannone, estesa per circa 20 metri quadrati, è stata sottoposta a sequestro penale.

Sono in corso le verifiche per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità, con particolare attenzione al rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro.

Al Teatro Totò Ciro Ceruti porta in scena la commedia della crisi

La comicità incontra la fragilità del presente e si trasforma in racconto sociale. Al Teatro Totò, diretto da Gaetano Liguori, arriva “Non tutti i mali vengono per nuocere”, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Ciro Ceruti, in scena dal 20 al 29 marzo con repliche serali, appuntamento pomeridiano la domenica e doppia programmazione il sabato.

Non è la solita commedia leggera. Il lavoro di Ceruti si muove dentro gli anni in cui il benessere sembrava ancora una certezza condivisa, prima di sgretolarsi sotto il peso di una crisi che ha cambiato il volto della società. In questo passaggio, lo spettacolo costruisce un racconto che non si limita a far ridere, ma invita a riconoscersi in un sistema che si incrina e lascia spazio a nuove forme di precarietà.

Il registro resta quello brillante, ma attraversato da una tensione più profonda. La povertà smette di essere soltanto un dato economico e diventa uno strumento per mettere a nudo i personaggi, rivelarne paure, limiti e capacità di resistere. È qui che la risata si fa più sottile, quasi sospesa, perché dietro la battuta si intravede sempre una verità scomoda.

Accanto a Ceruti, sul palco, un cast corale composto da Laura Borrelli, Floriana De Martino, Ludovica Artel, insieme a Ciro D’Errico, Antonio Colursi, Luca Ceruti e Noemi Coppola, con la partecipazione di Paco De Rosa. Un gruppo che sostiene il ritmo di una narrazione capace di alternare leggerezza e amarezza senza mai perdere equilibrio. Ne viene fuori uno spettacolo che gioca sul filo, ricordando al pubblico quanto sia fragile la distanza tra serenità e difficoltà, tra il ridere e il cadere.

Epatite A a Napoli, 14 nuovi casi: «Nessuna emergenza», ma rafforzati i controlli

I casi aumentano, ma le strutture sanitarie provano a contenere l’allarme. All’ospedale Cotugno di Napoli, nelle ultime ore, sono stati registrati 14 nuovi casi di epatite A, con nove pazienti destinati al ricovero in degenza nel corso della giornata. Un dato che conferma un incremento, ma che secondo la Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli non configura una situazione critica.

«Non sussiste alcuna emergenza», viene chiarito in una nota ufficiale, mentre il quadro del Pronto Soccorso resta «complessivamente stabile». Il ricovero di parte dei pazienti consentirà anche di alleggerire l’area di emergenza, mentre altri due casi sono in fase di trasferimento dal presidio CTO.

Il flusso degli accessi, spiegano dall’azienda, si mantiene «moderato», senza particolari difficoltà nella gestione clinica e organizzativa. Un elemento che invita alla cautela nelle valutazioni, ma che non cancella il segnale di attenzione lanciato dalle istituzioni sanitarie regionali.

Sotto osservazione finiscono soprattutto le abitudini alimentari. Frutti di mare e pesce crudo sono indicati tra i principali fattori di rischio, in un contesto in cui la trasmissione del virus avviene per via oro-fecale, attraverso cibi o acqua contaminati o tramite contatti diretti con persone infette. La Regione parla di «incremento che richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell’informazione ai cittadini».

Da qui la decisione di rafforzare i controlli sulla filiera dei molluschi e intensificare le attività di prevenzione. La vaccinazione resta la misura più efficace, soprattutto per chi è entrato in contatto con casi accertati o appartiene a categorie più esposte. Fondamentali anche le norme igieniche e la corretta cottura degli alimenti, con particolare riferimento ai prodotti che non dovrebbero mai essere consumati crudi.

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato che può manifestarsi con febbre, nausea, dolori addominali e ittero, anche se nei bambini può presentarsi senza sintomi evidenti. Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può risultare più impegnativo per gli adulti e per chi ha già patologie epatiche.

