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America’s Cup, cantiere nei tempi: entro la fine dell’anno al via i lavori per il broadcasting

Napoli –  I preparativi per la prossima edizione dell’America’s Cup avanzano a passo spedito. Entro la fine dell’anno i cantieri entreranno nel vivo con l’avvio delle opere dedicate al broadcasting, nel pieno rispetto delle tabelle di marcia. A tracciare il punto sulla roadmap è Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute — soggetto attuatore dell’evento su incarico del Governo — a margine del varo dell’AC75 del team francese La Roche-Posay Racing Team avvenuto nelle acque di Bagnoli.

«Siamo perfettamente nei tempi», ha dichiarato l’AD, confermando che è in fase di ultimazione il masterplan congiunto tra gli organizzatori dell’America’s Cup e il Comune di Napoli per la riqualificazione e l’allestimento del Lungomare Caracciolo.

Bagnoli centro nevralgico della kermesse

Al centro del progetto c’è Bagnoli, individuata come l’area ideale per ospitare le basi dei sette team partecipanti. «È il luogo dove tutte le squadre potranno stare unite tra terra e mare», ha sottolineato Nepi. L’area vedrà la realizzazione di un villaggio temporaneo ad altissimo standard qualitativo, progettato nei minimi dettagli per garantire le migliori condizioni di gara e accoglienza.

Trasporti, connettività e un Fan Village aperto alla città

Nei prossimi mesi l’attenzione si sposterà in modo particolare sulla logistica, sui servizi e sui collegamenti infrastrutturali tra Bagnoli e il centro di Napoli. L’obiettivo è rendere l’evento accessibile e integrato con la vita cittadina.

A Bagnoli sorgerà infatti uno straordinario Fan Village, dove appassionati e visitatori potranno vivere da vicino il backstage della competizione e sbirciare all’interno dei paddock. Nepi Molineris ha inoltre anticipato che non mancheranno «diverse sorprese», descrivendo un’architettura che unirà lo spettacolo sportivo a mare con piazze e strutture inclusive a terra. Un’opportunità pensata per far interagire gli oltre 3.000 addetti ai lavori con i cittadini e gli sportivi, con l’ambizione di generare valore e nuova partecipazione per l’intero territorio.

Pomigliano d’Arco tra le finaliste per la Capitale italiana del Libro 2027: la lettura come progetto di comunità

Pomigliano d’Arco entra nella rosa delle sette finaliste per la Capitale italiana del Libro 2027, un riconoscimento che premia una visione della cultura centrata sul libro come motore di comunità. Il dossier di candidatura, intitolato “Pomigliano d’Arco – Città officina del leggere”, propone la lettura non come singolo passatempo ma come tessuto capace di collegare cittadini, generazioni e luoghi.

La rete promoteria che sostiene la candidatura è ampia e diversificata: biblioteche, librerie, scuole e operatori culturali ballano intorno a un progetto comune, con l’obiettivo di rendere la lettura una pratica diffusa e accessibile a tutti. L’ambizione è trasformare la cultura da evento occasionale a esperienza quotidiana condivisa, capace di rafforzare coesione sociale e partecipazione civica.

Il programma prefigurato vede luoghi di incontro non limitati ai tradizionali contesti culturali: le scuole, le biblioteche e le librerie si aprono a spazi pubblici e a contesti di vita quotidiana, dove educazione, formazione e confronto si intrecciano con la lettura. L’idea è valorizzare anche il patrimonio umano della città, collegando attività editoriali alla memoria e all’identità locale.

Tra le attività previste spiccano laboratori di lettura e scrittura, incontri con autori e festival diffusi che coinvolgono cittadini, studenti e associazioni. Particolare importanza è riservata al mondo scolastico, ritenuto fondamento per coltivare una cultura della lettura e accrescere competenze comunicative e culturali. La candidatura prevede inoltre percorsi che allargano l’offerta oltre i luoghi tradizionali della cultura, includendo appuntamenti negli spazi pubblici e nel tessuto sociale della città.

Un filo distintivo del progetto è la valorizzazione delle memorie comunitarie: sono previste testimonianze orali e la produzione di podcast per raccontare l’identità di Pomigliano d’Arco e tramandarne esperienze, ricordi e racconti. La diffusione digitale mira a coinvolgere pubblici diversi, ampliando l’impatto delle attività culturali e offrendo nuove vie di accesso al patrimonio locale.

La lettura, in questa cornice, diventa quindi il punto di partenza di un percorso che collega cultura, lavoro, memoria e identità collettiva, facendo della città una scena aperta di partecipazione e apprendimento permanente.

L’esito della selezione sarà comunicato venerdì 23 ottobre alle ore 15:00, quando verrà proclamata la Capitale italiana del Libro 2027. Indipendentemente dal risultato finale, la candidatura di Pomigliano d’Arco resta una prova concreta di come una rete di istituzioni, scuole, associazioni e operatori culturali possa trasformare la lettura in un progetto di comunità sostenibile e duraturo.

Roma, ‘Avere la terra e non rovinarla’: l’Antigallery ‘fotografa’ la natura

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Roma – La bellezza della Natura e i rischi della sua distruzione in mostra a Roma all’Antigallery, in via degli Zingari 3, nell’ambito di ‘FotograficaMonti’, rassegna di opere fotografiche al suo 29esimo appuntamento.

Martedì 20 ottobre alle ore 18 si inaugura infatti la collettiva ‘I think having land and not ruining… Avere la terra e non rovinarla’, a cura di Barbara Martusciello, che trae il titolo da una frase di Andy Warhol contenuta nella sua famosa pubblicazione del 1975, ‘The Philosophy of Andy Warhol (From A to B and Back Again)’, che in uno specifico capitolo sviluppa una riflessione sull’ambiente, sui paesaggi – in questo caso, quelli americani – argomentando come lo spazio naturale non alterato rappresenti un’opera d’arte superiore a qualsiasi manufatto collezionabile, attestando preoccupazioni ambientali quasi inaspettate in un artista nel mood consumistico.

Questa mostra prende in prestito questa citazione per indicare la bellezza di certe vedute e dei territori rivelandone la loro ormai dimostrata fragilità soprattutto a causa di uno sfrenato predominio dell’Antropocene che ne ha alterato gli equilibri.

I cinque autori coinvolti, Patrizia Dottori, Thalassini Douma, Fabio Gasparri, Mattia Morelli, Roberto Petitti, come scrive la curatrice, “non propongono una denuncia fotografica ma, attraverso un registro più poetico, di rilevanza estetica, trasversalmente aprono ragionamenti etici ed ecologici”. “Patrizia Dottori, con ‘The Beginning’, trasformando da positivo a negativo elementi della natura – ‘in Patagonia, terra di Ande ed energia’ – e vivendo empaticamente i sommovimenti ambientali, parallelamente ci consegna ‘una sensazione di finito se paragonata a un’idea di eternità’- aggiunge Martusciello- La bellezza di queste sue immagini è indubbia e si riallaccia al tema espositivo perché lo suggerisce attraverso un atto creativo e simbolico che pure inizia da uno sguardo sulla realtà. Thalassini Douma rivolgendo occhi e apparecchio fotografico verso i ghiacciai, ce ne restituisce porzioni in modalità compositiva geometrica, attraverso un muto giudizio che però non sottovaluta il disastro della fusione delle bianche, gelate calotte ma lo evoca tramite uno scatto di poetico incanto.

