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Caso Monaldi, la famiglia Caliendo precisa: «Le accuse ai sanitari partono da Oppido»

Napoli – Non una guerra contro il personale del Monaldi, ma la semplice citazione di quanto emerso nelle sedi istituzionali. È questa la posizione della famiglia Caliendo-Marcolino, espressa attraverso il legale Francesco Petruzzi, in merito alle recenti tensioni che hanno scosso l’ambiente ospedaliero napoletano dopo la diffusione di accuse rivolte a medici e infermieri presenti in sala operatoria.

La replica del legale

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Petruzzi all’agenzia Ansa, la responsabilità delle contestazioni mosse verso l’equipe medica non sarebbe da attribuire ai familiari della vittima, bensì alla strategia difensiva del principale indagato.

«Non siamo noi, ma è stato il dottore Guido Oppido ad aver rivolto accuse ai suoi colleghi e agli infermieri che erano in sala operatoria», ha chiarito Petruzzi.

L’avvocato ha poi specificato che tali esternazioni sarebbero avvenute durante l’interrogatorio preventivo, così come riportato da diverse testate giornalistiche che hanno seguito lo sviluppo dell’inchiesta.

Vicinanza al personale ospedaliero

La precisazione giunge come risposta diretta alla lettera aperta pubblicata dai medici dell’ospedale Monaldi, i quali avevano espresso amarezza per il clima di sospetto che si è generato attorno alla struttura. La famiglia Caliendo, per il tramite del suo difensore, ha voluto gettare acqua sul fuoco, distinguendo nettamente le responsabilità individuali dal valore complessivo del personale sanitario.

«Ribadiamo la nostra vicinanza a tutta la comunità medica e sanitaria sana dell’azienda», ha concluso Petruzzi, sottolineando come la famiglia sia la prima a sentirsi solidale con i professionisti che si ritrovano, loro malgrado, coinvolti nelle accuse formulate dal chirurgo.

Caso Monaldi, la famiglia Caliendo precisa: «Le accuse ai sanitari partono da Oppido»

Napoli – Non una guerra contro il personale del Monaldi, ma la semplice citazione di quanto emerso nelle sedi istituzionali. È questa la posizione della famiglia Caliendo-Marcolino, espressa attraverso il legale Francesco Petruzzi, in merito alle recenti tensioni che hanno scosso l’ambiente ospedaliero napoletano dopo la diffusione di accuse rivolte a medici e infermieri presenti in sala operatoria.

La replica del legale

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Petruzzi all’agenzia Ansa, la responsabilità delle contestazioni mosse verso l’equipe medica non sarebbe da attribuire ai familiari della vittima, bensì alla strategia difensiva del principale indagato.

«Non siamo noi, ma è stato il dottore Guido Oppido ad aver rivolto accuse ai suoi colleghi e agli infermieri che erano in sala operatoria», ha chiarito Petruzzi.

L’avvocato ha poi specificato che tali esternazioni sarebbero avvenute durante l’interrogatorio preventivo, così come riportato da diverse testate giornalistiche che hanno seguito lo sviluppo dell’inchiesta.

Vicinanza al personale ospedaliero

La precisazione giunge come risposta diretta alla lettera aperta pubblicata dai medici dell’ospedale Monaldi, i quali avevano espresso amarezza per il clima di sospetto che si è generato attorno alla struttura. La famiglia Caliendo, per il tramite del suo difensore, ha voluto gettare acqua sul fuoco, distinguendo nettamente le responsabilità individuali dal valore complessivo del personale sanitario.

«Ribadiamo la nostra vicinanza a tutta la comunità medica e sanitaria sana dell’azienda», ha concluso Petruzzi, sottolineando come la famiglia sia la prima a sentirsi solidale con i professionisti che si ritrovano, loro malgrado, coinvolti nelle accuse formulate dal chirurgo.

