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EMERGENZA CLIMATICA

Aule come forni in Campania: il 95% boccia le scuole contro il caldo, solo il 4,2% ha l’aria condizionata

L’indagine di Legambiente e Unione degli Studenti su 1.500 persone fotografa edifici poco attrezzati e forti disagi durante le ondate di calore
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Aule troppo calde, scarsa climatizzazione e condizioni difficili per studiare e lavorare. È la fotografia della scuola campana scattata dall’indagine «Che caldo che fa a scuola», realizzata da Legambiente Campania e Unione degli Studenti Campania in vista della ripresa delle lezioni del 15 settembre.

Il sondaggio ha coinvolto 1.500 tra studenti, docenti e personale ATA nelle cinque province della regione, concentrandosi sulle condizioni microclimatiche degli istituti e sugli effetti delle temperature elevate sulla quotidianità scolastica.

Il dato più netto riguarda la percezione del caldo: il 48,7% degli intervistati lo definisce «insopportabile», mentre il 46,3% parla di temperature «molto caldo e rende difficile studiare/lavorare». Soltanto lo 0,8% considera l’ambiente confortevole. Nel complesso, quindi, il 95% descrive le aule come molto calde o insopportabili nelle giornate più roventi.

Sul fronte degli impianti la situazione appare altrettanto critica. Nel 49,2% degli istituti i sistemi di raffrescamento sono presenti esclusivamente negli uffici amministrativi o nella presidenza, mentre il 25,7% segnala l’assenza totale di impianti nell’edificio. Solo il 4,2% degli intervistati riferisce che tutte o quasi tutte le aule sono climatizzate.

Il disagio si traduce anche in conseguenze concrete. Il 70,5% del campione denuncia forte stanchezza o malessere fisico, il 47,3% difficoltà di concentrazione e l’8,6% racconta di aver dovuto abbandonare l’aula a causa delle temperature. Solo l’1,7% non rileva alcun impatto.

Per l’84,2% degli intervistati quasi tutte le aule sono gli ambienti più critici durante le giornate calde. Seguono le palestre, indicate dal 16,2%, e alcune specifiche aule, segnalate dall’11,3%.

A preoccupare è anche la preparazione degli edifici ad affrontare gli eventi estremi: l’84,8% giudica la propria scuola «poco o per nulla adeguata» alle ondate di calore, mentre appena il 4,8% la considera adeguata.

Il problema, secondo il sondaggio, è stato portato all’attenzione delle dirigenze scolastiche dal 67,6% degli intervistati. In risposta alle segnalazioni, nel 19% dei casi è stata indicata la mancanza di fondi, nell’11% la richiesta sarebbe stata minimizzata e nell’11,5% non sarebbe arrivata alcuna risposta.

«In Italia, e in particolare in Campania, il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno eccezionale ma una condizione strutturale che incide direttamente sulla salute, sulla sicurezza e sulla qualità dell’apprendimento», dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania.

«I dati del Portale Unico del ministero dell’Istruzione mostrano come oltre il 90% degli edifici scolastici regionali sia privo di impianti di climatizzazione, con nessuna provincia che supera il 12% di edifici attrezzati», aggiunge Imparato, chiedendo un piano straordinario di adattamento climatico che comprenda climatizzazione efficiente, isolamento, tetti riflettenti e infrastrutture verdi.

Sul fronte degli studenti, Domenico Fortunato, rappresentante dell’UdS Campania, parla di un rientro «insostenibile» e chiede interventi strutturali, aree verdi accessibili e strumenti per raffrescare le aule. «Se necessario ci mobiliteremo a partire da settembre nelle scuole per chiedere un miglioramento delle condizioni in cui attualmente versano i nostri plessi», afferma.

Tra le soluzioni considerate più urgenti dagli intervistati ci sono l’installazione o il potenziamento dei sistemi di raffrescamento, indicati dall’82,9%, la rimodulazione temporanea degli orari, richiesta dal 39%, il ripristino di tende e schermature solari, il 28,9%, gli interventi di isolamento termico, il 23,8%, e l’aumento di alberi e zone d’ombra nei cortili, il 19,3%.

Legambiente e UdS contestano infine anche lo stanziamento nazionale di 20 milioni di euro, definito «una misura d’emergenza» insufficiente rispetto alla portata del problema. Le due organizzazioni chiedono uno sforzo strutturale per rendere gli edifici scolastici più sicuri e vivibili, sottolineando anche le criticità legate agli spostamenti casa-scuola e ai mezzi pubblici sovraffollati durante le giornate più calde.

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