Un uccello in volo ci riporta dall’astrazione all’istantanea straight. Fabio Gasparri apre due panoramiche su altrettanti paesaggi montani, l’uno più antropizzato, l’altro più aspro, riconsegnandoci due vedute di genere con cromatismi vividi. Nessun accadimento devastante pesa su quei monti verdi, quei prati gialli, il piccolo paese e sul lungo filo elettrico in primo piano che pare una stretta strada. Quella realtà è l’oikos, la casa (anche famiglia), in senso ampio, perché sappiamo che l’etimologia greca del vocabolo ci dice di derivazioni linguistiche afferenti, non casualmente, alla parola ‘ecologia’. Mattia Morelli ci dà fotografie dai soggetti soffusi, accattivanti, quasi morbidi, che danno una sensazione pittorica.

L’autore, portando nell’inquadratura una forte fuga della prospettiva – primissimo piano e via via a degradare nella lontananza fino al fondo nero – gioca con l’equivoco anche relativamente al tema perché ciò che vediamo sembrano territori, concrezioni naturali o cieli tra l’effettivo e l’alieno, il vero e l’immaginario, ma potrebbero essere ancora altro. A noi la scelta, che si basa su personali suggestioni che l’arte ci concede mentre fuori, intanto, il Pianeta muta incessantemente. Roberto Petitti ci ha abituati alle sue grandi vedute che esalta calibrando luminosità e contrasti in modo tale che spesso sembrano light box.

L’armonia e la magnificenza estetica sono manifestamente la sua chiave di volta attraverso cui è sempre possibile innescare, per via trasversale, sollecitazioni etiche ed ecologiche”. “La contemplazione di queste meravigliose fotografie con altrettanto splendidi soggetti non attenua la serietà del dibattito sulle criticità degli ecosistemi e sulla gravità dei cambiamenti climatici; al contrario, rende la considerazione ancor più nitida e urgente proprio in virtù dello scarto dialettico veicolato dalla bellezza” conclude. La mostra sarà visitabile fino al 16 novembre, tutti i giorni dalle ore 17 alle 2.

San Felice a Cancello: due denunciati per trasporto illecito di rifiuti tessili

I carabinieri della Stazione di San Felice a Cancello hanno sequestrato un furgone e circa dieci metri cubi di rifiuti tessili trasportati senza le necessarie autorizzazioni, nell’ambito di un’azione mirata al contrasto della gestione irregolare dei rifiuti.

Nell’operazione sono stati identificati due uomini, di 27 e 65 anni, coinvolti nel trasporto a bordo di un Fiat Ducato intestato a una società di autonoleggio. All’interno del veicolo erano presenti numerose buste e scatole contenenti rifiuti tessili, con un volume stimato intorno ai 10 metri cubi.

Al termine degli accertamenti, nella mattinata odierna entrambi sono stati denunciati in stato di libertà per raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti in concorso senza autorizzazione. Il furgone e il materiale rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro penale, mentre il veicolo è stato affidato in custodia giudiziaria a una ditta incaricata. L’autorità giudiziaria è stata informata dai Carabinieri della Stazione di San Felice a Cancello.

L’intervento rientra nelle attività di controllo finalizzate a contrastare illeciti nella gestione dei rifiuti e a verificare la conformità alle norme ambientali. La posizione dei due denunciati resta al vaglio dell’autorità giudiziaria e vige, come previsto, la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.

La verifica ha riguardato specificamente il trasporto di rifiuti senza autorizzazioni, con l’individuazione del mezzo impiegato e della provenienza del carico. Nello stesso ambito operativo, le forze dell’ordine proseguono i controlli per impedire la gestione non conforme di materiali di scarto, anche in settori sensibili come quello tessile.

Infermieri dall’Argentina e dal Brasile: l’Italia recluta oltreoceano mentre perde i suoi professionisti

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Roma – Dopo la Lombardia, anche il Veneto guarda a Argentina e Brasile per reperire infermieri da destinare ai reparti privi di personale. Un progetto triennale che partirà dall’Ulss 1 Dolomiti, nel Bellunese, con il coinvolgimento di istituzioni locali, università e comunità di emigrati: al centro, verifica delle competenze, formazione linguistica, tutoraggio e sostegno all’inserimento.

Un’operazione necessaria per far fronte all’emergenza, ma che per il sindacato Nursing Up evidenzia il paradosso di un sistema sanitario italiano incapace di trattenere i professionisti che forma. Mentre i sistemi europei più attrattivi investono su stipendi e qualità dell’assistenza per trattenere le proprie eccellenze, l’Italia perde infermieri esperti e va a cercarne altri oltreoceano.

«Riempire una vasca senza chiudere il buco»

«Continuare a cercare infermieri all’estero, mentre migliaia di professionisti italiani abbandonano il Paese, equivale a tentare di riempire una vasca senza chiudere il buco sul fondo», dichiara Antonio De Palma, presidente nazionale di Nursing Up.

Il sindacato non mette in discussione l’accoglienza dei colleghi stranieri, che «devono essere rispettati e messi nelle condizioni di lavorare in sicurezza». La critica riguarda invece la logica del reclutamento: «Rafforzare un sistema sanitario è diverso dal cercare sostituti perché non si riescono a trattenere i propri professionisti. Gli altri investono sulle retribuzioni e sulla qualità dell’assistenza. Noi rincorriamo l’emergenza».

Il rischio del «Paese di transito»

Per De Palma, senza interventi strutturali l’Italia rischia di trasformarsi in una tappa temporanea per i professionisti formati altrove. «Chi garantisce che gli infermieri reclutati in Argentina e Brasile resteranno in Italia? Dopo aver acquisito esperienza, cosa impedirà loro di scegliere Svizzera, Germania, Spagna o Paesi Bassi, dove stipendi e prospettive sono più attrattivi?», si chiede il presidente di Nursing Up.

Secondo il sindacato, il rischio era già emerso con i reclutamenti dall’India: «Reclutiamo infermieri, li formiamo, li integriamo e poi li perdiamo a vantaggio di sistemi sanitari che offrono condizioni migliori». Prima di nuove «traversate dell’Atlantico», conclude De Palma, Governo e Regioni dovrebbero creare condizioni perché infermieri italiani e stranieri possano — e vogliano — restare.

Stipendi ancora sotto la media europea
Il divario retributivo è al centro della denuncia. Secondo il rapporto OCSE Health at a Glance 2025, la retribuzione media annua degli infermieri ospedalieri italiani è di 48mila dollari a parità di potere d’acquisto, contro i 61mila della media OCSE, i 73mila di Germania e Spagna e gli 82mila dei Paesi Bassi.