Afragola, tenta la fuga alla vista della polizia: in casa aveva 210 grammi di cocaina

Mercoledì sera ad Afragola si è concluso con le manette ai polsi un tentativo di fuga che ha tradito il suo stesso autore. Un uomo di 36 anni, napoletano e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dagli agenti del Commissariato di Afragola per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il tentativo di fuga e il primo sequestro

Tutto è iniziato in via San Marco, durante un ordinario servizio di controllo del territorio. I poliziotti hanno notato un’autovettura il cui conducente, accortosi della loro presenza, ha improvvisamente accelerato cercando di dileguarsi. Ne è scaturito un breve inseguimento, al termine del quale l’uomo è stato raggiunto e bloccato. Addosso aveva 4 involucri di cocaina, 60 euro in banconote di vario taglio e un telefono cellulare.

Gli elementi raccolti sul posto hanno convinto gli agenti ad estendere le verifiche all’abitazione del soggetto. La perquisizione domiciliare ha dato esito ben più significativo: sono stati trovati circa 210 grammi di cocaina suddivisi in involucri e buste, oltre 2.000 euro in contanti, un bilancino di precisione e diverso materiale per il confezionamento della droga. Un arsenale che non lasciava spazio a dubbi sull’attività di spaccio. L’uomo è stato quindi tratto in arresto.

Afragola, tenta la fuga alla vista della polizia: in casa aveva 210 grammi di cocaina

Mercoledì sera ad Afragola si è concluso con le manette ai polsi un tentativo di fuga che ha tradito il suo stesso autore. Un uomo di 36 anni, napoletano e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dagli agenti del Commissariato di Afragola per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il tentativo di fuga e il primo sequestro

Tutto è iniziato in via San Marco, durante un ordinario servizio di controllo del territorio. I poliziotti hanno notato un’autovettura il cui conducente, accortosi della loro presenza, ha improvvisamente accelerato cercando di dileguarsi. Ne è scaturito un breve inseguimento, al termine del quale l’uomo è stato raggiunto e bloccato. Addosso aveva 4 involucri di cocaina, 60 euro in banconote di vario taglio e un telefono cellulare.

Gli elementi raccolti sul posto hanno convinto gli agenti ad estendere le verifiche all’abitazione del soggetto. La perquisizione domiciliare ha dato esito ben più significativo: sono stati trovati circa 210 grammi di cocaina suddivisi in involucri e buste, oltre 2.000 euro in contanti, un bilancino di precisione e diverso materiale per il confezionamento della droga. Un arsenale che non lasciava spazio a dubbi sull’attività di spaccio. L’uomo è stato quindi tratto in arresto.

Minaccia di uccidere l’ex moglie il giorno di Pasqua: arrestato 50enne

Benevento – Avrebbe minacciato più volte di uccidere l’ex moglie, arrivando a indicare i giorni immediatamente precedenti alla Pasqua come momento in cui mettere in atto il piano. Per questo un uomo di 50 anni, residente in provincia di Benevento, è stato arrestato dalla Polizia con l’accusa di atti persecutori.

Il provvedimento è scattato al termine di un’attività investigativa avviata dalla Squadra Mobile, dopo le denunce presentate dalla donna in Questura. La vittima ha riferito di comportamenti reiterati e gravi minacce da parte dell’ex marito, maturate in seguito alla decisione di iniziare una nuova relazione dopo la separazione consensuale.

Le minacce via WhatsApp e l’arresto

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe inviato diversi messaggi, anche tramite WhatsApp, nei quali manifestava esplicitamente l’intenzione di uccidere l’ex coniuge.

Gli agenti hanno quindi predisposto un servizio di osservazione nei pressi dell’abitazione del 50enne. Una volta giunto sul posto a bordo della propria auto, l’uomo è stato fermato e sottoposto a perquisizione personale e veicolare.

All’interno del veicolo, nascosti sotto i sedili, sono stati rinvenuti una confezione di diavolina e un binocolo, materiali sequestrati insieme al telefono cellulare.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato arrestato in flagranza differita per il reato di atti persecutori e, su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura di Benevento, è stato trasferito in carcere in attesa della convalida.

