Napoli – «Ho firmato con convinzione l’appello per un indulto responsabile promosso da giuristi, magistrati e sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana. L’ho fatto perché non possiamo più limitarci a registrare con sdegno di maniera una tragedia quotidiana».
Lo dichiara Samuele Ciambriello, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Regione Campania e Portavoce della Conferenza nazionale dei garanti territoriali, annunciando la propria adesione all’iniziativa di clemenza.
I numeri nazionali: 55 suicidi e 196 morti da inizio anno
«I dati nazionali sulle carceri italiane raccontano oltre 65.900 persone recluse a fronte di appena 46.358 posti davvero disponibili, con 55 suicidi accertati e 196 morti totali da inizio anno. Siamo di fronte a un bollettino di guerra. Lo Stato con sentenze certifica i trattamenti inumani e degradanti. Serve una risposta ad una situazione illegale e drammatica», afferma Ciambriello.
Campania tra le regioni più sature: duemila detenuti in più
La situazione regionale è tra le più critiche. «La nostra regione registra tassi di saturazione tra i più spaventosi d’Italia. Non parliamo di numeri freddi, ma di persone stipate in celle invivibili. In Campania duemila detenuti in più dei seimila posti disponibili», aggiunge il Garante.
Violazione di CEDU e Costituzione
«Tenere stipate le persone in queste condizioni significa infliggere trattamenti inumani e degradanti. Questa è una violazione palese dell’articolo 3 della CEDU e dell’articolo 27 della Costituzione: lo Stato non può pretendere il rispetto delle regole se è il primo a violarle», sottolinea Ciambriello.
Non un “liberi tutti”, ma clemenza differita e reinserimento
Firmare l’appello, spiega, «significa chiedere una risposta ad una situazione drammatica, incostituzionale e illegale. Non parliamo di un “liberi tutti”, ma di un gesto di clemenza ad efficacia differita, accompagnato da percorsi di formazione, lavoro e reinserimento sociale per ridurre la recidiva e garantire più sicurezza a tutti».
Serve intervento radicale su salute e strutture
«Tuttavia, nessun provvedimento sarà sufficiente senza un intervento radicale sulla salute e sulle strutture», conclude Ciambriello. L’appello per l’indulto responsabile, a cui hanno aderito anche Anm, Camere penali e Cei, punta proprio su un beneficio differito nel tempo, preparato da percorsi di accompagnamento, per evitare automatismi e ridurre la pressione sul sistema senza compromettere la sicurezza collettiva.
Punti chiave sull'indulto responsabile e la situazione carceraria
Ecco una sintesi dei principali aspetti trattati nell'articolo riguardo all'indulto responsabile e alla condizione delle carceri in Italia.
- Situazione carceraria: Oltre 65.900 detenuti a fronte di 46.358 posti disponibili, con tassi di saturazione critici in Campania.
- Dati allarmanti: 55 suicidi e 196 morti nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno.
- Violazioni dei diritti: Condizioni di detenzione che violano l'articolo 3 della CEDU e l'articolo 27 della Costituzione.
- Obiettivo dell'indulto: Promuovere una clemenza responsabile, non un 'liberi tutti', ma un percorso di reinserimento sociale.
- Richiesta di intervento: Necessità di un intervento radicale su salute e strutture carcerarie per migliorare la situazione.