In Italia, inoltre, lo stipendio medio degli infermieri risulta inferiore del 10% rispetto al salario medio nazionale, mentre nella media OCSE la professione guadagna il 20% in più rispetto agli altri lavoratori. Tra il 2013 e il 2023, le retribuzioni reali degli infermieri italiani sono calate del 16%, mentre sono cresciute del 9% in Francia, Germania e Stati Uniti e del 4% in Spagna.

Paese Retribuzione media annua, dollari a parità di potere d’acquisto
Italia 48mila
Media OCSE 61mila
Germania 73mila
Spagna 73mila
Paesi Bassi 82mila

Fuga di competenze e costi per la collettività

Le stime citate da Nursing Up indicano fino a 7mila partenze all’anno di infermieri italiani verso l’estero. Non si tratta solo di numeri: il sindacato sottolinea la perdita di professionalità maturate in pronto soccorso, terapia intensiva e medicina interna, spesso dopo dieci, venti o più anni di servizio.

Anche il costo economico è rilevante. Se formare un infermiere richiede circa 30mila euro di investimento pubblico, applicando tale cifra alle partenze stimate — e al netto dei professionisti formati fuori Italia — il danno indicativo supererebbe i 190 milioni di euro l’anno.
«Ma il danno maggiore è la perdita di esperienza clinica, continuità assistenziale e competenze specialistiche», avverte De Palma. La ricetta del sindacato passa per assunzioni stabili, retribuzioni competitive, condizioni lavorative sostenibili e carriere cliniche capaci di valorizzare formazione avanzata ed esperienza.

Meret suona la carica: ‘Uniti per uscire dalla crisi, c’è tempo per recuperare’

Il Napoli cerca una svolta e Alex Meret lancia un messaggio chiaro alla vigilia della sfida di Champions League contro il Bodø/Glimt: restare uniti, ritrovare compattezza e mettere in campo il massimo delle energie per lasciarsi alle spalle il momento difficile.

Le due sconfitte consecutive contro Villarreal e Venezia hanno alimentato le preoccupazioni, ma nello spogliatoio azzurro, assicura il portiere, c’è la volontà di reagire.

La partita contro i norvegesi rappresenta un’occasione importante per interrompere la serie negativa e recuperare fiducia. Meret non nasconde le difficoltà, ma invita la squadra a guardare avanti senza perdere di vista gli obiettivi stagionali.

«Dobbiamo rimanere uniti, da soli non ne veniamo fuori. Serve qualcosa in più da parte di tutti: ognuno deve dare il 100% e anche di più. Essere squadra è troppo importante», ha spiegato l’estremo difensore azzurro, sottolineando la necessità di affrontare le prossime sfide con uno spirito diverso.

La paura di rivivere la stagione del 2024

Nelle parole di Meret c’è anche il ricordo di una stagione complicata, quella conclusa dal Napoli con il decimo posto nel campionato 2023-2024. Un precedente che il gruppo vuole evitare di ripetere, soprattutto perché diversi giocatori della rosa attuale hanno vissuto direttamente quell’esperienza.

«Speriamo di non ripeterlo. Tanti di noi c’erano anche allora e c’è voglia di non rivivere quella stagione. Vogliamo riprenderci: c’è ancora tempo per recuperare il terreno perso e penso che il gruppo sia unito in questo», ha dichiarato il portiere.

Meret intravede segnali incoraggianti negli ultimi giorni di lavoro e parla di una squadra consapevole della necessità di cambiare passo. La priorità è ritrovare equilibrio, limitare gli errori e recuperare quella solidità che può fare la differenza nei momenti più delicati.

Il rapporto con Allegri: «È ottimo, nessun problema»

Il portiere ha affrontato anche il tema del rapporto con Massimiliano Allegri, escludendo tensioni tra l’allenatore e lo spogliatoio. «Il rapporto con il mister, sia personalmente sia come squadra, è ottimo. Non c’è alcun problema all’interno dello spogliatoio. Sappiamo che dobbiamo fare di più tutti, ognuno deve dare il massimo e mettersi a disposizione del compagno e della squadra», ha assicurato.

Meret ha inoltre evidenziato alcune differenze nella gestione tecnica rispetto al passato: «Con Allegri c’è meno pressione, ci dà qualche libertà in più. Dobbiamo essere noi responsabili, sapendo che dobbiamo dare sempre il 100%».

L’obiettivo, adesso, è recuperare la compattezza difensiva e ritrovare efficacia sotto porta. «La squadra deve ritrovare la voglia di non subire gol e di segnare», ha aggiunto, difendendo anche la prestazione offerta a Venezia, che a suo giudizio non è stata così negativa.

Bodø/Glimt, vietato sottovalutare l’avversario

La sfida europea arriva in una fase particolarmente delicata. Il Napoli ha poco tempo per preparare la gara, ma Meret è consapevole delle insidie rappresentate dalla formazione norvegese, descritta come una squadra organizzata e capace di mettere in difficoltà gli avversari.

«Sicuramente è un periodo difficile, veniamo da due sconfitte e la partita di domani arriva in un momento delicato. Vogliamo ottenere a tutti i costi la vittoria per recuperare un po’ di fiducia e ritrovare continuità», ha spiegato ai microfoni di Sky Sport.

Nessuna intenzione, dunque, di sottovalutare l’impegno. «Sappiamo che affrontiamo una squadra tosta e ben organizzata. C’è la volontà di fare una grande partita, sappiamo che non si può sottovalutare nessuno e che bisogna mettere il 100% su ogni pallone e sacrificarsi l’uno per l’altro».

Il messaggio finale è rivolto a tutto il gruppo: le qualità tecniche non mancano, ma per tornare a vincere serviranno applicazione, spirito di sacrificio e unità d’intenti. «Ce la metteremo tutta», ha concluso Meret. Ora, però, saranno il campo e il risultato contro il Bodø/Glimt a dover dare le prime risposte.

Soccorso Napoli-Sanità ODV apre le porte alle donne e ai bambini vittime di violenza

Napoli– Un nuovo e importante passo a sostegno delle persone più fragili arriva da Soccorso Napoli-Sanità ODV, che rafforza il proprio impegno nel contrasto alla violenza di genere e nella tutela di donne, bambini e di tutte le vittime di violenza.

Il vicepresidente Rosario Esposito Nuzzo ha annunciato l’apertura delle porte dell’associazione a chi vive situazioni di paura, soprusi e isolamento, offrendo ascolto, supporto e orientamento grazie alla collaborazione di un team di professioniste in ambito sanitario e di volontarie pronte ad accogliere chi ha bisogno.

“Non abbiate paura di denunciare. Ribellatevi ai mostri. Non siete sole, non siete soli. Soccorso Napoli-Sanità ODV e il suo team sono al vostro fianco.”

L’iniziativa si inserisce nel percorso di crescita dell’associazione, che nei prossimi mesi proseguirà con l’apertura del Centro CAV Antiviolenza, un punto di riferimento dedicato all’ascolto, al sostegno e all’accompagnamento delle vittime, in collaborazione con figure qualificate del settore sanitario e sociale.