Minaccia di uccidere l’ex moglie il giorno di Pasqua: arrestato 50enne

Benevento – Avrebbe minacciato più volte di uccidere l’ex moglie, arrivando a indicare i giorni immediatamente precedenti alla Pasqua come momento in cui mettere in atto il piano. Per questo un uomo di 50 anni, residente in provincia di Benevento, è stato arrestato dalla Polizia con l’accusa di atti persecutori.

Il provvedimento è scattato al termine di un’attività investigativa avviata dalla Squadra Mobile, dopo le denunce presentate dalla donna in Questura. La vittima ha riferito di comportamenti reiterati e gravi minacce da parte dell’ex marito, maturate in seguito alla decisione di iniziare una nuova relazione dopo la separazione consensuale.

Le minacce via WhatsApp e l’arresto

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe inviato diversi messaggi, anche tramite WhatsApp, nei quali manifestava esplicitamente l’intenzione di uccidere l’ex coniuge.

Gli agenti hanno quindi predisposto un servizio di osservazione nei pressi dell’abitazione del 50enne. Una volta giunto sul posto a bordo della propria auto, l’uomo è stato fermato e sottoposto a perquisizione personale e veicolare.

All’interno del veicolo, nascosti sotto i sedili, sono stati rinvenuti una confezione di diavolina e un binocolo, materiali sequestrati insieme al telefono cellulare.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato arrestato in flagranza differita per il reato di atti persecutori e, su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura di Benevento, è stato trasferito in carcere in attesa della convalida.

Famiglia morta in Solfatara a Pozzuoli, confermata la condanna per il titolare della società

La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a cinque anni di carcere per Giorgio Angarano, 79 anni, legale rappresentante della società Vulcano Solfatara srl, coinvolto nel drammatico episodio che il 12 settembre 2017 costò la vita ai coniugi veneziani Massimiliano Carrer e Tiziana Zaramella e al loro figlio Lorenzo nella Solfatara di Pozzuoli. «Il ricorso della difesa è stato rigettato», confermando la responsabilità del titolare nella tragedia.

Quel giorno, la famiglia era in vacanza in Campania prima del rientro a scuola. Secondo le indagini, il piccolo Lorenzo oltrepassò una zona interdetta al pubblico scavalcando una recinzione; il padre lo seguì nel tentativo di fermarlo, imitato subito dopo dalla madre. In pochi istanti, il terreno cedette e i gas vulcanici sprigionati dal sottosuolo risultarono letali. Solo il figlio più piccolo riuscì a salvarsi.

La Cassazione ha però disposto l’annullamento della sentenza d’appello limitatamente alla revoca della confisca dell’area, rinviando per un nuovo giudizio su questo punto. Restano confermate le assoluzioni degli altri cinque imputati, soci della società, come stabilito nei precedenti gradi di giudizio. Il dramma, ancora oggi ricordato, rappresenta una ferita profonda per la comunità e per chi frequenta i Campi Flegrei.

Ripulita la storica fontana della Scapigliata a Napoli

A Napoli, la storica fontana della Scapigliata, in via Egiziaca a Forcella, torna finalmente al suo splendore originale. «L’operazione di pulizia e ripristino è stata completata», comunicano gli operatori di Abc, impegnati in un intervento mirato per rimuovere graffiti e scritte vandaliche che ne avevano compromesso l’aspetto estetico.

L’iniziativa rientra nelle attività programmate dal Tavolo per il Decoro Urbano, guidato da Ciro Turiello e voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare gli spazi pubblici della città. Le squadre tecniche hanno operato con attenzione, rispettando i materiali originali della fontana, permettendo così un rapido ritorno alla fruibilità e al decoro di uno dei monumenti più simbolici dell’area storica.

Il restauro non rappresenta solo un intervento estetico, ma un segnale chiaro contro il vandalismo urbano, riaffermando l’importanza della cura dei luoghi pubblici e del patrimonio culturale di Napoli.

