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Angri

Inquinamento nel fiume Sarno, sequestrate due aziende ad Angri e Scafati

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foto inquinamento fiume sarno


Continuano serrati i controlli dei carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale nei confronti delle aziende presenti lungo il corso del , con l’obiettivo di individuare ed interrompere le attività illegali che influiscono sullo stato di salute del corso d’acqua.

Infatti è dalla fine del periodo di lockdown che il è oggetto di attenzione da parte dei militari, che, attraverso una campagna di serrati controlli, hanno individuato e scoperto numerose situazioni di illegalità ambientale.

Nello specifico sono state controllate alcune aziende, già oggetto di una serie di prescrizioni, finalizzate a sanare le violazioni ravvisate nel corso di una prima verifica. All’esito dell’attività, le stesse aziende, non avendo ottemperato a quanto prescritto e continuando ad operare nella totale illegalità, per mancanza degli atti autorizzativi sia alle emissioni in atmosfera che allo scarico delle acque, sono state denunciate all’autorità giudiziaria di Nocera Inferiore per i reati di scarico non autorizzato di reflui industriali in corpo idrico superficiale e gestione illecita di rifiuti.

Dalle prime ore della mattinata i Carabinieri del Reparto Speciale stanno eseguendo due sequestri emessi dal GIP presso il Tribunale di Nocera su richiesta della locale Procura. In particolare: ad Angri dove i militari hanno sequestrato un noto impianto di recupero rifiuti speciali pericolosi e non, operante nell’area PIP di Taurana.

Il procedimento penale nei confronti di 51enne di Scafati in qualità di legale rappresentante della società Sea che fa capo a lui e al fratello Corrado, che dovrà rispondere dei reati di scarichi illeciti di reflui industriali, attività di gestione di rifiuti non autorizzata e violazione alle prescrizioni imposte nel titolo autorizzativo AUA, sanzionati dal Testo Unico Ambientale.

Gli illeciti, riscontrati dal NOE con il supporto di personale ispettivo Arpa di Salerno, consistono nell’aver effettuato lo scarico nella pubblica fognatura di reflui industriali costituiti dalle acque di dilavamento del piazzale esterno suscettibili di contaminazione; attività illecita di recupero di rifiuti speciali, anche pericolosi, costituiti da imballaggi contenenti sostanze pericolose o contaminati e rifiuti plastici, nonché per aver superato i limiti quantitativi giornalieri autorizzati. Su espressa richiesta della Procura, il Gip Dr. Gustavo Danise, condividendo le valutazioni degli organi inquirenti, ha emesso il Decreto di sequestro preventivo dell’intero impianto esteso su una superficie di circa 8.000 mq.
L’indagine potrebbe allargarsi anche ai rapporti con la Seneca srl , società che ha rilevato le attività della discussa Helios srl (società che gestiva la raccolta dei rifiuti solidi urbani del comune di scafati ed oggetto anche di indagini della procura della repubblica) e che intestata ad un prestanone di Pompei ma riconducibile sempre ai fratelli Mauro e Corrado Scarlato

Anche a Scafati sono intervenuti i carabinieri supportati da personale Arpa di Salerno per le operazioni di campionamento ed analisi, dove hanno condotto accertamenti in merito al rispetto delle norme ambientali in pregiudizio di un’industria conserviera situata in via Orta Longa nel settore del trattamento e trasformazione di prodotti alimentari di origine animale e vegetale

Da quanto emerso dalle indagini sono state riscontrate diverse violazioni, a carico del titolare G.F. 54enne di Angri, sulle prescrizioni imposte nel titolo autorizzativo con riferimento allo stoccaggio in area non autorizzata di rifiuti speciali provenienti dal processo produttivo e costituiti da fanghi e scarti inutilizzabili per il consumo; nonché al recapito nel canale Fosso Bagni dei reflui provenienti dall’impianto di depurazione, risultati non conformi ai parametri COD, Azoto Nitroso ed Escherichia Coli. Anche in questo caso è stato sequestrato l’impianto di depurazione e l’area di piazzale estesa su una superficie di 200 mq interessata dalla presenza di 350 tonnellate di rifiuti.

I controlli rientrano nell’ambito di indagini disposte dai Sostituti Procuratori Dr. Roberto Lenza e D.ssa Claudia Colucci e coordinate dal Procuratore della Repubblica Dr. Antonio Centore.


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Angri

Angri, sequestrati 17 chili di fuochi d’artificio illegali in abitazione privata

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Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Salerno ha sottoposto a sequestro oltre 17 chili di “fuochi d ‘artificio” non a norma, destinati alla vendita illegale.

Visto l ‘approssimarsi delle festività natalizie, sono stati infatti intensificati i controlli delle Fiamme Gialle rivolti anche al contrasto della commercializzazione illecita di materiali esplodenti che, pur in piena emergenza Covid, iniziano comunque a fare la loro comparsa, in giro per le strade o sottobanco in alcuni negozi.

Dopo i primi rilievi info-investigativi, i sospetti dei Finanzieri della Compagnia di Nocera Inferiore sono caduti su un cinquantasettenne di Angri , già arrestato nel 1998 per analoghe fattispecie di reato.

Nel corso di un intervento presso il suo appartamento, i militari hanno così scoperto oltre un centinaio di ordigni artigianali, “trac” e “bombe carta” di diverse dimensioni, le tipologie più in voga tra gli appassionati del settore. La presenza di un mezzo migliaio di micce, anch’esse rigorosamente home made , ha fornito agli investigatori la prova che il pregiudicato li fabbricava personalmente, in quella che può dirsi una vera e propria “officina pirotecnica”.

Ben occultati su un armadio della camera da letto, i “botti” illegali, privi dei requisiti minimi di sicurezza e di qualsivoglia autorizzazione per la detenzione, esponevano ad un costante ed elevato rischio eli esplosione anche le abitazioni adiacenti.

Sono stati perciò sottoposti a sequestro tutti i prodotti irregolari rinvenuti, per un totale di n. 115 manufatti esplodenti e n. 540 micce.

Il responsabile, denunciato a questa Procura della Repubblica per le gravi violazioni alle norme in materia di pubblica sicurezza, rischia adesso fino a tre anni di reclusione, oltre ad una multa che può raggiungere i 100.000 euro.

Dopo la convalida del provvedimento cautelare, la merce è stata immediatamente trasferita presso un deposito autorizzato, in attesa della perizia tecnica degli artificieri della Questura di Salerno, che ne determinerà l ‘indice di pericolosità.

 

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