Santa Maria Capua Vetere, riceve il divieto di avvicinamento alla moglie e minaccia il suicidio

Santa Maria Capua Vetere– Prima la notifica del provvedimento giudiziario, poi il gesto disperato. Si è sfiorata la tragedia nel pomeriggio di oggi a Santa Maria Capua Vetere, dove un uomo, colpito da un divieto di avvicinamento alla moglie e al figlio, ha tentato di togliersi la vita minacciando di lanciarsi dal tetto di un palazzo.

L’uomo era stato raggiunto dagli agenti per l’esecuzione della misura cautelare, nata in seguito a una denuncia per maltrattamenti in famiglia sporta dalla consorte. Alla vista dei poliziotti e alla lettura del dispositivo — che gli imponeva l’allontanamento immediato dai propri cari — il soggetto ha reagito nell’estremo tentativo di attirare l’attenzione su di sé, arrampicandosi sulla sommità di un edificio di cinque piani.

Il salvataggio

La situazione è apparsa subito critica. Per diversi minuti, con l’uomo visibilmente scosso e intenzionato a gettarsi nel vuoto, gli agenti della Polizia di Stato hanno avviato una delicata opera di convincimento. Mentre alcuni poliziotti lo tenevano impegnato in un dialogo serrato per calmarlo e distrarlo, altri colleghi sono riusciti a raggiungere il tetto senza farsi notare.

Sfruttando un momento di esitazione, gli operatori sono intervenuti con prontezza, bloccando l’uomo prima che potesse compiere il balzo fatale. Dopo la messa in sicurezza, il soggetto è stato affidato alle cure dei sanitari.

Nata la Fondazione Domenico Caliendo: una missione d’amore e legalità contro la malasanità

Napoli –  Trasformare un dolore inimmaginabile in uno strumento di tutela per la collettività. Con questo spirito è stata ufficialmente costituita a Napoli la Fondazione Domenico Caliendo, intitolata al piccolo scomparso lo scorso 21 febbraio.

La firma dell’atto notarile segna l’inizio di un percorso che vede in prima linea la madre, Patrizia Mercolino, in veste di presidente, affiancata da un team di professionisti decisi a fare della memoria del bambino un baluardo per i diritti dei cittadini.

Trasparenza e solidarietà: i numeri del fondo

La risposta della comunità non si è fatta attendere: grazie alla generosità dei donatori, la Fondazione ha già superato la soglia dei 45.000 euro. Un segnale di fiducia importante, blindato da una scelta etica rigorosa. Nonostante non sia un obbligo di legge in questa fase, i soci fondatori hanno voluto inserire nel consiglio la figura di un revisore unico, affidata al commercialista Marco Gallinoro.

Una decisione presa per garantire la massima trasparenza nella gestione dei fondi e offrire una garanzia assoluta a chiunque scelga di sostenere la causa.

Oltre il dolore: assistenza legale e supporto psicologico

La Fondazione non si limiterà alla commemorazione, ma agirà concretamente su più fronti per evitare che altre famiglie vivano lo stesso dramma. Le finalità statutarie, illustrate dal vicepresidente e avvocato Francesco Petruzzi, delineano una struttura di supporto a 360 gradi:

Tutela Legale: Assistenza gratuita o agevolata per le famiglie vittime di presunta colpa medica.

Sostegno Psicologico: Percorsi dedicati a chi ha subito danni da malpractice o ha perso i propri cari.

Sensibilizzazione: Organizzazione di eventi per stimolare il dialogo tra cittadini e istituzioni.

Un impegno per il miglioramento del Servizio Sanitario

“L’obiettivo principale sarà mantenere viva la memoria di Domenico, e questo sarà compito mio”, ha dichiarato commossa Patrizia Mercolino. Ma la Fondazione guarda anche al futuro della sanità pubblica: tra gli scopi principali figurano infatti la promozione di raccolte fondi destinate direttamente alle strutture sanitarie e la collaborazione attiva con le istituzioni per identificare criticità e proporre miglioramenti qualitativi nei servizi.

L’obiettivo ultimo è chiaro: far sì che il nome di Domenico diventi sinonimo di un cambiamento necessario, affinché la sanità torni a essere, sempre e ovunque, un luogo di cura e speranza.