Avellino, riapre domani la funicolare di Montevergine

Da domani, sabato 4 aprile, la funicolare Mercogliano–Montevergine riapre ufficialmente al pubblico, pronta ad accogliere fedeli, turisti ed escursionisti. Air Campania annuncia che le operazioni di sgombero della neve lungo la strada da Pietrastornina, unico collegamento verso la stazione di monte, sono state completate, permettendo così la ripresa delle corse.

La prima partenza è fissata alle 9, mentre l’ultima corsa sarà alle 17.15, orari che resteranno invariati anche nei giorni di Pasqua e di Lunedì dell’Angelo. Da martedì 7 aprile, invece, l’impianto seguirà un calendario regolare: dal lunedì al venerdì sarà aperto dalle 9 alle 14.15, mentre sabato, domenica e festivi le corse proseguiranno fino alle 17.15.

La riapertura della funicolare non rappresenta solo un ritorno alla normalità per i collegamenti, ma anche un’opportunità per ammirare i panorami del territorio e per vivere le tradizioni religiose legate al santuario di Montevergine.

Salerno, direttrice di banca scopre truffa: due arresti a Pontecagnano

A Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, una segnalazione tempestiva ha permesso di sventare una truffa bancaria in corso. La direttrice di un istituto di credito ha notato la presenza sospetta di un uomo che tentava di disporre il prelievo e il trasferimento di somme relative a un bonifico di rilevante importo, non ancora accreditato.

Grazie alla prontezza della responsabile e all’intervento immediato dei Carabinieri della stazione locale, i due autori della truffa sono stati arrestati sul posto con l’accusa di truffa aggravata. L’episodio sottolinea l’importanza della vigilanza nelle filiali e della collaborazione tra istituti bancari e forze dell’ordine per prevenire reati finanziari.

Salerno, direttrice di banca scopre truffa: due arresti a Pontecagnano

A Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, una segnalazione tempestiva ha permesso di sventare una truffa bancaria in corso. La direttrice di un istituto di credito ha notato la presenza sospetta di un uomo che tentava di disporre il prelievo e il trasferimento di somme relative a un bonifico di rilevante importo, non ancora accreditato.

Grazie alla prontezza della responsabile e all’intervento immediato dei Carabinieri della stazione locale, i due autori della truffa sono stati arrestati sul posto con l’accusa di truffa aggravata. L’episodio sottolinea l’importanza della vigilanza nelle filiali e della collaborazione tra istituti bancari e forze dell’ordine per prevenire reati finanziari.

Caserta, minorenne denunciato per revenge porn: ricattava coetanea sui social

Una vicenda delicata quella emersa a Caserta, dove la Polizia di Stato ha denunciato un minorenne ritenuto responsabile di revenge porn ai danni di una coetanea. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i contatti tra i due erano iniziati sulla piattaforma TikTok. Il ragazzo, sotto falsa identità digitale, avrebbe convinto la ragazza a realizzare e inviare video a contenuto intimo, minacciando di diffonderli se non avesse continuato a inviarne altri.

Dimostrando grande prontezza e senso di responsabilità, la giovane vittima si è rivolta immediatamente alle autorità. La Polizia è così riuscita rapidamente a risalire alla reale identità del presunto autore, rintracciandone l’abitazione e procedendo al sequestro del telefono utilizzato per i contatti. Il minore è stato denunciato alla Procura per i Minorenni di Napoli.

L’episodio evidenzia l’importanza della vigilanza sui social e della tempestiva segnalazione di comportamenti illeciti, soprattutto quando coinvolgono minori, e sottolinea come la prevenzione e la sensibilizzazione restino strumenti fondamentali per proteggere i più giovani dalle forme più subdole di cyberbullismo.

