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Operazione "Fly Trap"

Smantellata la multinazionale del terrore online: 16 arresti e 56mila file pedopornografici sequestrati

La rete globale operava su canali Telegram criptati diffondendo materiale illecito in 98 Paesi. Identificati oltre mille utenti: tra i fermati compaiono insospettabili e amministratori del gruppo "New Saga".
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Roma – Un’imponente operazione internazionale della Polizia di Stato ha portato allo smantellamento di un’articolata rete criminale dedita alla vendita e alla diffusione di materiale pedopornografico su scala mondiale. L’inchiesta “Fly Trap”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) della Polizia Postale, si è conclusa con un bilancio di 16 arresti, un fermo e il sequestro di circa 200 dispositivi informatici.

L’indagine, scattata nel 2024 a seguito delle segnalazioni dell’agenzia federale statunitense Homeland Security Investigations (HSI), ha svelato l’esistenza del gruppo privato Telegram “New Saga”. Per la prima volta nella storia del contrasto ai reati cibernetici di questo tipo, le forze dell’ordine si sono avvalse di un agente infiltrato sotto copertura. L’investigatore è riuscito a conquistare la fiducia dei vertici dell’organizzazione, ottenendo le credenziali da “co-amministratore” all’interno della rete interconnessa.

Una struttura piramidale e l’uso di criptovalute

Definita dal Procuratore Capo di Roma, Francesco Lo Voi, come una vera e propria “multinazionale” del crimine, l’organizzazione vantava una community riservata di oltre 1.000 partecipanti distribuiti in 98 Paesi (tra cui USA, Cina, Russia, Giappone e Australia).

L’accesso alle stanze virtuali – protette da nomi di copertura come “La Sala dei Re” o “La Zanzara” – avveniva dietro pagamento di “donazioni” in criptovalute o tramite l’invio di materiale inedito. Gli amministratori fornivano agli utenti un costante supporto tecnico con cloud criptati, server virtuali e bot automatizzati per garantire l’anonimato e la continuità del servizio anche in caso di oscuramento dei canali.

I numeri del blitz e gli arresti

L’impiego di sofisticate tecniche di de-anonimizzazione ha permesso agli investigatori di acquisire oltre 282 Gigabyte di dati illeciti, pari a 22mila video e 34mila immagini ritraenti minori, anche in tenerissima età.

I provvedimenti eseguiti nella giornata di martedì hanno portato a:

6 misure cautelari: emesse dal GIP di Roma nei confronti degli organizzatori e promotori (residenti nelle province di Napoli, Barletta, Verona, Messina, Genova e in Svizzera);

10 arresti in flagranza: scattati a seguito di 23 perquisizioni locali e informatiche in tutta Italia (tra Torino, Milano, Padova, Fermo, Cagliari, Palermo e Treviso) che hanno evidenziato la presenza di archivi nascosti e crittografati;

1 fermo d’indiziato di delitto: eseguito nella notte a carico di un 26enne incensurato della provincia di Cremona.

Cooperazione internazionale per la tutela delle vittime

L’operazione ha visto l’impiego di oltre 100 operatori della Polizia Postale su tutto il territorio nazionale, affiancati da osservatori statunitensi e dalla Polizia cantonale svizzera.

I dati relativi a circa 996 utenze estere identificati durante l’inchiesta sono stati inoltrati alle autorità internazionali tramite Europol e Interpol. Diversi Paesi esteri hanno già avviato procedimenti analoghi per trarre in arresto gli utenti affiliati e mettere in sicurezza i minori coinvolti.

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