Estorsioni e “piaceri” imposti
Tra gli episodi contestati spicca un’estorsione che racconta bene il metodo mafioso del clan.
La vittima, identificata come Sergio, viene avvicinata e costretta a pagare. Non una richiesta esplicita, ma un “piacere” dovuto: così viene presentata la consegna di denaro, giustificata come una pretesa del boss Gagliardi.
Nel novembre 2023, la pressione si concretizza: 1.000 euro consegnati per “risolvere un grosso guaio” attribuito al fratello del capo clan. Un’altra richiesta non va a buon fine solo perché la vittima non ha più disponibilità economica. Ma il messaggio è chiaro: a Mondragone il nome di Gagliardi continua a comandare.
L’ordinanza e gli arresti
Il gip Maria Laura Ciollaro firma l’ordinanza che porta a 13 arresti in carcere, 5 agli arresti domiciliari, tre con oggligo di dimora mentre 4 sono indagati a piede libero. I fatti contestati coprono un arco temporale che va da settembre 2023 a maggio 2024, con condotte ritenute ancora attuali.
Un colpo duro al clan, ma anche la fotografia di una camorra capace di rigenerarsi, puntando sulla memoria criminale, sulla paura e su legami che resistono al tempo e alle condanne.
I 25 indagati
Angelo Gagliardi (69 anni), detto “Mangianastri”
Antonio Bova (23 anni)
Luciano Santoro (27 anni)
Romualdo Martella (22 anni), detto “Romoletto”
Luigi Raia (33 anni), detto “Gigino”
Emanuele Iacobucci (26 anni)
Alessandro De Pasquale (23 anni)
Alessandro Martino (49 anni), detto “Martone” o “Matto”
Mohamed Mahmoud (24 anni), detto “Diego”
Andrea Santoro (32 anni)
Fabiola Martella (23 anni)
Raffaele Santoro (51 anni), detto “Lelluccio”
Virgilio Vellucci (23 anni), detto “Bidusco”
Luigi Marcello (circa 40 anni), detto “Chiattone” o “Faccella”
Giovanni Bova (18 anni)
Guido Migliore (32 anni), detto “Pokemon”
Salvatore Lazzaro (31 anni), detto “Lulù”
Domenico Tagliafierro (25 anni), detto “Mimmuccio”
Nicola La Rocca (34 anni)
Daniele Testa (27 anni)
Raffaele Di Rienzo (53 anni), detto “Pistolone”
Vera Assunta Gammella (24 anni)
Patrizia Brando (20 anni)
Petronilla Rota (45 anni)
Salvatore Petrillo (21 anni)




L’articolo e interessante, ma ci sono molte cose che non capisco bene. Come fa un clan a rimanere cosi forte nel tempo? E’ preoccupante sapere che ci sono ancora persone che supportano questo sistema. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso.