HomeAttualitàMafia: maxi blitz a Palermo e provincia, 183 misure cautelari

Mafia: maxi blitz a Palermo e provincia, 183 misure cautelari

I boss di Cosa Nostra avevano informatori che li avvertivano dei blitz imminenti. dal carcere parlavano con cellulari criptati. Erano pronti a darsi alla fuga
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Clan in cerca di affiliati affidabili

Cosa nostra continua a ordinare affiliazioni. Nell’inchiesta della Dda di Palermo, che oggi ha portato a 181 arresti, gli inquirenti hanno scoperto il reclutamento, da parte della famiglia di Corso Calatafimi, di un giovane incaricato di chiedere il pizzo e ad una vera e propria opera di indottrinamento avvenuta nel corso di incontri, tenutisi nell’aprile 2023, con Paolo Suleman, reggente del clan.

“Vieni qua che ti insegno, ti comincio a insegnare qualche cosa, tu senti parlare a me! Devi essere scaltro, umile, fai parlare sempre a lui, l’ultima versione è sua”, gli diceva il capomafia. E ancora: “Apriti gli occhi, Sai fare che se semini bene raccogli ora tu vieni con me e ti faccio vedere come si fa!”.

Anche nel mandamento di Santa Maria di Gesù, nel corso di una videochiamata ricevuta su un cellulare criptato in carcere, un detenuto è stato informato di una new entry di livello: “c’è un picciuotto, tu non lo conosci, che è attivo, Guido si chiama, è bravo … a confronto di quello che c’era di qualche anno indietro, credimi… è trecento volte meglio…Guido è in gamba. Ce l’ha nel sangue lui questa vita diciamo… capiscimi quello che ti voglio dire…e ti sto dicendo che è serio e speriamo per un futuro”.

Prossimo all’affiliazione sarebbe stato infine Salvatore Scaduto, figlio dell’ergastolano Giovanni, nonché nipote di Michele Greco “il papa”:

Settore di giochi e scommesse digitali l’attività più remunerativa per Cosa Nostra

“Un’ulteriore espansione affaristica, connessa anche stavolta allo sviluppo tecnologico, come accertato per i tutti mandamenti oggetto di queste indagini, riguarda il settore dei giochi e delle scommesse digitali che, subentrando alle vetuste riffe, in realtà rappresenta oggi una delle attività più remunerative di Cosa nostra che, da longa manus operativa degli imprenditori del settore, quali Angelo Barone, impone i pannelli di gioco, spesso illegali, ai singoli esercizi del territorio sì da realizzare enormi guadagni (Barone: Ho preso ora… quindici milioni di gioco)”.

Lo scrivono i pm della Dda di Palermo nel provvedimento di fermo che all’alba ha portato a decine di arresti. “Pertanto, l’associazione mafiosa si è dovuta riorganizzare per l’ampliamento della sua opera impositiva e di riscossione tanto che, il 24 agosto 2023, si intercettava Francesco Stagno mentre istruiva Leandro Cangemi – al fine di fare le cose in regola per camminare e ingrandire (..) perché qua il cervello per migliorare ce l’abbiamo – sulle modalità da adottare nelle interlocuzioni con gli esercenti, indicando i confini territoriali entro cui muoversi e invitandolo, per essere efficace, a presentarsi come emissario di Cosa nostra”, spiegano i magistrati.

Ed ecco una intercettazione captata dai carabinieri: “Non parlare mai in prima persona nel senso.. <<: ascolta c’è questa situazione … mi mandarono per questa situazione>> non è che tu sei di parte, non sei con loro e con noi, tu sei nel mezzo, così se c’è uno sfogo tu te lo assorbisci pure … cioè mi mandano per questa situazione. (..)”, dice Stagno. E Cangemi replica: “all’inizio che ti ho detto io? Dove posso andare? E tu mi hai detto … fino a Terrasini… dice ma qua c’è il limite tra Terrasini e Montelepre e mi fermo! … … se tu mi dici a me vai fino a Terrasini, io arrivo fino a ….”.

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Commenti (1)

E’ interessante vedere come le forze dell’ordine stiano cercando di contrastare la mafia, ma ci sono molti problemi da risolvere. Spero che queste operazioni possano veramente fare la differenza nel lungo termine e non siano solo eventi temporanei.

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