Home Blog Pagina 489

Sfruttava la compagna per i festini a Grottaminarda: arrestato 57enne napoletano

Avellino – Non si limitava ad accompagnarla agli appuntamenti, ma gestiva l’intera “regia” dell’attività criminale. I Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un uomo di 57 anni originario della provincia di Napoli, accusato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ai danni della propria compagna.

Il business degli annunci online

L’operazione, condotta dall’Aliquota Operativa e coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, ha fatto luce su un sistematico giro di squillo nel cuore dell’Irpinia, precisamente nel comune di Grottaminarda. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna pubblicava regolarmente annunci su diverse piattaforme online per attirare i clienti.

Tuttavia, dietro lo schermo non c’era solo la donna: il compagno 57enne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali, fungeva da vero e proprio “manager”. Era lui a pianificare la logistica, scortando la compagna nei luoghi concordati per gli incontri e assicurandosi, al termine della prestazione, di incassare il denaro pattuito.

Il blitz e le misure cautelari

L’intervento dei militari è scattato proprio durante uno dei servizi di monitoraggio del territorio, permettendo di cogliere l’uomo nell’atto di gestire l’attività illecita. Dopo il fermo, l’indagato è comparso davanti al Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale sannita per l’udienza di convalida.

Il magistrato, pur convalidando il provvedimento, ha applicato nei confronti dell’uomo la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, prescrivendo inoltre la permanenza domiciliare obbligatoria durante le ore notturne. Le indagini proseguono per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nel giro di prostituzione locale.

Sfruttava la compagna per i festini a Grottaminarda: arrestato 57enne napoletano

Avellino – Non si limitava ad accompagnarla agli appuntamenti, ma gestiva l’intera “regia” dell’attività criminale. I Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un uomo di 57 anni originario della provincia di Napoli, accusato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ai danni della propria compagna.

Il business degli annunci online

L’operazione, condotta dall’Aliquota Operativa e coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, ha fatto luce su un sistematico giro di squillo nel cuore dell’Irpinia, precisamente nel comune di Grottaminarda. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna pubblicava regolarmente annunci su diverse piattaforme online per attirare i clienti.

Tuttavia, dietro lo schermo non c’era solo la donna: il compagno 57enne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali, fungeva da vero e proprio “manager”. Era lui a pianificare la logistica, scortando la compagna nei luoghi concordati per gli incontri e assicurandosi, al termine della prestazione, di incassare il denaro pattuito.

Il blitz e le misure cautelari

L’intervento dei militari è scattato proprio durante uno dei servizi di monitoraggio del territorio, permettendo di cogliere l’uomo nell’atto di gestire l’attività illecita. Dopo il fermo, l’indagato è comparso davanti al Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale sannita per l’udienza di convalida.

Il magistrato, pur convalidando il provvedimento, ha applicato nei confronti dell’uomo la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, prescrivendo inoltre la permanenza domiciliare obbligatoria durante le ore notturne. Le indagini proseguono per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nel giro di prostituzione locale.

Cellulari in carcere, 46 richieste di rinvio a giudizio

Catanzaro – Quarantasei persone rischiano il processo nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro su cellulari introdotti e utilizzati illegalmente in carcere.

La Guardia di finanza di Catanzaro e Vibo Valentia, con il supporto dello Scico, ha notificato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti degli indagati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti, con l’aggravante di aver agevolato organizzazioni mafiose.

L’indagine si inserisce nel solco di un’altra inchiesta avviata nell’aprile del 2025 sulle attività di una ’ndrina di Tropea, nel Vibonese. Proprio da quell’attività investigativa era emerso come alcuni esponenti di vertice del clan, pur detenuti, riuscissero a mantenere contatti con l’esterno attraverso telefoni cellulari introdotti illegalmente negli istituti penitenziari.

L’inchiesta si allarga ad altri istituti

Gli approfondimenti investigativi hanno poi esteso il raggio d’azione ad altri detenuti reclusi nelle sezioni di alta sicurezza dei carceri di Siracusa, Vibo Valentia, Secondigliano, Terni e Avellino. Secondo gli inquirenti, i dispositivi venivano utilizzati per restare in contatto con affiliati in libertà, con detenuti ristretti in altri penitenziari e con i familiari, consentendo così anche di sostenere e agevolare le attività delle cosche di appartenenza.