Benevento, si dimette il dirigente comunale arrestato per presunta concussione

Arrivano dal carcere le dimissioni di Gennaro Santamaria, il dirigente del Comune di Benevento arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di concussione. L’ex funzionario, fermato in flagranza mentre avrebbe intascato una tangente da quattromila euro, ha ufficializzato la rinuncia all’incarico attraverso un telegramma inviato all’amministrazione comunale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il denaro sarebbe stato consegnato da un geometra, titolare di uno studio di progettazione, con l’obiettivo di «velocizzare» alcune pratiche amministrative. Un episodio che ha portato all’arresto immediato e all’apertura di un’inchiesta.

Nonostante la richiesta della difesa, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la permanenza in carcere, ritenendo concreto il rischio di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato, oltre alla necessità di evitare contatti con altre persone coinvolte nella vicenda.

Superate le difficoltà legate alla detenzione, Santamaria ha quindi deciso di lasciare formalmente il ruolo ricoperto al Comune. Parallelamente, i suoi legali stanno preparando il ricorso al Tribunale del Riesame, che sarà depositato nei prossimi giorni. L’obiettivo è ottenere la scarcerazione o, in subordine, la concessione degli arresti domiciliari.

Salesiani, De Amicis protagonista agli Europei di Wingfoil di Napoli dal 7 al 12 aprile

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Napoli si prepara ad accogliere uno degli eventi più spettacolari del panorama sportivo internazionale: dal 7 al 12 aprile, le acque del Golfo ospiteranno la tappa napoletana del Campionato Europeo di Formula Wingfoil. Tra i protagonisti più attesi spicca il 17enne Ernesto De Amicis, alunno del quinto liceo scientifico dell’Istituto “Sacro Cuore” al Vomero, vero simbolo di eccellenza sportiva e educativa.

«Il wingfoil unisce disciplina, passione e tecnica», commenta De Amicis, già testimonial di «Napoli Capitale Europea dello Sport 2026». Il giovane rider, pupillo del Circolo Savoia e tedoforo alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, vanta un palmarès impressionante: campione del mondo Youth 2025, campione europeo Youth 2024 e 2025, vicecampione europeo Youth 2023 e campione italiano 2023.

La competizione a Napoli vedrà gareggiare atleti di altissimo livello provenienti da 17 nazioni tra Europa, Oceania e Asia. Tra i big del circuito internazionale ci saranno il francese Mathis Ghio, dominatore delle ultime quattro edizioni della World Cup, il polacco Kamil Manowicki, vicecampione del mondo 2024 e 2025, e l’australiano Grae Morris, argento olimpico a Parigi 2024. Non mancheranno specialisti come Tsz Hei Chow, Julian Rattotti e Kosta Gladiadis.

In questo contesto, De Amicis non sarà solo atleta della nazionale, ma anche fiore all’occhiello dell’Istituto Salesiano, che attraverso di lui dimostra come eccellenza educativa e sportiva possano andare di pari passo. L’edizione 2026 promette spettacolo, adrenalina e sfide serrate, con Napoli pronta a tingere il Golfo d’azzurro e a sostenere il suo giovane campione.

Napoli, trapianto di cuore al Monaldi: salvato paziente con cardiopatia dilatativa

Un intervento salvavita che riaccende la speranza e ribadisce il valore della sanità pubblica. All’ospedale Monaldi di Napoli è stato eseguito con successo un trapianto di cuore su un paziente affetto da cardiopatia dilatativa in fase terminale.

Umberto, nome di fantasia scelto per tutelarne la privacy, è stato sottoposto all’operazione che rappresentava l’ultima possibilità. Grazie all’intervento, potrà presto tornare alla vita e riabbracciare i suoi familiari. Il trapianto è stato condotto dall’équipe guidata dal cardiochirurgo Claudio Marra, al termine di un percorso complesso che ha coinvolto diverse professionalità. Un lavoro di squadra che ha integrato competenze chirurgiche, anestesiologiche, rianimatorie e cardiologiche, garantendo un’assistenza completa in ogni fase.