L’obiettivo è creare una rete concreta di protezione, affinché nessuno si senta costretto a vivere nel silenzio. Perché chiedere aiuto è il primo passo verso la libertà.
Soccorso Napoli-Sanità ODV

Insieme contro ogni forma di violenza. Sempre al fianco di chi ha bisogno.

Sciopero trasporti, Rago: ‘Le imprese hanno assorbito i rincari, ora servono risposte per continuare a produrre’

Napoli – Il fermo dei trasporti rischia di colpire duramente le imprese agricole, agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura già provate dall’aumento dei costi e dagli eventi climatici. A lanciare l’allarme è Mariano Rago, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Campania, in merito alle proteste di agricoltori e autotrasportatori nel Mezzogiorno.

Il nodo dei costi

«Le difficoltà nei trasporti colpiscono aziende già provate dai rincari e dal clima», afferma Rago. Secondo il presidente regionale, le tensioni geopolitiche e i conflitti hanno reso più instabili gli approvvigionamenti e innalzato i costi di carburanti, concimi, materie prime chimiche, plastiche e materiali da imballaggio.
Sono spese, sottolinea, che accompagnano il prodotto «dal campo fino alla consegna» e che le imprese faticano a recuperare attraverso i prezzi di vendita. Un nodo che si somma alla pressione già registrata sul settore agricolo campano, dove i costi sono cresciuti con ritmi superiori alla media nazionale.

Prodotti che non possono aspettare

Rago ribadisce la posizione di Confcooperative: «Comprendiamo le ragioni della protesta, ma occorre garantire il passaggio dei prodotti deperibili», come già richiesto dal presidente nazionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Raffaele Drei.

Frutta, verdura e ortaggi seguono i tempi della natura: quando arriva la raccolta, non si può attendere la riapertura dei trasporti. Per le produzioni a foglia, in particolare, un ritardo può compromettere rapidamente qualità e commerciabilità, fino a far perdere la produzione. Anche il pescato deve raggiungere i mercati in tempi rapidi.

«Il fermo dei trasporti può vanificare mesi di lavoro e investimenti, lasciando alle imprese tutti i costi sostenuti», avverte Rago. Drei aveva già chiesto che agricoltori e autotrasportatori non si trovino su fronti opposti, ma chiedano insieme risposte concrete senza far ricadere le difficoltà di un settore sull’altro.

Liquidità e continuità

Il blocco può impedire anche l’arrivo delle materie prime necessarie alle lavorazioni, mettendo a rischio la continuità delle attività. Nel frattempo gli incassi si fermano, ma restano da pagare stipendi, fornitori e rate.
Per la Federazione, che in Confcooperative Campania riunisce cooperative agricole, agroalimentari, di pesca e di acquacoltura, servono quindi «sostegni tempestivi alla liquidità e strumenti di credito accessibili», perché una perdita produttiva non si trasformi in una crisi irreversibile per l’impresa.

La richiesta di un tavolo

«Chiediamo un confronto urgente tra istituzioni, produzione, trasporti e distribuzione, con interventi sui costi di carburanti ed energia, rapida erogazione dei sostegni previsti e impegni per una remunerazione adeguata», conclude Rago.
Senza reddito, avverte il presidente, le imprese perdono la capacità di investire, affrontare il rischio climatico e garantire occupazione. E quando chiudono, le conseguenze si estendono alle famiglie e a interi territori.

San Marco Evangelista, ventenne arrestato con oltre 230 grammi di hashish

Un ventenne di San Marco Evangelista, nel Casertano, è stato arrestato in flagranza di reato nella notte del 19 ottobre dai Carabinieri della Stazione di San Nicola la Strada, con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. L’intervento è partito da un servizio di controllo del territorio e si è concluso con il ritrovamento di 231,76 grammi di hashish.

Durante le verifiche, estese con la perquisizione personale e domiciliare, i militari hanno rinvenuto la sostanza nascosta in una cantinola di pertinenza dell’abitazione del giovane. Accanto all’hashish sono stati trovati 120 euro in banconote di diverso taglio, un bilancino di precisione funzionante e materiale ritenuto utile per preparare e confezionare le dosi.
Stupefacente, denaro e strumenti sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti in corso.

Al termine delle attività investigative, il ventenne è stato dichiarato in arresto. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, informata dai Carabinieri, gli sono stati applicati gli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.
La posizione dell’indagato resta ora al vaglio della magistratura. Fino a un’eventuale condanna definitiva vale la presunzione di innocenza

Dal vicolo al digitale: la grande storia dei giochi di carte in Campania

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Se c’è una cosa che in Campania non manca mai, oltre al buon caffè e all’ospitalità, è la passione viscerale per il gioco. Parlare di carte da gioco in terra campana non significa solo citare un semplice passatempo: parliamo di un vero e proprio rito culturale, una tradizione che unisce generazioni, accende discussioni animate nei bar di paese e trasforma i pranzi in famiglia in veri e propri tornei all’ultimo sangue.

Ma come nasce questa incredibile passione? Quali sono le origini delle leggendarie carte napoletane e come si sono evoluti i giochi più amati dal Medioevo fino all’era dei nostri smartphone? Mettiti comodo: facciamo un viaggio affascinante tra storia, folklore, strategia e divertimento.

1. Alle Origini del Mito: Dai Porti del Cinquecento alla Nascita delle Carte Napoletane

Le carte da gioco arrivarono in Europa dall’Oriente intorno al XIV secolo, ma fu nel Viceregno di Napoli che trovarono il loro terreno più fertile. Tra il XV e il XVI secolo, il porto di Napoli era uno dei crocevia commerciali più vivaci del Mediterraneo. Marinai, mercanti, soldati e persino corsari spagnoli si ritrovavano nelle taverne dei vicoli per scaricare la tensione delle lunghe traversate.

Fu proprio dall’incontro con i mazzi spagnoli (Baraja) che nacque la struttura del mazzo napoletano a 40 carte, diviso nei famosi quattro semi:

  • Bastoni: simbolo dei contadini e del lavoro della terra.
  • Coppe: simbolo del clero e della convivialità.
  • Spade: rappresentanti della nobiltà e del potere militare.
  • Denari: legati alla classe dei mercanti e della borghesia.

In breve tempo, l’iconografia delle carte napoletane divenne unica al mondo, ricca di dettagli simbolici e figure storiche stilizzate (come la celebre Asso di Denari, tradizionalmente stampato con l’aquila bicipite o l’effigie del monarca).

2. I Grandi Classici della Tradizione Campana

Con il consolidarsi del mazzo campano, presero forma alcuni dei giochi più iconici d’Italia. Ognuno con la sua anima, la sua strategia e la sua particolare atmosfera.

La Scopa e lo Scopone Scientifico

La Scopa è senza dubbio la regina incontrastata. Le sue origini sembrano risalire al Quattrocento, derivata da antichi giochi spagnoli come la Primero. Il meccanismo è semplice solo in apparenza: bisogna “scopare” via le carte dal tavolo abbinandole con quelle della propria mano.