Le indagini, coordinate dalla Dda di Catanzaro, hanno toccato anche altre città del territorio nazionale, tra cui Torino, Milano, Bologna e Trapani, delineando un sistema di comunicazioni illecite che avrebbe superato i confini regionali e coinvolto più strutture carcerarie italiane.

Cellulari in carcere, 46 richieste di rinvio a giudizio

Catanzaro – Quarantasei persone rischiano il processo nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro su cellulari introdotti e utilizzati illegalmente in carcere.

La Guardia di finanza di Catanzaro e Vibo Valentia, con il supporto dello Scico, ha notificato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti degli indagati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti, con l’aggravante di aver agevolato organizzazioni mafiose.

L’indagine si inserisce nel solco di un’altra inchiesta avviata nell’aprile del 2025 sulle attività di una ’ndrina di Tropea, nel Vibonese. Proprio da quell’attività investigativa era emerso come alcuni esponenti di vertice del clan, pur detenuti, riuscissero a mantenere contatti con l’esterno attraverso telefoni cellulari introdotti illegalmente negli istituti penitenziari.

L’inchiesta si allarga ad altri istituti

Gli approfondimenti investigativi hanno poi esteso il raggio d’azione ad altri detenuti reclusi nelle sezioni di alta sicurezza dei carceri di Siracusa, Vibo Valentia, Secondigliano, Terni e Avellino. Secondo gli inquirenti, i dispositivi venivano utilizzati per restare in contatto con affiliati in libertà, con detenuti ristretti in altri penitenziari e con i familiari, consentendo così anche di sostenere e agevolare le attività delle cosche di appartenenza.

Le indagini, coordinate dalla Dda di Catanzaro, hanno toccato anche altre città del territorio nazionale, tra cui Torino, Milano, Bologna e Trapani, delineando un sistema di comunicazioni illecite che avrebbe superato i confini regionali e coinvolto più strutture carcerarie italiane.

Bomba a Cava de’ Tirreni: allarme racket

Cava de’ Tirrenti – Un boato ha squarciato il silenzio dell’alba metelliana, riaccendendo l’incubo della criminalità organizzata. Intorno alle 5 di questa mattina un ordigno è esploso all’ingresso di un locale in via XXV Luglio, a Cava de’ Tirreni. L’attività commerciale, ancora in fase di allestimento, era ormai prossima all’inaugurazione.

‘onda d’urto ha danneggiato pesantemente l’ingresso della struttura, ma fortunatamente non si registrano persone ferite. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore. I militari hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire la dinamica e la matrice del grave atto intimidatorio.

La pista privilegiata sembra condurre a un avvertimento estorsivo, un fenomeno che purtroppo ha già colpito la città. Di recente la cronaca locale ha infatti registrato l’esplosione di una bomba con relativi danni strutturali davanti a una Casa del Commiato.

In passato ci sono stati momenti di terrore per un ordigno esploso nella notte contro un palazzo in via Vittorio Veneto. Un simile clima di apprensione si era vissuto anche in seguito al ritrovamento di una bomba carta posizionata dinanzi a un bar in pieno centro.

Spaccio online nel Sannio: due ventenni beccati dalla Finanza con hashish e marijuana

I Finanzieri del Comando Provinciale di Benevento hanno denunciato a piede libero due giovani, un sannita e un avellinese poco più che ventenni, accusati di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. L’indagine rientra in una più ampia attività di contrasto al traffico di droga, condotta anche attraverso il controllo della posta.

L’operazione, eseguita dalla Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Benevento, si è basata sul monitoraggio costante di due plichi postali sospetti, provenienti da mittenti ignoti. I militari hanno seguito i pacchi fino al momento della consegna, intervenendo non appena i destinatari ne sono entrati in possesso.

Hashish nascosto nel libro

Nel primo caso, all’interno del pacco i finanzieri hanno scoperto e sequestrato circa 60 grammi di hashish. La droga era occultata in un libro i cui fogli erano stati sagomati per accogliere perfettamente il blocco di stupefacente, mascherandone la presenza.

Nel secondo caso, l’ispezione ha permesso di rinvenire circa 190 grammi di marijuana, suddivisi tra una busta termosaldata sottovuoto e un’ulteriore quantità nascosta nell’abitazione del giovane.

Oltre alla droga, i militari hanno sequestrato un bilancino elettronico di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e circa mille euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.