«L’Azienda Ospedaliera dei Colli è, e resta, un’eccellenza della sanità pubblica» sottolinea il direttore generale Anna Iervolino, rivendicando il ruolo della struttura come punto di riferimento per le patologie ad alta complessità. Accanto al successo clinico, arriva anche la presa di posizione dei medici, affidata a una lettera aperta. «L’attività assistenziale prosegue regolarmente, garantendo ogni giorno la presa in carico di centinaia di pazienti, nel segno della qualità e della sicurezza» si legge nel documento, che richiama l’importanza della continuità organizzativa.

I professionisti difendono il lavoro svolto e invitano a evitare letture distorte. «È auspicabile che il racconto pubblico mantenga equilibrio e senso di responsabilità, evitando generalizzazioni che non rispecchiano la realtà» scrivono, sottolineando come singoli episodi, pur gravi, non possano rappresentare l’intera attività quotidiana.

Uccisa da un’allergia al latte: il basket campano piange la giovane promessa Sofia Di Vico

Ostia– Una serata all’insegna dello sport e della condivisione che si trasforma, nel volgere di pochi istanti, in una tragedia inaccettabile. Sofia Di Vico, quindicenne originaria di Maddaloni, ha perso la vita nella tarda serata di giovedì a causa di un violento shock anafilattico.

La giovane cestista, a Roma per disputare il torneo giovanile “Mare di Roma Trophy in Pink”, sarebbe stata tradita da una grave e nota allergia alle proteine del latte emersa subito dopo la cena con le compagne di squadra.

“Non respiro”: la corsa disperata in ospedale

Il dramma si è consumato sotto gli occhi impotenti del resto del gruppo. Secondo le prime ricostruzioni, subito dopo il pasto Sofia ha iniziato ad accusare un malore improvviso e devastante.

“Non respiro, non respiro”, avrebbe fatto in tempo a dire prima che la situazione precipitasse. Immediata la chiamata al 118: i sanitari, giunti sul posto, hanno trasportato d’urgenza la ragazza al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia. Nonostante i disperati tentativi di rianimazione messi in atto dai medici, per la quindicenne non c’è stato nulla da fare.

L’inchiesta per omicidio colposo e il nodo della cucina

Ora, però, è il momento di fare chiarezza sulle responsabilità. La Procura ha aperto un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. La salma della giovane vittima è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria e trasferita al policlinico Tor Vergata, dove nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia.

Il punto focale delle indagini riguarderà la filiera delle comunicazioni: gli inquirenti dovranno accertare in modo inequivocabile se la struttura ricettiva e, in particolare, la cucina e il cuoco, fossero stati preventivamente e adeguatamente informati della grave intolleranza della ragazza, e se vi siano state contaminazioni fatali durante la preparazione dei cibi.

Il dolore di Maddaloni e lo stop al torneo

La notizia ha gettato nello sconforto la comunità di Maddaloni, dove la famiglia Di Vico è molto conosciuta e stimata (il padre è un noto commercialista, lo zio un medico). Sofia frequentava con profitto il Liceo scientifico “Nino Cortese” e militava con passione nell’Unio Basket Maddaloni.

Di fronte a un dramma di tali proporzioni, lo sport non poteva che fermarsi. La società Alfa Omega Basket, organizzatrice dell’evento, ha diramato una nota per annunciare l’immediata sospensione del torneo: “La notizia della scomparsa della ragazza ha profondamente scosso l’intera comunità sportiva presente.

In un momento così drammatico, riteniamo doveroso fermarci, nel rispetto del dolore della famiglia, delle compagne di squadra e di tutte le persone coinvolte. Non esistono parole adeguate per descrivere una perdita così grande e ingiusta”.

Uccisa da un’allergia al latte: il basket campano piange la giovane promessa Sofia Di Vico

Ostia– Una serata all’insegna dello sport e della condivisione che si trasforma, nel volgere di pochi istanti, in una tragedia inaccettabile. Sofia Di Vico, quindicenne originaria di Maddaloni, ha perso la vita nella tarda serata di giovedì a causa di un violento shock anafilattico.