La sua variante più celebre e complessa è lo Scopone Scientifico. Si gioca in quattro a coppie e richiede una memoria di ferro, capacità di calcolo matematico e una perfetta intesa silenziosa con il compagno.

Il Tressette: Il Gioco dei Filosofi (e delle imprecazioni)

Il Tressette è nato nel XVIII secolo ed è il gioco di memoria per eccellenza. Nel Tressette non si parla (se non tramite rigidi codici di segnali consentiti come “busso”, “striscio” o “volo”) e la concentrazione deve essere massima. È il gioco del ragionamento tattico e delle prese calcolate, dove battere la coppia avversaria richiede astuzia e coordinazione assoluta.

La Briscola e il Sette e Mezzo

Se il Tressette è la logica, la Briscola è la passione pura! Con i suoi carichi (Assi e Tre) e la carta di Briscola che può ribaltare le sorti dell’incontro all’ultimo secondo, è il gioco da osteria per eccellenza.

Per le feste natalizie, invece, il re della tavolata è il Sette e Mezzo. Un antenato diretto del Blackjack occidentale, dove la sfida contro il mazziere unisce grandi e piccini intorno al tavolo da pranzo tra scorze di mandarino e frutta secca.

3. Il Rito Sociale: Dal Bar di Quartiere alle Piante di Limoni in Costiera

Ciò che rende speciali i giochi di carte in Campania non sono soltanto le regole, ma il contesto sociale. Chiunque sia passato per Napoli, Salerno o la Costiera Amalfitana ha visto almeno una volta quattro anziani seduti fuori da un bar, intenti a sfidarsi a Tressette con un pubblico di spettatori “esperti” pronti a criticare ogni singola giocata.

Il gioco di carte campano è un’arte teatrale:

  • Il linguaggio del corpo: sguardi d’intesa, sospiri teatralizzati e carte calate sul tavolo con colpi secchi per sottolineare una giocata decisiva.
  • I nomignoli: il Sette Bello (il sette di denari), il Matta (il re di denari nel Sette e Mezzo), la Vecchia o il Cavallo.
  • La memoria storica: discussioni che durano ore su “cosa sarebbe successo se al terzo giro avessi giocato la spada anziché il bastone”.

4. L’Evoluzione Digitale: La Tradizione Incontra la Tecnologia

Nel mondo moderno, i ritmi di vita sono cambiati. I giovani studiano o lavorano fuori sede, il tempo da trascorrere al bar si è ridotto e riunire quattro amici allo stesso tavolo per una partita a Scopone non è sempre un’impresa facile.

Questo significa che i giochi classici sono destinati a sparire? Assolutamente no! Hanno semplicemente trovato una nuova casa.

Oggi le carte napoletane vivono una seconda giovinezza grazie al digitale. Le app per smartphone e i portali online hanno reso possibile trovare un avversario in qualsiasi momento della giornata, che si tratti di una pausa caffè al lavoro o di un viaggio in treno. Inoltre, per gli amanti del brivido e del gioco d’azzardo responsabile, platforms come Bethall dimostrano come in epoca moderna sia possibile giocare anche online a condizioni eccellenti, garantendo sicurezza, ottimi bonus e un’esperienza di intrattenimento fluida e accessibile a tutti direttamente da casa o in mobilità.

Il fascino del panno verde si è trasformato nello schermo di un tablet o di un computer, ma la scarica di adrenalina quando si pesca il Sette Bello o si tenta una giocata azzardata resta esattamente la stessa di trecento anni fa.

5. Tabelle di Confronto: I Giochi Campani a Confronto

Per aiutarti a scegliere la tua prossima sfida, ecco una comoda mappa riassuntiva dei principali giochi campani:

Gioco Origine Storica Difficoltà Strategica Numero Giocatori Componente Fortuna
Scopa XV – XVI Secolo Media 2 – 4 Bilanciata
Scopone Scientifico XVIII Secolo Alta / Molto Alta 4 (a coppie) Bassa
Tressette XVIII Secolo Alta 2 – 4 Bassa
Briscola XVII Secolo Media 2 – 4 Media
Sette e Mezzo XIX Secolo Bassa 2 – 12+ Alta

Conclusioni: Perché le Carte Campane Non Tramonteranno Mai

Dalle taverne seicentesche dei marinai nel porto di Napoli fino alle piattaforme digitali di ultima generazione, i giochi di carte in Campania hanno dimostrato una capacità straordinaria di adattarsi e sopravvivere al tempo.

Non si tratta solo di vincere o perdere un punto. Giocare a carte in Campania è un modo per mantenere vivo un filo d’unione con la propria storia, con la propria famiglia e con le proprie radici. Che tu stia impugnando un mazzo fisico segnato dal tempo e dall’uso o stia facendo una partita veloce sullo schermo del tuo smartphone, il valore profondo rimane lo stesso: condivisione, intelligenza, divertimento e un pizzico di sana scaramanzia.

Prendi in mano il tuo mazzo o accedi al tuo portale preferito: la prossima carta potrebbe essere quella vincente!

 

Napoli, stretta sulla sicurezza: 1.652 persone identificate e 670 multe stradali

Napoli– Oltre 1.600 persone identificate, centinaia di violazioni al Codice della strada contestate e controlli a tappeto su negozi ed esercizi commerciali. È il bilancio delle attività di prevenzione e contrasto all’illegalità svolte nel fine settimana a Napoli, nell’ambito dei servizi straordinari disposti dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Michele di Bari.

Le operazioni hanno coinvolto centinaia di operatori delle diverse Forze dell’ordine, insieme alla Polizia locale e alla Polizia Metropolitana. Per le verifiche negli esercizi commerciali è intervenuta anche l’Asl Napoli 1 Centro, con l’obiettivo di affiancare ai controlli di sicurezza gli accertamenti di competenza sanitaria.

Identificate 1.652 persone, 24 denunce

Nel corso dei servizi sono state identificate circa 1.652 persone, delle quali 24 denunciate per diverse ipotesi di reato. Sul fronte della circolazione stradale, gli operatori hanno controllato 1.355 veicoli, contestando complessivamente 670 violazioni del Codice della strada.

Un’attività capillare che ha interessato anche il tessuto commerciale cittadino: sono state sottoposte a verifica 146 attività, con 35 sanzioni amministrative. I controlli hanno riguardato, dunque, non soltanto la prevenzione dei reati e il rispetto delle norme sulla circolazione, ma anche la regolarità delle attività economiche.

Sequestrati 4,1 chili di droga e tre armi bianche

Sul versante del contrasto agli stupefacenti, i controlli hanno portato al sequestro di 4,1 chilogrammi di sostanze. Una persona è stata denunciata per detenzione illecita di droga, mentre altre 11 sono state segnalate alla Prefettura.

Nel corso delle operazioni sono state inoltre sequestrate tre armi bianche. Tre persone sono state deferite all’autorità giudiziaria per la violazione del divieto di detenere armi e oggetti atti a offendere.