Entrambi i giovani sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309/90 (produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti). L’attività si inserisce nel quadro dei controlli costanti svolti dalla Guardia di Finanza per garantire la sicurezza del territorio e contrastare il fenomeno dello spaccio.

Caso Caliendo, scontro tra legali: «Diffamato sui social, intervenga l’Ordine»

Napoli – Non si placa la tensione intorno alla tragica vicenda di Domenico Caliendo, il bambino scomparso all’ospedale Monaldi in seguito a un trapianto di cuore non riuscito. Questa volta, però, il terreno dello scontro si sposta dalle aule giudiziarie ai social network e investe direttamente la deontologia professionale.

L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, ha infatti inviato una nota formale al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Carmine Foreste, denunciando una campagna di pressioni e diffamazioni che subirebbe quotidianamente.

La polemica via web

Al centro della contestazione ci sarebbero le recenti esternazioni dell’avvocato Sergio Pisani. Secondo Petruzzi, il collega lo avrebbe accusato di ledere il diritto di difesa e il prestigio dell’intera categoria forense.

Una posizione che Petruzzi respinge con forza, inquadrando il proprio operato come una necessaria tutela dei genitori del piccolo Domenico di fronte alla strategia mediatica adottata dai difensori degli indagati.

«Le affermazioni del collega Pisani hanno innescato una polemica su Facebook ormai insostenibile», spiega Petruzzi, sottolineando come il dibattito stia tracimando in attacchi personali. «Sto solo cercando di difendere la famiglia Caliendo, contestando pubblicamente la linea di chi rappresenta gli indagati, i quali hanno scelto per primi di replicare sui media nazionali».

Di fronte a quello che definisce un clima di «continua diffamazione», il legale ha dunque rotto gli indugi, chiedendo ufficialmente al Presidente Foreste un intervento dell’Ordine e un segnale di solidarietà per proteggere l’esercizio della professione da derive mediatiche e attacchi via web.

Caso Caliendo, scontro tra legali: «Diffamato sui social, intervenga l’Ordine»

Napoli – Non si placa la tensione intorno alla tragica vicenda di Domenico Caliendo, il bambino scomparso all’ospedale Monaldi in seguito a un trapianto di cuore non riuscito. Questa volta, però, il terreno dello scontro si sposta dalle aule giudiziarie ai social network e investe direttamente la deontologia professionale.

L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, ha infatti inviato una nota formale al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Carmine Foreste, denunciando una campagna di pressioni e diffamazioni che subirebbe quotidianamente.

La polemica via web

Al centro della contestazione ci sarebbero le recenti esternazioni dell’avvocato Sergio Pisani. Secondo Petruzzi, il collega lo avrebbe accusato di ledere il diritto di difesa e il prestigio dell’intera categoria forense.

Una posizione che Petruzzi respinge con forza, inquadrando il proprio operato come una necessaria tutela dei genitori del piccolo Domenico di fronte alla strategia mediatica adottata dai difensori degli indagati.

«Le affermazioni del collega Pisani hanno innescato una polemica su Facebook ormai insostenibile», spiega Petruzzi, sottolineando come il dibattito stia tracimando in attacchi personali. «Sto solo cercando di difendere la famiglia Caliendo, contestando pubblicamente la linea di chi rappresenta gli indagati, i quali hanno scelto per primi di replicare sui media nazionali».

Di fronte a quello che definisce un clima di «continua diffamazione», il legale ha dunque rotto gli indugi, chiedendo ufficialmente al Presidente Foreste un intervento dell’Ordine e un segnale di solidarietà per proteggere l’esercizio della professione da derive mediatiche e attacchi via web.

Bomba a Cava de’ Tirreni: allarme racket

Cava de’ Tirrenti – Un boato ha squarciato il silenzio dell’alba metelliana, riaccendendo l’incubo della criminalità organizzata. Intorno alle 5 di questa mattina un ordigno è esploso all’ingresso di un locale in via XXV Luglio, a Cava de’ Tirreni. L’attività commerciale, ancora in fase di allestimento, era ormai prossima all’inaugurazione.

‘onda d’urto ha danneggiato pesantemente l’ingresso della struttura, ma fortunatamente non si registrano persone ferite. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore. I militari hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire la dinamica e la matrice del grave atto intimidatorio.

La pista privilegiata sembra condurre a un avvertimento estorsivo, un fenomeno che purtroppo ha già colpito la città. Di recente la cronaca locale ha infatti registrato l’esplosione di una bomba con relativi danni strutturali davanti a una Casa del Commiato.