La giovane cestista, a Roma per disputare il torneo giovanile “Mare di Roma Trophy in Pink”, sarebbe stata tradita da una grave e nota allergia alle proteine del latte emersa subito dopo la cena con le compagne di squadra.

“Non respiro”: la corsa disperata in ospedale

Il dramma si è consumato sotto gli occhi impotenti del resto del gruppo. Secondo le prime ricostruzioni, subito dopo il pasto Sofia ha iniziato ad accusare un malore improvviso e devastante.

“Non respiro, non respiro”, avrebbe fatto in tempo a dire prima che la situazione precipitasse. Immediata la chiamata al 118: i sanitari, giunti sul posto, hanno trasportato d’urgenza la ragazza al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia. Nonostante i disperati tentativi di rianimazione messi in atto dai medici, per la quindicenne non c’è stato nulla da fare.

L’inchiesta per omicidio colposo e il nodo della cucina

Ora, però, è il momento di fare chiarezza sulle responsabilità. La Procura ha aperto un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. La salma della giovane vittima è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria e trasferita al policlinico Tor Vergata, dove nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia.

Il punto focale delle indagini riguarderà la filiera delle comunicazioni: gli inquirenti dovranno accertare in modo inequivocabile se la struttura ricettiva e, in particolare, la cucina e il cuoco, fossero stati preventivamente e adeguatamente informati della grave intolleranza della ragazza, e se vi siano state contaminazioni fatali durante la preparazione dei cibi.

Il dolore di Maddaloni e lo stop al torneo

La notizia ha gettato nello sconforto la comunità di Maddaloni, dove la famiglia Di Vico è molto conosciuta e stimata (il padre è un noto commercialista, lo zio un medico). Sofia frequentava con profitto il Liceo scientifico “Nino Cortese” e militava con passione nell’Unio Basket Maddaloni.

Di fronte a un dramma di tali proporzioni, lo sport non poteva che fermarsi. La società Alfa Omega Basket, organizzatrice dell’evento, ha diramato una nota per annunciare l’immediata sospensione del torneo: “La notizia della scomparsa della ragazza ha profondamente scosso l’intera comunità sportiva presente.

In un momento così drammatico, riteniamo doveroso fermarci, nel rispetto del dolore della famiglia, delle compagne di squadra e di tutte le persone coinvolte. Non esistono parole adeguate per descrivere una perdita così grande e ingiusta”.

Casoria, anziana investita: individuati e denunciati i due pirati della strada

Casoria – Travolta sulle strisce e abbandonata sull’asfalto. Nel pomeriggio di martedì 31 marzo, una donna di 78 anni stava attraversando il centro storico di Casoria quando è stata investita in pieno.

L’impatto l’ha ridotta in condizioni critiche: trasportata d’urgenza in ospedale, è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. I medici, inizialmente, hanno parlato di prognosi riservata e massima gravità.

Indagini lampo della Municipale. La Polizia Locale, guidata dal comandante Colonnello Pasquale Pugliese, ha subito avviato accertamenti serrati. Grazie a un complesso lavoro di ricostruzione, in tempi rapidissimi gli agenti sono riusciti a identificare i responsabili e a mettere insieme gli elementi ritenuti decisivi.

Una dettagliata informativa di reato è stata già trasmessa alla Procura della Repubblica di Napoli Nord.

Due denunce e un’auto sotto sequestro. Al termine degli accertamenti, per un 34enne di Secondigliano e la sua compagna 32enne, residente a Napoli, è scattata la denuncia per omissione di soccorso e lesioni stradali in concorso di reato. L’auto ritenuta coinvolta nell’investimento, guidata dall’uomo, è stata posta sotto sequestro penale.

Non solo. Per il 34enne è arrivata anche un’altra denuncia: guida senza patente, una violazione già reiterata nel 2024 e nel 2025. Inoltre, il veicolo era privo di copertura assicurativa. Per il proprietario è prevista una sanzione amministrativa da 866 a 3.464 euro, con sequestro del mezzo ai fini della confisca.