Sequestrati anche tabacchi di contrabbando

L’attività di controllo ha interessato anche il commercio illecito di prodotti del tabacco. Gli operatori hanno sequestrato 1,840 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri e segnalato amministrativamente quattro persone.

Il prefetto: «Risposta concreta alle aspettative dei cittadini»

Il prefetto Michele di Bari ha espresso il proprio riconoscimento alle Forze dell’ordine per l’impegno profuso e per i risultati conseguiti nelle attività di controllo del territorio.

Secondo il rappresentante del Governo, i servizi svolti intendono fornire una risposta concreta alle aspettative dei cittadini sul fronte della sicurezza, contrastando l’illegalità diffusa e il degrado urbano. Un’azione che, nelle intenzioni della Prefettura, punta anche a rafforzare la percezione di sicurezza e la fiducia delle comunità locali nelle istituzioni.

I numeri diffusi dalla Prefettura restituiscono il quadro di un dispositivo articolato, che ha affiancato i controlli stradali alle verifiche commerciali e agli interventi contro droga, armi e tabacchi illeciti, con il coinvolgimento coordinato delle diverse componenti impegnate sul territorio.

Reggia di Caserta, primo bando per sponsor: 17 progetti per oltre 20 milioni

La Reggia di Caserta lancia per la prima volta un avviso pubblico per individuare sponsorizzazioni finanziarie e tecniche a sostegno della valorizzazione del proprio patrimonio. L’operazione, avviata dall’istituto del Ministero della Cultura, punta a raccogliere oltre 20 milioni di euro per finanziare 17 interventi distribuiti tra il Palazzo Reale, il Parco, piazza Carlo di Borbone e l’Acquedotto Carolino. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata alle ore 12 del 20 novembre 2026.

L’iniziativa intende rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato attraverso le procedure semplificate previste dal Codice dei contratti pubblici, attirando risorse destinate a migliorare la fruizione, la conservazione e la gestione del complesso vanvitelliano. La Reggia si estende su oltre un milione e 330mila metri quadrati tra spazi interni ed esterni e accoglie ogni anno oltre un milione di visitatori. A fronte delle costanti esigenze di restauro e manutenzione, le risorse pubbliche non risultano sufficienti e la ricerca di sostegno attraverso diverse forme di mecenatismo diventa un elemento essenziale nella gestione del Museo.

«La Reggia di Caserta custodisce un patrimonio che appartiene all’umanità intera – afferma il direttore generale ad interim Antonio Tarasco –. Rivolgiamo un appello concreto al mondo imprenditoriale, alla società civile e ai privati, a chi ha visione e sensibilità, ben oltre i confini locali, di farsi partner di questo disegno di tutela e rilancio. La cultura è il bene comune per eccellenza. Difenderla, finanziarla e promuoverla è una responsabilità collettiva. Vogliamo costruire una grande comunità in cui il contributo di ciascuno diventi un elemento essenziale per sostenere il Museo e la sua eredità universale».

L’avviso si rivolge a soggetti pubblici e privati, offrendo la possibilità di affiancare l’istituto del MiC e legare la propria immagine a progetti di elevato profilo culturale. Secondo quanto evidenziato dalla Reggia, il sostegno alla tutela del patrimonio storico-artistico può garantire un ritorno in termini di immagine, sociale ed economico, rafforzando il legame con la comunità e assicurando anche vantaggi di natura fiscale.

Gli interventi nel Palazzo Reale

La quota più consistente delle risorse riguarda il Palazzo Reale, dove sono previsti sei interventi. Il progetto economicamente più rilevante è la climatizzazione degli Appartamenti Reali, per un importo complessivo di 15,3 milioni di euro. Seguono l’illuminazione del Cannocchiale del Palazzo Reale, per 1.338.317 euro, e quella del III Cortile, per 743.919,07 euro. Per l’illuminazione della Cappella Palatina sono previsti 492.125,57 euro. Completano gli interventi il restauro e la rifunzionalizzazione degli orologi storici del XVIII e XIX secolo degli Appartamenti Reali, per 90mila euro, e il restauro di una serie di poltroncine e divani storici, sempre negli Appartamenti Reali, per 70mila euro.

Il Parco Reale e l’Acquedotto Carolino

Tre progetti interessano il Parco Reale. Il più rilevante riguarda il recupero dell’antico agrumeto del Giardino di Flora, per un investimento di 976mila euro. Sono inoltre previsti il ripristino, consolidamento e restauro del Ponte di Ercole, per 65.596,35 euro, e i lavori di rivestimento della scala esterna dell’ex Convento dei Passionisti, per 155.250 euro. Per l’Acquedotto Carolino è previsto il recupero della “Casina dei Ponti della Valle”, con un importo complessivo di 380mila euro.

Piazza Carlo di Borbone: sette progetti

Sette interventi riguardano piazza Carlo di Borbone. Per la manutenzione e la cura del verde sono previsti 90mila euro, mentre altri 80mila euro sono destinati alla pulizia e al decoro degli spazi. Ulteriori 90mila euro riguardano gli elementi di arredo urbano, 90mila euro l’illuminazione e 90mila euro le pavimentazioni e le superfici. Per gli impianti e le infrastrutture sono previsti 80mila euro, mentre 70mila euro sono destinati alla prevenzione e al supporto alla sicurezza.

Candidature entro il 20 novembre

La documentazione completa dell’avviso sarà consultabile a partire dal 20 ottobre 2026 sul sito istituzionale della Reggia di Caserta, nella sezione dedicata alle sponsorizzazioni, e sul Portale Amministrazione Trasparente del Ministero della Cultura. Il termine per la presentazione delle candidature è fissato alle ore 12 del 20 novembre 2026.

Metro, cinque corse straordinarie dopo la partita di Champions al Maradona

Trenitalia, in accordo con Regione Campania e Comune di Napoli, ha predisposto cinque corse metropolitane straordinarie sulla Linea 2 in occasione di Napoli-Bodø/Glimt, in programma domani alle 21 allo stadio Diego Armando Maradona. L’iniziativa è finalizzata a garantire un deflusso più agevole degli spettatori al termine della partita di Champions League.

I treni aggiuntivi partiranno dalla stazione di Napoli Campi Flegrei in direzione Napoli San Giovanni-Barra, oltre il consueto orario di chiusura del servizio. Complessivamente saranno disponibili oltre 2.500 posti in più per i tifosi in transito da Fuorigrotta.

Per limitare le code, la compagnia consiglia di acquistare il biglietto in anticipo, anche in formato digitale tramite sito, app e biglietterie. A Napoli Campi Flegrei la biglietteria resterà aperta fino al termine dell’evento.

Nelle stazioni di Napoli Piazza Garibaldi e Napoli Campi Flegrei saranno attivi presidi di assistenza alla clientela e personale di FS Security. L’accesso a bordo sarà consentito solo a chi esibisce un regolare titolo di viaggio: il personale, in collaborazione con le forze dell’ordine, indirizzerà i passeggeri verso le banchine dei treni metropolitani in partenza.
La stazione di Piazza Leopardi, invece, sarà chiusa dalle 22.