In passato ci sono stati momenti di terrore per un ordigno esploso nella notte contro un palazzo in via Vittorio Veneto. Un simile clima di apprensione si era vissuto anche in seguito al ritrovamento di una bomba carta posizionata dinanzi a un bar in pieno centro.

Fuga in scooter e investimento ai Quartieri Spagnoli, il fratello lo difende: «Non è un criminale»

Napoli – Non ci sta Ernesto Errico titolare di un bar ai Quartieri Spagnoli a far passare il fratello Gennaro come un criminale. Stiamo parlando del ragazzo che in sella a uno scooter ha investito una donna in via Lungo Gelso mentre era in fuga da una pattuglia di motociclisti della polizia Municipale.

“Mio fratello è vero che ha fatto 13 anni di carcere per concorso in omicidio ma è in atto una revisione del processo per ingiusta detenzione perché innocente. Ora sta lavorando. fa il rider e mi aiuta al bar. E non è vero che è scappato e che era irreperibile”.

Ernesto spiega che il fratello si sente perseguitato dalla polizia municipale e perciò l’altro giorno è scappato. “Sabato sera dopo i fatti accaduti mio fratello ha cenato presso il mio bar in vico d’Afflitto 41 ai Quartieri Spagnoli senza mai rendersi irreperibile ed ho le videocamere di sicurezza che possono confermare quanto dico per questo le dico che la polizia non lo ha mai cercato”.

E infine spiega: “Siamo stati noi a consegnare lo scooter alla polizia municipale che ora è sotto sequestro. Fortunatamente la donna investita non riportato alcuna conseguenza e non ha presentato denuncia. Ora noi chiediamo che mio fratello venga lasciato tranquillo di poter lavorare mentre attendiamo la revisione del processo e una sua completa riabilitazione”.

 

 

 

Fuga in scooter e investimento ai Quartieri Spagnoli, il fratello lo difende: «Non è un criminale»

Napoli – Non ci sta Ernesto Errico titolare di un bar ai Quartieri Spagnoli a far passare il fratello Gennaro come un criminale. Stiamo parlando del ragazzo che in sella a uno scooter ha investito una donna in via Lungo Gelso mentre era in fuga da una pattuglia di motociclisti della polizia Municipale.

“Mio fratello è vero che ha fatto 13 anni di carcere per concorso in omicidio ma è in atto una revisione del processo per ingiusta detenzione perché innocente. Ora sta lavorando. fa il rider e mi aiuta al bar. E non è vero che è scappato e che era irreperibile”.

Ernesto spiega che il fratello si sente perseguitato dalla polizia municipale e perciò l’altro giorno è scappato. “Sabato sera dopo i fatti accaduti mio fratello ha cenato presso il mio bar in vico d’Afflitto 41 ai Quartieri Spagnoli senza mai rendersi irreperibile ed ho le videocamere di sicurezza che possono confermare quanto dico per questo le dico che la polizia non lo ha mai cercato”.

E infine spiega: “Siamo stati noi a consegnare lo scooter alla polizia municipale che ora è sotto sequestro. Fortunatamente la donna investita non riportato alcuna conseguenza e non ha presentato denuncia. Ora noi chiediamo che mio fratello venga lasciato tranquillo di poter lavorare mentre attendiamo la revisione del processo e una sua completa riabilitazione”.

 

 

 

Gattuso saluta la Nazionale: accordo con la Figc per la risoluzione consensuale

Roma – Manca solo l’ufficialità, attesa nelle prossime ore, ma l’era di Gennaro Gattuso sulla panchina della Nazionale italiana è già finita. Il tecnico ha raggiunto un’intesa con la Figc per la risoluzione consensuale del contratto: le firme sono imminenti e l’annuncio della rescissione dovrebbe arrivare a breve.

L’addio di “Ringhio” arriva in un momento di profonda crisi per il calcio azzurro. È il terzo capitolo di un vero e proprio terremoto istituzionale scatenato dalla mancata qualificazione ai Mondiali 2026, consumatasi ai rigori contro la Bosnia. Giovedì aveva rassegnato le dimissioni il presidente federale Gabriele Gravina, seguito ieri dal passo indietro di Gianluigi Buffon nel ruolo di capo delegazione.

