Omicidio Vassallo, il fratello: “Una boccata d’ossigeno”
“Una boccata di ossigeno dopo 12 anni trascorsi in apnea, come un sub che esce dall’acqua”. Così Massimo Vassallo fratello del sindaco “pescatore” di Pollica, descrive la sensazione provata venendo a conoscenza dell’esecuzione di un decreto di perquisizione nei confronti di 9 persone nell’ambito delle indagini sull’omicidio del fratello Angelo.
La Procura di Salerno, guidata da Giuseppe Borrelli, ha fatto sapere che l’ipotesi emersa dalle indagini è che il “sindaco pescatore” sia stato ucciso per impedire che denunciasse un traffico di droga che aveva scoperto nel porto di Acciaroli, frazione marina del comune di Pollica e località che, anche e soprattutto grazie al suo operato, è diventata tra le più apprezzate del Cilento.
“E’ il percorso che abbiamo da sempre individuato – ricorda Massimo Vassallo – ed era evidente che non ci fosse altra strada da percorrere rispetto al traffico di droga e al coinvolgimento di personaggi legati alle istituzioni. Siamo fiduciosi nell’attività di Borrelli e del pm Colamonici che abbiamo incontrato in questi anni e negli ultimi mesi”, conclude.
Omicidio Vassallo, la soddisfazione di Ingroia
Soddisfazione per la svolta nelle indagini viene espressa dall’ex pm di Palermo ed attuale avvocato Antonio Ingroia, che assiste i fratelli Dario e Massimo Vassallo. “Finalmente dopo dodici anni si apre uno spiraglio di luce”, dice.
“Non posso che esprimere speranza e soddisfazione perche’ stavamo perdendo la speranza. La Procura di Salerno sembra convalidare a pieno la ricostruzione che noi avevamo fatto in merito alla posizione di Cagnazzo che era stata archiviata.
Di fronte all’enormita’ delle accuse, pero’, mi sembra che l’azione della Procura sia stata un po’ timida e tardiva. Lo dico nel massimo del rispetto e della stima di miei ex colleghi di cui ho sempre apprezzato l’attivita’. Ma i cittadini si aspettano maggior coraggio dalla magistratura”.
Omicidio Vassallo, Legambiente, sindaco innamorato del territorio
“Dopo dodici anni dall’uccisione di Angelo Vassallo le indagini sembrano aver preso la giusta direzione. Sarà la magistratura a dover accertare dei singoli ma Vassallo, da Sindaco innamorato di Pollica e del porto di Acciaroli, non poteva tacere di fronte al tentativo della camorra di trasformare il territorio che lui aveva riqualificato, trasformandolo in una meta turistica di qualità, in una piazza di spaccio.
Sconcertano sia i ‘clamorosi depistaggi’ su cui indaga la Dda di Salerno sul presunto coinvolgimento di un alto ufficiale dell’Arma dei carabinieri. Dopo tanto buio finalmente si intravede la luce. Il nostro pensiero è rivolto alla famiglia di Angelo che non si è mai arresa lottando per la verità e giustizia”. Questo il commento di Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente e di Mariateresa Imparato presidente Legambiente Campania.