Napoli, incendio a Fuorigrotta: donna salvata dalla scorta di Borrelli e dai vigili del fuoco

Paura nel primo pomeriggio a Fuorigrotta, nella zona occidentale di Napoli, dove un incendio è divampato all’interno di un appartamento tra via Consalvo e via Murolo. L’allarme è scattato intorno alle 12:30, quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi all’interno dell’abitazione.

Sul posto sono intervenute due squadre dei Vigili del fuoco, che hanno rapidamente circoscritto e spento il rogo, mettendo in sicurezza l’intera area.

Evacuazione e messa in sicurezza

Per ragioni precauzionali, tutti i residenti della palazzina sono stati evacuati durante le operazioni di spegnimento. Solo al termine dell’intervento è stato consentito il rientro negli appartamenti.

Diversa la situazione per l’occupante dell’abitazione da cui si sono sviluppate le fiamme, che ha dovuto trovare una sistemazione alternativa.

Donna allettata salvata in extremis

Momenti di forte tensione si sono registrati nelle fasi iniziali dell’incendio: nell’appartamento viveva una donna costretta a letto, impossibilitata a mettersi in salvo autonomamente.

Determinante è stato l’intervento congiunto di Vigili del fuoco, polizia di Stato e polizia municipale. In particolare, un agente della scorta del deputato Francesco Emilio Borrelli, presente casualmente in zona, è riuscito a raggiungere l’abitazione e a portare in salvo la donna.

Il ruolo della scorta e i primi soccorsi

L’agente Vito Grazioso si è introdotto nell’appartamento per soccorrere la donna, mentre il caposcorta Mauro Calitri ha immediatamente allertato i soccorsi: forze dell’ordine, vigili del fuoco e personale sanitario del 118, giunti in pochi minuti.

Nelle prime fasi, sono stati utilizzati anche estintori messi a disposizione da commercianti della zona per tentare di contenere le fiamme.

Un intossicato e animali salvati

Il bilancio dell’episodio parla di una persona rimasta intossicata dal fumo, trasportata in ospedale per accertamenti. Si tratta dello stesso agente intervenuto nei soccorsi, che avrebbe riportato lievi conseguenze dopo aver partecipato alle operazioni di spegnimento.

Tratti in salvo anche gli animali presenti nell’abitazione, mentre i residenti degli edifici vicini sono stati rassicurati nel corso dell’emergenza.

Attivato il Centro coordinamento soccorsi

A seguito dell’incendio, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato il Centro coordinamento soccorsi per monitorare la situazione e valutare eventuali criticità.
Le operazioni si sono concluse senza ulteriori conseguenze, ma resta alta l’attenzione sulle cause del rogo, ancora in fase di accertamento.

Delmastro, bufera sugli affari con la famiglia Caroccia del clan Senese

Dalle quote nella società delle “Bisteccherie d’Italia” ai legami indiretti con il clan Senese, il caso scuote il governo a ridosso del referendum. Pioggia di accuse da Pd, Avs e Iv: “Vicenda gravissima, serve chiarezza”. Il sottosegretario si difende, ma le polemiche non si placano.

Il caso delle quote e la società sotto osservazione

Non si placano le polemiche sugli affari del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro con la famiglia Caroccia, legata al clan Senese, gruppo criminale dominante a Roma.
Al centro della vicenda c’è la società “Le 5 forchette Srl”, costituita nel 2024 a Biella e attiva nella gestione del ristorante “Bisteccherie d’Italia” in via Tuscolana. Tra i soci figuravano esponenti di Fratelli d’Italia, tra cui lo stesso Delmastro, con il 25% delle quote, insieme a dirigenti locali e amministratori piemontesi.

La quota di maggioranza era però intestata a Miriam Caroccia, appena diciottenne e nominata amministratore unico, figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia aggravata dal favoreggiamento mafioso.