Un addio inevitabile dopo la disfatta di ZenicaGattuso era arrivato sulla panchina azzurra nell’estate 2025 con il compito chiaro di riportare l’Italia al Mondiale dopo due edizioni consecutive saltate. La missione è fallita sul campo di Zenica, dove gli azzurri hanno dominato per lunghi tratti ma si sono arresi ai penalty.

Da quel momento l’ipotesi di una separazione era diventata concreta, nonostante Gravina avesse inizialmente chiesto al tecnico di restare.Ora la Figc e Gattuso hanno scelto la via della risoluzione consensuale, evitando uno strappo traumatico. Restano da definire i dettagli economici e le tempistiche formali, ma il divorzio appare ormai irreversibile.

Con la partenza simultanea di presidente, Ct e capo delegazione, il calcio italiano si trova di fronte a un vuoto di potere senza precedenti. Le elezioni per il nuovo vertice federale sono fissate al 22 giugno: tra i nomi che circolano per la successione a Gravina ci sono figure come Giovanni Malagò, Giancarlo Abete, Roberto Baggio e Paolo Maldini.

Per la panchina azzurra, invece, si fanno già i primi nomi pesanti: da Roberto Mancini ad Antonio Conte, passando per Simone Inzaghi e Massimiliano Allegri.Il futuro della Nazionale riparte da zero. Dopo l’ennesima eliminazione mondiale, serve un progetto nuovo, chiaro e ambizioso. Il tempo delle emergenze è finito: ora tocca ricostruire.

Pasqua di sorrisi e solidarietà: a Napoli la festa che unisce spettacolo, dolcezza e impegno sociale

Napoli – Lontano dai riflettori e dal chiasso della città, nel cuore silenzioso di Napoli si è svolta una Pasqua diversa, fatta di risate, gesti concreti e vera inclusione. All’interno dell’Opera Don Guanella, bambini e ragazzi hanno vissuto un pomeriggio di festa grazie all’impegno di Chiara Migliaccio e dei volontari della Nazionale Italiana dell’Amicizia – Nida Onlus Campania.

Accolti con la consueta sensibilità da don Pino Venerito, i piccoli ospiti della struttura hanno trascorso ore leggere ma dense di significato. Al centro dell’iniziativa lo spettacolo dei clown Julius & Pipos (Giulio Carfora e Giuseppe Musella), che nel piccolo teatrino hanno trasformato il palcoscenico in un luogo di pura meraviglia.

Risate, stupore e momenti di sospensione in cui la sofferenza ha lasciato spazio al gioco e all’immaginazione: il teatro, ancora una volta, si è rivelato uno strumento potente di inclusione e di cura.A rendere ancora più dolce l’atmosfera ci hanno pensato i celebri “Fiocchi di Neve” della Pasticceria Poppella, da anni presenza fissa nelle iniziative benefiche del territorio.

Non sono mancati nemmeno i classici simboli pasquali: le uova di cioccolato donate dall’Opera Don Bonifacio – Azione Verde, gesti semplici ma carichi di valore, perché capaci di far sentire ai bambini che qualcuno pensa a loro.Cuore pulsante dell’evento è stata Chiara Migliaccio, referente instancabile della Nida Campania.

Non si è limitata a organizzare: si è letteralmente calata nel ruolo di Biancaneve, volteggiando sui pattini e guidando un piccolo esercito di personaggi interpretati dai volontari della Nazionale dell’Amicizia. La sua energia contagiosa ha trasformato l’iniziativa in un’esperienza viva di condivisione e affetto.

Quella di domenica non è stata soltanto una festa di Pasqua. È stata la dimostrazione concreta che la solidarietà, quando è autentica, sa parlare il linguaggio universale dell’affetto e della vicinanza. In un momento in cui la resurrezione più urgente è quella quotidiana – fatta di sorrisi restituiti, di mani tese e di pomeriggi in cui nessuno si sente solo – Napoli ha saputo ancora una volta mostrare il suo volto più umano e solidale.

Un ringraziamento speciale va a tutti i volontari, agli artisti e alle realtà che hanno reso possibile questo piccolo grande miracolo di gioia: perché ogni volta che un bambino fragile ride, la città intera ritrova un pezzo della sua anima più vera.