Morte dell’ispettore Antonio Villani: il conducente del Suv è indagato per omicidio stradale

Antonio Villani, 50 anni, ispettore della Digos di Avellino, era in Romagna per il servizio legato alla partita Cesena-Avellino. Domenica pomeriggio, poco prima delle 16, si trovava sull’E45 in direzione Cesena, nei pressi dell’area di servizio di Borello, dove attendeva l’arrivo dei pullman e delle auto dei tifosi irpini per scortarli fino allo stadio Manuzzi, dove alle 17.15 era previsto il fischio d’inizio.

La dinamica

Secondo le prime ricostruzioni, un Suv Citroën con a bordo una coppia residente a Cesena sarebbe arrivato a velocità sostenuta. Il veicolo avrebbe perso il controllo, sarebbe sbandato e avrebbe travolto il cartellone con i prezzi del carburante e poi la colonnina del contatore elettrico. Proprio in quel punto si trovavano due agenti della Digos. Villani, che era fuori dall’auto di servizio, è stato investito e ucciso. Il Suv avrebbe sfondato le strutture sul lato destro della superstrada, attraversando l’area di servizio.

Le ipotesi al vaglio

Gli inquirenti stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica. Tra le ipotesi al vaglio ci sono la velocità non commisurata alle condizioni della strada, una possibile perdita di controllo del mezzo, la distrazione o un malore del conducente, oltre alle condizioni del fondo e della segnaletica. Nessuna ipotesi, al momento, è confermata. Saranno decisivi i rilievi, le testimonianze e l’eventuale analisi dei filmati e dei dati del veicolo.

L’indagato e le reazioni

Il conducente del Suv è indagato per omicidio stradale. Il capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Vittorio Pisani, ha espresso la vicinanza sua e della Polizia di Stato alla famiglia dell’ispettore. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di cordoglio al capo della Polizia, esprimendo “sentimenti di solidarietà e vicinanza” e chiedendo che ai familiari arrivino le espressioni della sua “commossa partecipazione al loro cordoglio”.

Scaffali vuoti: l’onda d’urto dello sciopero dei trasportatori investe i supermercati

Napoli – «Ci scusiamo per il disagio. Mancata consegna merci per sciopero trasportatori». È il messaggio ricorrente, affidato a semplici fogli di carta apposti accanto a ceste e banchi ormai deserti, comparso in queste ore sui display e tra le corsie dei punti vendita della grande distribuzione organizzata (GDO) a Napoli e in gran parte della Campania, così come in diverse altre regioni del Sud Italia.

Le conseguenze dei blocchi autostradali e dei presidi organizzati lungo i principali snodi logistici – tra cui i caselli strategici di Nola, Caianello e Caserta Sud – sono ormai tangibili nella quotidianità dei cittadini. Al centro della protesta, che sta paralizzando la catena degli approvvigionamenti, c’è il drammatico impatto del caro-gasolio e dei rincari incontrollati delle materie prime, che rendono insostenibili i costi operativi per le imprese di autotrasporto.

Il fermo della categoria, programmato per 120 ore, sta strangolando la filiera agroalimentare: a rischiare di più sono i prodotti freschi e deperibili – da ortofrutta a latte e generi di prima necessità – che non riescono a raggiungere i banchi dei negozi, bloccati nei centri di smistamento o direttamente sui Tir fermi in autostrada.

La situazione di tensione si estende ben oltre i confini campani, registrando criticità analoghe in Puglia, Calabria e Sicilia, dove alla mobilitazione dei camionisti si sono affiancati in alcuni tratti anche i presidi del comparto agricolo, con disagi che iniziano a toccare persino la rete dei carburanti.

Mentre i comitati di categoria minacciano di prolungare la protesta qualora i tavoli di confronto istituzionali non diano risposte concrete, il Governo è corso ai ripari: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti anticipato a stretto giro un vertice d’urgenza con le sigle degli autotrasportatori per tentare di disinnescare la crisi ed evitare il collasso definitivo dei servizi essenziali. Nel frattempo, per i consumatori, la spesa quotidiana si trasforma in un vero e proprio percorso ad ostacoli.

Autotrasportatori in protesta: otto chilometri di coda sulla A1 nel Casertano. Domani incontro con Salvini

La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti provoca pesanti ripercussioni sulla viabilità autostradale nel Casertano. Sull’A1 Milano-Napoli si registrano otto chilometri di coda tra Caserta Sud e Santa Maria Capua Vetere, in direzione Roma, a causa della manifestazione che sta interessando la sede autostradale.

I disagi coinvolgono anche la A30 Caserta-Salerno, dove si segnala un chilometro di coda tra Maddaloni e il bivio con la A1, in direzione Caserta. Sul posto è presente il personale di Autostrade per l’Italia per gestire la situazione e assistere gli automobilisti.

Le ripercussioni sulla rete autostradale

La mobilitazione aveva già provocato, dalle prime ore della giornata, la temporanea chiusura del nodo di collegamento tra la A1 e la A30 per i veicoli provenienti da Napoli. Una situazione che si inserisce in un quadro di tensione legato alle rivendicazioni della categoria, alle prese con l’aumento dei costi di esercizio e, in particolare, con il prezzo dei carburanti.

Salvini convoca gli autotrasportatori

Sul fronte politico, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, annuncia l’avvio di un confronto con i rappresentanti del settore. Per domani sono previsti due incontri: alle 10 in prefettura con le sigle nazionali e alle 15 al Provveditorato con le rappresentanze locali.

Parlando durante una conferenza stampa nella sede della Lega, in via Bellerio a Milano, Salvini ha spiegato di essere in contatto con i presidi organizzati in Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata e Calabria, oltre che con i manifestanti che stanno bloccando l’autostrada A1.

«Non avremo i miliardi, ma sicuramente delle risposte saremo in grado di darle», ha dichiarato il ministro, assicurando l’impegno del governo per individuare possibili soluzioni alle richieste degli operatori.

«Sbloccare i fondi e mettere altri soldi»

Tra le ipotesi indicate da Salvini c’è la possibilità di accelerare l’utilizzo di risorse già disponibili, ma rimaste ferme a causa di rallentamenti burocratici, oltre a reperire ulteriori finanziamenti.
«Cercheremo di fare tutto il possibile sbloccando fondi già esistenti e rallentati per motivi burocratici e mettendo altri soldi», ha affermato il vicepremier.

Interpellato sull’eventuale applicazione delle norme contro i blocchi stradali, il ministro ha ricordato che la legislazione vigente si applica a chiunque, indipendentemente dall’attività lavorativa svolta. Salvini ha comunque precisato di non voler interferire con l’operato delle forze dell’ordine.

L’appello a ridurre i disagi

Il titolare del dicastero dei Trasporti ha infine invitato a stemperare la tensione e a individuare una soluzione che consenta di ridurre l’impatto della protesta sulla circolazione.
Il blocco della viabilità, ha sottolineato, rischia infatti di produrre conseguenze anche su altre categorie economiche e sulla vita quotidiana dei cittadini, dagli agricoltori ai distributori, dai commercianti agli automobilisti.
«Capisco le richieste di tutti. Però è mio dovere stemperare», ha concluso Salvini, puntando sul confronto previsto per domani per cercare di dare risposte alle rivendicazioni degli autotrasportatori.