I legami con il clan e i passaggi societari
Secondo quanto emerso, i rapporti tra la famiglia Caroccia e il clan Senese — guidato da Michele “’O Pazz” — rappresentano uno degli elementi più controversi dell’intera vicenda.
Le polemiche si sono intensificate dopo che nel 2025 l’appello bis ha confermato le condanne per i Senese e i Caroccia. Solo successivamente Delmastro avrebbe ceduto la propria quota a una società da lui interamente controllata, prima della conferma definitiva in Cassazione e dell’arresto di Caroccia.

La difesa di Delmastro: “La mafia è una montagna di merda”

Intervenuto da Catanzaro durante un evento sul referendum, Delmastro ha respinto ogni accusa:
“La mafia per me è una montagna di merda”, ha dichiarato, rivendicando il proprio impegno politico e ricordando le minacce ricevute nel corso degli anni.

Parole che però non sono bastate a spegnere le critiche politiche.

Opposizioni all’attacco: “Vicenda inquietante”
Duro l’affondo delle opposizioni. Marco Grimaldi (Avs) parla di “vicenda inquietante” che collegherebbe ambienti di Fratelli d’Italia a famiglie mafiose romane.
Peppe Provenzano (Pd) annuncia l’intenzione di portare il caso in Commissione Antimafia e solleva interrogativi sulla mancata trasparenza: dalla conoscenza dei precedenti familiari della socia fino alla mancata dichiarazione della partecipazione societaria.

Anche Sandro Ruotolo chiede le dimissioni, parlando di una situazione “ormai insostenibile”, mentre Andrea Orlando punta il dito contro presunti tentativi di insabbiamento e mancanza di trasparenza.

Pressioni su Meloni e Nordio

Nel mirino delle opposizioni finisce anche il silenzio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, giudicato “assordante” e politicamente inaccettabile.

Matteo Renzi, pur rivendicando un approccio garantista, definisce Delmastro “un pessimo esempio”, mentre il senatore Alfredo Bazoli sottolinea le contraddizioni politiche del sottosegretario, già protagonista di polemiche sulla gestione della giustizia.

Un caso politico destinato a crescere

La vicenda, emersa a ridosso della consultazione referendaria, rischia di trasformarsi in un caso politico di primo piano.
Le richieste di chiarimento si moltiplicano e il dossier potrebbe presto approdare in sede parlamentare, mentre resta aperto il nodo principale: quanto Delmastro fosse consapevole dei legami della famiglia Caroccia e se abbia agito con la dovuta trasparenza.

Clan Contini, il «broker delle ombre»: Gennaro Trambarulo

Nell’inchiesta della Dda di Napoli, culminata nelle oltre mille e duecento pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Fabrizia Fiore due settimane fa e che ha interessato 126 persone legate al clan Contini, il nome di Gennaro Trambarulo ricorre come un fantasma che attraversa i confini dei singoli clan. La sua figura è l’emblema della “struttura unitaria” dell’Alleanza di Secondigliano.

L’inafferrabile fluidità criminale

Trambarulo rappresenta ciò che gli investigatori definiscono una “figura fluida”. Per anni, i tentativi di inquadrarlo giudiziariamente in una singola consorteria sono falliti. Il motivo? Trambarulo non appartiene a un solo “mandamento”. Egli agisce come un collettore, un punto di giunzione tra i Contini, i Licciardi e i Mallardo.

Il ruolo strategico. Viene descritto come un ambasciatore e un manager finanziario. È l’uomo che garantisce che i capitali circolino senza attriti tra le diverse anime dell’Alleanza. Se un’operazione di riciclaggio richiede la potenza di fuoco dei Licciardi e la capacità finanziaria dei Contini, Trambarulo è il ponte che rende possibile l’accordo.

Il fallimento delle “monadi”. Il Tribunale del Riesame ha ammesso che analizzare Trambarulo come se appartenesse a una “monade” (un clan isolato) è un errore ermeneutico. La sua operatività dimostra che l’Alleanza non è una semplice somma di clan, ma un organo direttivo comune dove figure come lui gestiscono scelte strategiche condivise.

 Il clan in camice bianco

Se Trambarulo è il motore finanziario, l’infiltrazione negli ospedali è la manifestazione più cruda e pervasiva del potere dell’Alleanza. Non si tratta solo di affari, ma di un controllo sociale e militare del territorio.