Pasqua di sorrisi e solidarietà: a Napoli la festa che unisce spettacolo, dolcezza e impegno sociale

Napoli – Lontano dai riflettori e dal chiasso della città, nel cuore silenzioso di Napoli si è svolta una Pasqua diversa, fatta di risate, gesti concreti e vera inclusione. All’interno dell’Opera Don Guanella, bambini e ragazzi hanno vissuto un pomeriggio di festa grazie all’impegno di Chiara Migliaccio e dei volontari della Nazionale Italiana dell’Amicizia – Nida Onlus Campania.

Accolti con la consueta sensibilità da don Pino Venerito, i piccoli ospiti della struttura hanno trascorso ore leggere ma dense di significato. Al centro dell’iniziativa lo spettacolo dei clown Julius & Pipos (Giulio Carfora e Giuseppe Musella), che nel piccolo teatrino hanno trasformato il palcoscenico in un luogo di pura meraviglia.

Risate, stupore e momenti di sospensione in cui la sofferenza ha lasciato spazio al gioco e all’immaginazione: il teatro, ancora una volta, si è rivelato uno strumento potente di inclusione e di cura.A rendere ancora più dolce l’atmosfera ci hanno pensato i celebri “Fiocchi di Neve” della Pasticceria Poppella, da anni presenza fissa nelle iniziative benefiche del territorio.

Non sono mancati nemmeno i classici simboli pasquali: le uova di cioccolato donate dall’Opera Don Bonifacio – Azione Verde, gesti semplici ma carichi di valore, perché capaci di far sentire ai bambini che qualcuno pensa a loro.Cuore pulsante dell’evento è stata Chiara Migliaccio, referente instancabile della Nida Campania.

Non si è limitata a organizzare: si è letteralmente calata nel ruolo di Biancaneve, volteggiando sui pattini e guidando un piccolo esercito di personaggi interpretati dai volontari della Nazionale dell’Amicizia. La sua energia contagiosa ha trasformato l’iniziativa in un’esperienza viva di condivisione e affetto.

Quella di domenica non è stata soltanto una festa di Pasqua. È stata la dimostrazione concreta che la solidarietà, quando è autentica, sa parlare il linguaggio universale dell’affetto e della vicinanza. In un momento in cui la resurrezione più urgente è quella quotidiana – fatta di sorrisi restituiti, di mani tese e di pomeriggi in cui nessuno si sente solo – Napoli ha saputo ancora una volta mostrare il suo volto più umano e solidale.

Un ringraziamento speciale va a tutti i volontari, agli artisti e alle realtà che hanno reso possibile questo piccolo grande miracolo di gioia: perché ogni volta che un bambino fragile ride, la città intera ritrova un pezzo della sua anima più vera.

Linea 2 metropolitana: corse straordinarie per Napoli–Milan

Napoli – Dopo l’incontro Napoli–Milan, in programma lunedì 6 aprile alle 20.45 allo stadio Diego Armando Maradona, la Linea 2 della metropolitana metropolitana sarà prolungata oltre l’orario abituale. Trenitalia ha annunciato sette corse straordinarie, per un totale di 3.400 posti aggiuntivi, tutte in partenza dalla stazione di Napoli Campi Flegrei.

Cinque di queste corse dirigeranno verso Napoli San Giovanni‑Barra, mentre le restanti due si dirigeranno verso Pozzuoli, garantendo un deflusso più fluido degli spettatori dall’impianto di Fuorigrotta.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’azienda ferroviaria, la Regione Campania e l’amministrazione comunale, con l’obiettivo di alleggerire il traffico veicolare e favorire la mobilità sostenibile in occasione di uno degli eventi sportivi più attesi della stagione.

I treni aggiuntivi entreranno in servizio immediatamente dopo il fischio finale, permettendo ai tifosi di raggiungere rapidamente le proprie destinazioni senza ricorrere all’auto privata.
Le corse straordinarie della Linea 2 rappresentano una risposta concreta alle esigenze di mobilità dei cittadini napoletani durante gli eventi di grande affluenza, contribuendo a migliorare l’accessibilità dello stadio e a ridurre l’impatto ambientale legato al trasporto individuale.

Truffa agli anziani con il finto carabiniere: identificata e denunciata una donna

Marcianise – Un nuovo caso di truffa ai danni di anziani è stato ricostruito dai Carabinieri della Compagnia di Marcianise nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord.

Una donna è stata raggiunta da un’ordinanza cautelare che dispone l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emessa dal Gip, perché gravemente indiziata del reato di truffa aggravata.

