L’ingegnere che dà il via libera alle attività criminali
L’autorità di Russo, tuttavia, resta indiscussa. È lui a dare il via libera all’inserimento di affiliati napoletani, vicini ai Licciardi, per il recupero di crediti. È lui a decidere la spartizione dei proventi delle scommesse illegali online, come emerge da una conversazione del 4 aprile 2023: i guadagni vanno divisi anche con i detenuti e con il padre ergastolano.
È sempre lui, nel gennaio 2024, ripreso davanti al bar Gioya mentre discute con i fratelli Zoppino: parla di un litigio con “Giovanni” per conto dei “compagni di Napoli” riguardo a un’estorsione.
Da studente modello in carcere a leader contestato
Dalle intercettazioni, gli investigatori ricostruiscono un profilo complesso: Michelino, il figlio del boss che in cella studia, si laurea e conquista una patina di rispettabilità. Ma una volta fuori, quella laurea non basta a tenerlo lontano dagli affari del clan: anzi, diventa un’arma nuova, un modo diverso di comandare.
Un capo giovane, carismatico, temuto. E anche discusso: gli affiliati più anziani non condividono i suoi metodi, troppo “moderni”, troppo autonomi.Ma il rispetto verso la sua famiglia e il timore che incute gli garantiscono una posizione di potere.
Per gli inquirenti i gravi indizi sono chiari: Russo Michele, classe ’81, meglio noto come Michelino non è un semplice professionista che si muove ai margini del clan. È un dirigente, un decisore, un punto di riferimento.
Il figlio del fondatore passato per l’università dietro le sbarre, diventato il volto nuovo — e temuto — degli affari del clan nel Nolano.



