Serve un codice diverso per ogni singolo pezzo?
Dipende dalla granularità richiesta, e in produzione la differenza è netta. Con l’identificazione di lotto il marcatore ripete lo stesso dato per migliaia di unità e può lavorare in modo autonomo. Con la serializzazione ogni pezzo riceve un dato diverso, il che impone che marcatore, lettore e sistema informativo restino sincronizzati in tempo reale e che sia definita in anticipo una regola su cosa fare quando la sequenza si interrompe.
Da dove conviene partire
L’investimento a rischio più basso non riguarda il contenuto informativo, che verrà definito altrove, ma la capacità di marcare e leggere in modo affidabile, che serve comunque. A che punto si è lo si misura in una settimana e senza comprare nulla: prendere un centinaio di pezzi appena usciti dalla linea, valutarne la qualità di marcatura con criteri standardizzati, contare quanti vengono letti al primo tentativo nel punto in cui il lettore si trova oggi e quante associazioni finiscono in gestione manuale. Se il tasso di prima lettura non è già alto su pezzi nuovi, non lo sarà su pezzi che hanno attraversato lavaggi, forni e mesi di magazzino. In molti stabilimenti quel lavoro ripaga da solo in tracciabilità interna, a prescindere da qualunque scadenza.