L’attività investigativa, condotta dai militari della Stazione di Gricignano di Aversa, ha preso avvio nell’ottobre del 2025 a seguito di un episodio consumato ai danni di una persona anziana. Fondamentale, per la ricostruzione dei fatti, si è rivelato anche l’utilizzo delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

Il raggiro e il “modus operandi”

Secondo quanto emerso dalle indagini e accolto dal giudice per le indagini preliminari, la donna avrebbe agito in concorso con altri soggetti al momento non identificati, mettendo in atto il classico schema del “finto carabiniere”. Dopo aver contattato telefonicamente la vittima, si sarebbe presentata come appartenente all’Arma, prospettando il falso arresto del marito della donna anziana.

Con questo pretesto, la vittima veniva indotta a consegnare denaro contante e gioielli, necessari – secondo quanto falsamente riferito – a evitare conseguenze giudiziarie per il coniuge.

La stessa indagata si sarebbe poi recata personalmente presso l’abitazione dell’anziana, fingendosi un maresciallo dei Carabinieri. Approfittando della vulnerabilità della vittima e conquistandone la fiducia, si faceva consegnare soldi e preziosi.

Determinante per l’identificazione della presunta responsabile è stato il contributo delle telecamere di sorveglianza, che hanno ripreso le fasi del raggiro consentendo agli investigatori di risalire alla donna.

Le indagini proseguono per individuare eventuali complici e verificare possibili ulteriori episodi analoghi sul territorio.

Linea 2 metropolitana: corse straordinarie per Napoli–Milan

Napoli – Dopo l’incontro Napoli–Milan, in programma lunedì 6 aprile alle 20.45 allo stadio Diego Armando Maradona, la Linea 2 della metropolitana metropolitana sarà prolungata oltre l’orario abituale. Trenitalia ha annunciato sette corse straordinarie, per un totale di 3.400 posti aggiuntivi, tutte in partenza dalla stazione di Napoli Campi Flegrei.

Cinque di queste corse dirigeranno verso Napoli San Giovanni‑Barra, mentre le restanti due si dirigeranno verso Pozzuoli, garantendo un deflusso più fluido degli spettatori dall’impianto di Fuorigrotta.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’azienda ferroviaria, la Regione Campania e l’amministrazione comunale, con l’obiettivo di alleggerire il traffico veicolare e favorire la mobilità sostenibile in occasione di uno degli eventi sportivi più attesi della stagione.

I treni aggiuntivi entreranno in servizio immediatamente dopo il fischio finale, permettendo ai tifosi di raggiungere rapidamente le proprie destinazioni senza ricorrere all’auto privata.
Le corse straordinarie della Linea 2 rappresentano una risposta concreta alle esigenze di mobilità dei cittadini napoletani durante gli eventi di grande affluenza, contribuendo a migliorare l’accessibilità dello stadio e a ridurre l’impatto ambientale legato al trasporto individuale.

Pianura e Soccavo: denunciati un 38enne con droga e lampeggiante e 64enne per furto di energia.

Nnapoli – Un’operazione straordinaria di controllo del territorio ha interessato nelle ultime ore i quartieri Pianura e Soccavo, nella zona ovest della città. I carabinieri della Compagnia di Napoli Bagnoli hanno passato al setaccio strade, esercizi pubblici e abitazioni, con l’obiettivo di contrastare illegalità e degrado urbano.

Oltre 60 identificati e 48 veicoli fermati

Il bilancio delle verifiche parla di 67 persone identificate e 48 veicoli controllati. Sono state elevate 5 contravvenzioni al codice della strada per un totale di 10mila euro. Due le persone denunciate all’autorità giudiziaria.

Lampeggiante blu e droga: nei guai un 38enne

Il primo episodio riguarda un 38enne, fermato tra i vicoli di Pianura. Durante la perquisizione, i militari gli hanno trovato addosso alcune dosi di sostanza stupefacente e un lampeggiante blu, identico a quelli in uso alle forze dell’ordine. Scattata la perquisizione domiciliare, gli uomini dell’Arma hanno scoperto che l’uomo nascondeva in casa anche una sirena. Il 38enne è stato denunciato.

Contatore manomesso: 64enne denunciato per furto aggravato

A Soccavo, invece, i carabinieri hanno effettuato un intervento in collaborazione con il personale Enel. In un’abitazione del quartiere, un 64enne aveva manomesso il proprio contatore elettrico. Per lui è scattata la denuncia per furto aggravato.

