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Il calcio, passione vera di Silvio Berlusconi: creò il Milan più vincente

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Il Milan di Berlusconi: lo scandalo Calciopoli e la rinascita

Il Cavaliere non molla la proprietà, tiene duro, e il 2006-2007 è l’anno della rinascita. Nonostante la penalizzazione di 8 punti, i rossoneri si piazzano al quarto posto in Serie A e vincono la settima ed ultima Champions League, ancora una volta ad Atene, ai danni del Liverpool per 2-1. La sconfitta di due anni prima è vendicata. Nel 2007 Kakà vincera’ il Pallone d’Oro e sarà l’ultimo giocatore rossonero a ricevere questo premio. Nel dicembre dello stesso anno arriva un’altra vendetta rossonera: nella finale del Mondiale per Club a Tokyo, il Milan surclassa il Boca Juniors per 4-1, riscattandosi della sconfitta nel 2003. L’ultimo anno di Ancelotti si conclude con un piazzamento in Champions League. In panchina si accomoda Leonardo: una sola stagione, 2009-2010, e terzo posto in campionato.

Nel 2010 la panchina viene affidata a Massimiliano Allegri, allenatore toscano che aveva fatto bene a Cagliari. Con gli acquisti di Robinho, Van Bommel, Cassano e Ibrahimovic, i rossoneri raggiungono la conquista del 18esimo scudetto a distanza di 7 anni dall’ultima volta, interrompendo l’egemonia dell’Inter che durava da quattro stagioni.

Sarà l’ultimo titolo nazionale vinto dal Milan di Berlusconi. Nell’anno seguente, i rossoneri arrivano secondi, lasciano la squadra i ‘senatori’ Nesta, Zambrotta, Gattuso, Pirlo, Seedorf, Van Bommel e Inzaghi. E’ la fine di un ciclo vincente. Allegri otterrà altre due qualificazioni in Champions League ma al quarto anno verrà esonerato. Al suo posto subentra Clarence Seedorf, ma da allenatore non lascia tracce dalle parti di Milanello.

Il Milan di Berlusconi, l’ultimo trofeo e l’acquisto del Monza

L’ultimo titolo vinto dal Milan di Berlusconi è la Supercoppa italiana del 2016 contro la Juventus. Nell’aprile del 2017 arriva il closing: il club cambia padrone, passa a una cordata cinese con a capo Yonghong Li. E’ davvero la fine di un ciclo durato 30 anni e arricchito dal ben 29 trofei.

Ma per il Cavaliere il calcio continua a essere una grande passione. E il 28 settembre 2018 ecco la Fininvest annunciare la finalizzazione dell’acquisto del 100% della Società Sportiva Monza 1912. Ancora una volta Adriano Galliani è l’amministratore delegato del club di cui è stato tifoso sin da piccolo. Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, ne è il presidente.

La squadra è ancora in serie C ma il Cav, nella veste di patron, fa capire di avere le idee ben chiare su quello che andrà fatto: “Pensiamo a una squadra molto giovane, tutta di italiani, ragazzi che avranno i capelli in ordine. A Monza c’è già il parrucchiere pronto. Ragazzi che non dovranno avere la barba e assolutamente non dovranno avere nessun tatuaggio. Non dovranno portare, orgogliosamente, orecchini vari”.

Nel giugno del 2020, dopo ben 19 anni di serie C o Lega Pro, il Monza approda in Serie B. I tifosi chiedono la promozione in A, ma la squadra, nonostante l’acquisto di Mario Balotelli, a lungo fuori per infortunio, non riesce a realizzare il miracolo. Il grande, storico, sogno della massima serie si avvera due anni dopo. L’inizio di campionato è choccante: il Monza non trova la quadra e mister Stroppa, ex calciatore milanista, viene esonerato. La guida tecnica viene affidata a Raffaele Palladino, allenatore della Primavera.

“Il nuovo mister anche su mio consiglio sta dando alla squadra una nuova impostazione sul campo, e questo è l’effetto Berlusconi”, dichiara con enfasi l’ex premier al quale i risultati danno subito ragione. Alla settima giornata, il Monza batte 1-0 la Juventus all’U-Power Stadium e incassa la prima storica vittoria in A. Al gennaio il clamoroso bis con uno 0-2 conquistato sul terreno dell’Allianz Stadium. E Berlusconi, con l’entusiasmo di un ragazzino, commenta: “Quindi, evviva, andiamo avanti con i nostri giovani, con la nostra voglia di giocare un bel calcio e di accontentare gli spettatori”.

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