Si precisa che le persone sottoposte a indagine sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Contro i provvedimenti adottati sono ammessi i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

 

Casoria, anziana investita: individuati e denunciati i due pirati della strada

Casoria – Travolta sulle strisce e abbandonata sull’asfalto. Nel pomeriggio di martedì 31 marzo, una donna di 78 anni stava attraversando il centro storico di Casoria quando è stata investita in pieno.

L’impatto l’ha ridotta in condizioni critiche: trasportata d’urgenza in ospedale, è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. I medici, inizialmente, hanno parlato di prognosi riservata e massima gravità.

Indagini lampo della Municipale. La Polizia Locale, guidata dal comandante Colonnello Pasquale Pugliese, ha subito avviato accertamenti serrati. Grazie a un complesso lavoro di ricostruzione, in tempi rapidissimi gli agenti sono riusciti a identificare i responsabili e a mettere insieme gli elementi ritenuti decisivi.

Una dettagliata informativa di reato è stata già trasmessa alla Procura della Repubblica di Napoli Nord.

Due denunce e un’auto sotto sequestro. Al termine degli accertamenti, per un 34enne di Secondigliano e la sua compagna 32enne, residente a Napoli, è scattata la denuncia per omissione di soccorso e lesioni stradali in concorso di reato. L’auto ritenuta coinvolta nell’investimento, guidata dall’uomo, è stata posta sotto sequestro penale.

Non solo. Per il 34enne è arrivata anche un’altra denuncia: guida senza patente, una violazione già reiterata nel 2024 e nel 2025. Inoltre, il veicolo era privo di copertura assicurativa. Per il proprietario è prevista una sanzione amministrativa da 866 a 3.464 euro, con sequestro del mezzo ai fini della confisca.

Si precisa che le persone sottoposte a indagine sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Contro i provvedimenti adottati sono ammessi i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

 

Napoli Centrale: la Polizia arresta due specialisti del borseggio tra i viaggiatori

Prosegue senza sosta la stretta sulla sicurezza all’interno e all’esterno dello scalo ferroviario di Piazza Garibaldi. Nell’ambito dei servizi straordinari di controllo legati all’operazione “Stazioni Sicure”, gli agenti del Compartimento Polfer per la Campania hanno assestato un duro colpo alla criminalità predatoria.

Nella giornata di mercoledì, i poliziotti hanno tratto in arresto due napoletani, di 38 e 48 anni, accusati rispettivamente di furto e furto con destrezza ai danni di pendolari e turisti.

Il primo intervento è scattato lungo le banchine della Circumvesuviana. A far partire la macchina operativa è stata una nota giunta al Centro Operativo che segnalava un borseggio avvenuto a bordo di un convoglio sulla tratta Pompei-Napoli.

Operazione Pasqua Tranquilla nella stazione

Gli agenti si sono precipitati al binario 4, riuscendo a intercettare e bloccare in tempi record il 38enne. A inchiodare l’uomo è stato il riconoscimento diretto da parte della vittima, una turista a cui il malvivente aveva appena sottratto lo smartphone durante il viaggio.

A distanza di poche ore, i controlli hanno dato i loro frutti anche all’interno della frequentatissima area commerciale di Napoli Centrale. Durante un pattugliamento di routine, l’attenzione della Polfer è stata richiamata dal dipendente di un’attività commerciale. Il testimone ha puntato il dito contro il 48enne, avendolo visto svaligiare un cliente all’interno della food hall.

L’intervento tempestivo delle divise ha impedito al ladro di dileguarsi. Braccato e perquisito, il 48enne è stato trovato in possesso di un bottino considerevole: due telefoni cellulari, un portafogli contenente 40 euro e i documenti di riconoscimento, oltre allo zaino della vittima. Tutta la refurtiva è stata immediatamente recuperata e riconsegnata al legittimo proprietario, mentre per i due borseggiatori si sono spalancate le porte delle camere di sicurezza.