L’ospedale come quartier generale

Secondo le risultanze investigative, alcune tra le più importanti strutture sanitarie di Napoli (come il San Giovanni Bosco, storicamente citato nelle inchieste) sono state trasformate in veri e propri hub criminali.

Gli ospedali offrono una copertura perfetta. Tra migliaia di medici, infermieri e visitatori, i boss possono incontrarsi per summit decisivi lontano dagli occhi indiscreti delle telecamere di sorveglianza urbana. Le stanze dei reparti diventano uffici dove si decidono le strategie del narcotraffico o si pianificano le “stese”.

È un dettaglio agghiacciante: le vittime di strozzinaggio o estorsione venivano spesso convocate direttamente in ospedale per i pagamenti o per subire minacce. L’ambiente ospedaliero garantisce un senso di “impunità” e una pressione psicologica senza pari.

L’infiltrazione non si ferma alle mura. L’Alleanza gestisce, attraverso ditte compiacenti, i servizi interni:

Mense e pulizie: Settori ideali per l’assunzione di familiari degli affiliati (le “mesate” indirette).

Servizio ambulanze: Il controllo del trasporto infermi non è solo un business, ma un modo per monitorare gli spostamenti e, all’occorrenza, garantire vie di fuga sicure.

L’Antistato nel pubblico: L’ospedale diventa lo strumento con cui il clan dimostra la sua forza: se hai bisogno di una visita urgente o di un favore burocratico, è l’affiliato a risolverlo, non lo Stato. È il “welfare camorristico” che sostituisce il diritto alla salute con il favore mafioso.

3.continua

 

Neonata muore dopo doppio accesso in ospedale: indaga la Procura di Benevento

Una neonata di appena due mesi è morta nella notte all’ospedale “San Pio” di Benevento, al termine di un doppio accesso al pronto soccorso nel giro di poche ore. La piccola, nata da parto gemellare, era stata accompagnata dai genitori in ospedale già nel pomeriggio per una crisi respiratoria, per poi essere dimessa.

Una volta rientrati a casa, però, le condizioni della bambina sarebbero rapidamente peggiorate: difficoltà respiratorie e pallore hanno spinto i genitori a riportarla d’urgenza al nosocomio. Nonostante i tentativi di rianimazione, la neonata è deceduta durante la notte, con un quadro compatibile – secondo le prime ipotesi – con un arresto cardiaco.

L’inchiesta della Procura

Sulla vicenda la Procura della Repubblica di Benevento ha immediatamente aperto un fascicolo d’indagine per accertare eventuali responsabilità e ricostruire con precisione la sequenza degli eventi.

Gli investigatori della Squadra Mobile hanno già acquisito la cartella clinica della piccola, elemento ritenuto centrale per verificare le valutazioni mediche effettuate durante il primo accesso in pronto soccorso e le decisioni che hanno portato alla dimissione.

Sequestrata la salma, attesa per l’autopsia

salma della bambina è stata trasferita nell’obitorio dell’ospedale e posta sotto sequestro dopo una prima ispezione esterna. Sarà ora l’esame autoptico, che verrà disposto nei prossimi giorni, a chiarire le cause esatte del decesso e a stabilire se vi siano stati fattori pregressi o eventuali criticità nella gestione sanitaria.

La denuncia dei genitori

I genitori, residenti a Benevento e già alle prese con la crescita dell’altra gemellina, hanno presentato denuncia-querela in Questura, chiedendo che venga fatta piena luce su quanto accaduto.

Secondo le prime informazioni raccolte, alla neonata sarebbe stato diagnosticato alla nascita un lieve soffio cardiaco, già oggetto di controlli specialistici. Un elemento che ora potrebbe assumere rilievo nell’ambito degli accertamenti in corso.

Le indagini proseguono per ricostruire minuto per minuto le ore precedenti al decesso, verificando tempi, diagnosi e procedure adottate. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa dagli inquirenti, mentre si attendono gli esiti degli esami medico-legali per orientare l’inchiesta.