Abbigliamento Oss: come riconoscerlo all’interno di una struttura sanitaria
L’operatore socio-sanitario, proprio come medici e infermieri e tutti i lavoratori dell’ambito, è tenuto ad indossare un abbigliamento sanitario adeguato. La divisa prevede l’uso di una casacca e di un paio di pantaloni. Non c’è una differenza sostanziale tra la divisa da Oss e quella da infermiere. Le casacche sono solitamente a maniche corte poiché la zona dei polsi è quella più soggetta a sporcarsi durante le mansioni abituali e i pantaloni sono provvisti di tasche. È molto importante che la divisa sia provvista di tasche e che sia lavabile ad alte temperature, resistendo a processi di disinfezione e pulizia industriali. Per quanto riguarda il colore della tenuta da operatore socio sanitario varia in base alla struttura nella quale opera. Come per gli infermieri sono sempre consigliati colori tenui e tinte pastello. La divisa da Oss standard è bianca ma le varianti colorate vengono sempre più usate. All’interno di un ospedale potremo riconoscere un Oss innanzitutto perché indossa una divisa e un cartellino che ne riporta il nome e la mansione. Nella maggior parte dei centri di cura gli Oss hanno divise di un colore specifico, diverso da quelle degli infermieri; in questo caso sarà facile riconoscere subito a chi rivolgersi per le esigenze di igiene e cura personale quotidiana di un paziente.
Perché diventare Operatore socio-sanitario
Sempre più giovani scelgono di intraprendere un percorso professionale in ambito sanitario. Perché preferire l’Oss alle altre figure? Il mestiere di Oss è consigliato per coloro che hanno un sincero interesse nelle attività di cura quotidiana, che vogliono essere un supporto importante a 360 gradi per le persone con disagio fisico o psichico e che, contemporaneamente, non sono interessate all’aspetto strettamente medico o terapeutico. Fare l’operatore socio sanitario è certamente molto impegnativo dal punto di vista psicologico ed emotivo, oltre a richiedere una manualità e un’ottima conoscenza delle buone pratiche igienico-sanitarie. Nel caso di pazienti costretti al letto, ad esempio, è necessario sapere come eseguire una corretta mobilizzazione e quali sono i protocolli previsti per evitare le patologie secondarie correlate alla condizione, come le piaghe da decubito. Tra le professioni dell’ambito sanitario, quella dell’Oss è sicuramente quella che si presta di più ad una riconversione professionale dopo i 30 anni, poiché è possibile esercitare la professione frequentando un corso apposito che attesti la qualifica. Sicuramente più raro che le persone dopo quell’età scelgano di intraprendere dei percorsi universitari.