Chiuso un centro scommesse in via Diocleziano

Nel mirino anche le sale scommesse della zona. A distanza di poche ore, i carabinieri della stazione di Bagnoli hanno notificato un provvedimento di chiusura temporanea emesso dal Monopolio di Stato a carico di un centro scommesse di via Diocleziano. Il motivo risale allo scorso ottobre, quando all’interno dell’esercizio i militari avevano sorpreso un ragazzino poco più che sedicenne intento a giocare a una slot machine.

Il plauso del Prefetto e la strategia per la sicurezza

Il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha espresso «vivo apprezzamento alle Forze dell’ordine per l’importante risultato conseguito». L’intensificazione dei controlli nell’area nord-ovest del capoluogo era stata disposta in seno al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di prevenire e reprimere reati, illegalità, degrado e insicurezza urbana.

Tecnologia e presidio dello Stato

Il mega-quartiere napoletano resta sotto osservazione. I controlli incessanti delle Forze dell’ordine – supportati anche da strumenti tecnologici come la videosorveglianza – mirano a rafforzare la percezione della presenza dello Stato tra i cittadini e a sostenere l’attivo associazionismo presente sul territorio.

Agguato nel parcheggio del supermercato: 41enne pestato a sangue, è in rianimazione

Avellino – Un’aggressione brutale, avvenuta nel parcheggio interrato di un supermercato, ha ridotto in fin di vita un uomo di 41 anni. La vittima è Nello Malinconico, residente a Monteforte Irpino, ora ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di rianimazione dell’ospedale Moscati di Avellino dopo aver riportato un grave trauma cranico.

L’episodio si è verificato nella serata di ieri in via Tagliamento, dove tre uomini con il volto coperto hanno teso un vero e proprio agguato. Armati di spranghe e bastoni, hanno colpito ripetutamente il 41enne all’interno del garage interrato del supermercato, per poi dileguarsi prima dell’arrivo dei soccorsi.

Caccia agli aggressori

Sull’accaduto indagano gli agenti della Squadra Mobile di Avellino, che stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per cercare di identificare i responsabili dell’aggressione e ricostruire con precisione la dinamica dell’agguato.

La posizione della vittima è già finita in passato al centro di vicende giudiziarie. Nell’aprile del 2025 Malinconico era stato arrestato con l’accusa di atti persecutori nei confronti della ex moglie. Successivamente era stato rimesso in libertà con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.

Più recentemente, lo scorso 5 marzo, il 41enne avrebbe avuto una lite con il nuovo compagno della ex moglie, degenerata in un’aggressione. Un episodio che ora potrebbe diventare uno degli elementi al vaglio degli investigatori impegnati a fare luce sul violento pestaggio.

Castel Volturno, allacci abusivi: 2 denunciati per furto di energia elettrica

Castel Volturno – Un normale controllo si è trasformato in un’operazione contro il furto di energia elettrica. Nella tarda mattinata di ieri, 2 aprile 2026, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, in collaborazione con i tecnici di E-Distribuzione S.p.A., hanno scoperto due distinti allacci abusivi in abitazioni private della città.

Le verifiche, condotte su segnalazione formale della società elettrica, si sono concentrate in due zone diverse: viale Valentina e viale Metauro. In entrambi i casi i militari hanno accertato la presenza di collegamenti diretti e non autorizzati alla rete pubblica, realizzati per bypassare i contatori e non pagare i consumi reali.

 Avevano realizzato dei bypass sui contatori

Si tratta di una pratica diffusa ma particolarmente insidiosa: oltre a provocare un danno economico al gestore del servizio, gli allacci abusivi espongono gli stessi occupanti a gravi rischi di sicurezza, tra sovraccarichi, cortocircuiti e possibili incendi.

Al termine degli accertamenti, un uomo e una donna residenti nella zona sono stati denunciati in stato di libertà per furto aggravato di energia elettrica. Le loro posizioni sono ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, mentre la Tenenza Carabinieri di Castel Volturno prosegue gli approfondimenti.

L’intervento si inserisce nella più ampia attività di contrasto all’illegalità diffusa portata avanti dai Carabinieri nel territorio di Castel Volturno, con particolare attenzione a quei reati “silenziosi” che incidono sull’economia collettiva e sulla sicurezza dei servizi essenziali.