Teatro Bracco inaugura la stagione con i Fratelli Salvetti tra risate e il fascino del Varietà

Il sipario della stagione 2026-2027 del Teatro Bracco prende il largo con una formula che richiama le atmosfere del Varietà: Luciano e Massimo Salvetti aprono il cartellone dal 22 al 25 ottobre e dal 30 ottobre al 1° novembre con lo spettacolo “Ma che serata! Tra sorrisi e canzoni”.

Il cartellone e le peculiarità

La programmazione, guidata dalla direzione artistica di Caterina De Santis, propone undici spettacoli in abbonamento. Lo spettacolo, scritto da Caterina De Santis con Thayla Orefice ed Enzo Varone, vede l’orchestra guidata dal maestro Peppe Fiscale e una presenza scenica che richiama la tradizione del varietà, tra gag, balli e musica dal vivo. Il palco di via Tarsia accoglie anche il balletto con coreografie di Marica Pennacchio.

La firma della regia e l’impegno futuro

La regia è firmata dai Fratelli Salvetti, che propongono una rilettura del repertorio comico insieme a una formazione musicale dal vivo, con l’obiettivo di restituire al pubblico la vitalità del Varietà e la sua capacità di intrattenere nel tempo.

Napoli celebra Dario Fo: incontro a Villa di Donato per il centenario della nascita

A Napoli, venerdì 23 ottobre 2026, Villa di Donato ospita lo spettacolo Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo, interpretato da Jacopo Fo. L’evento rientra nel ciclo Atellane, tappa chiave della rassegna Unici Teatro promossa da Villa di Donato con il sostegno della Regione Campania e della Fondazione Fo-Rame.

«Un giorno mio padre mi regalò l’unico consiglio sulla scrittura che mi abbia mai dato: mi disse che se mentre scrivi ti inchiodi e la storia non va più avanti, molto probabilmente hai preso una deviazione sbagliata. Allora devi tornare indietro fino all’ultimo passaggio che ti convince, ti appassiona, e da lì riprendere il racconto cercando un diverso sviluppo… Quando sono arrivato a scrivere gran parte di questo racconto mi sono inchiodato.»

Il titolo e la cornice narrativa del racconto di Jacopo Fo danno corpo a uno spettacolo che esplora la relazione tra due giganti del teatro italiano e la domanda: cosa significa crescere con due genitori così? Lo spettacolo è parte di un percorso che comprende anche laboratori teatrali, progettati per offrire una prospettiva sul teatro comico europeo dalle origini a Fo e Rame.

I laboratori teatrali con Jacopo Fo si terranno il 24 e 25 ottobre, dalle ore 16:30 alle ore 19:30 (ingresso libero con prenotazione fino a esaurimento posti).

 

Montella, il dolce alle nocciole irpine tra castagneti e strade d’altura

Tra i castagneti di Montella, nell’Alta Irpinia, un dolce alle nocciole porta in tavola il carattere della terra: tostato, delicato, con una dolcezza che non copre il paesaggio.

Montella si trova in una conca verde della provincia di Avellino, ai piedi dei rilievi del Terminio-Cervialto e lungo l’area attraversata dal fiume Calore. Qui il paesaggio cambia con le stagioni: in primavera i prati si riempiono di luce, d’estate i boschi offrono ombra e frescura, mentre in autunno il sottobosco si colora sotto le chiome dei castagni.

La castanicoltura è uno dei segni più riconoscibili dell’economia agricola locale, ma l’identità gastronomica dell’Alta Irpinia non si esaurisce in un solo frutto. Anche le nocciole coltivate in Irpinia trovano spazio nella cucina domestica e nella pasticceria regionale, soprattutto quando vengono usate per arricchire impasti semplici, creme e biscotti.

Il legame con Montella è quindi quello di un ingrediente campano inserito in un paesaggio agricolo e montano preciso. La nocciola non ha bisogno di preparazioni elaborate per esprimersi: basta tostarla con attenzione, tritarla senza ridurla completamente in farina e unirla a un impasto soffice. Il risultato è un dolce adatto alla colazione, alla merenda o alla conclusione di un pranzo di campagna.

Tra castagneti, vallate e noccioleti irpini

Per comprendere questo abbinamento bisogna osservare il territorio senza separare la tavola dalla geografia. Montella è un paese di altura, circondato da boschi e pendii, dove l’agricoltura si misura con il clima, con la pendenza dei terreni e con il ritmo delle raccolte. I castagneti rappresentano il paesaggio più immediato, ma la presenza di altre coltivazioni racconta una campagna articolata, fatta di piccoli appezzamenti e produzioni destinate anche al consumo familiare.

La nocciola porta nel dolce una nota diversa da quella della castagna. È più burrosa e fragrante, con un profumo che cresce durante la tostatura e una consistenza piacevole quando resta in piccoli frammenti. Il suo gusto si accorda bene con il miele, con la scorza di limone e con il cacao amaro, ingredienti capaci di costruire un dessert riconoscibile senza renderlo pesante.

In Alta Irpinia, inoltre, la pasticceria casalinga conserva un rapporto diretto con ciò che si può mettere da parte e utilizzare durante l’inverno. Frutta secca, conserve, miele e farine diventano riserve preziose nei mesi freddi. Un dolce alle nocciole nasce da questa logica: pochi ingredienti, lavorati con cura, per ottenere una preparazione profumata e adatta a essere condivisa.

Il dolce morbido alle nocciole irpine

Per una torta da otto porzioni servono 180 grammi di nocciole irpine sgusciate, 180 grammi di farina, 150 grammi di zucchero, 120 grammi di burro, tre uova, 80 millilitri di latte, una bustina di lievito per dolci, la scorza grattugiata di un limone non trattato e un pizzico di sale. Per completare si possono usare due cucchiai di miele delicato e una piccola quantità di nocciole tritate grossolanamente.

  • Disponete le nocciole su una teglia e tostatele in forno a 160 °C per circa dieci minuti, controllando che non scuriscano troppo. Una volta raffreddate, strofinatele con un panno per eliminare parte della pellicina.
  • Tritatene 120 grammi fino a ottenere una granella fine, ma non completamente farinosa. La parte restante può essere spezzata con il coltello e conservata per la superficie.
  • Lavorate il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro. Unite le uova una alla volta, poi il latte, la scorza di limone e il miele.
  • Incorporate la farina setacciata con il lievito e il sale. Aggiungete infine la granella di nocciole, mescolando appena il necessario per distribuirla nell’impasto.
  • Versate il composto in uno stampo imburrato di circa 22 centimetri, completate con le nocciole più grosse e cuocete a 175 °C per 35-40 minuti. La torta è pronta quando la superficie è dorata e uno stecchino esce asciutto dal centro.

Il riposo è importante: appena sfornata, la torta deve raffreddarsi prima di essere tagliata, così la mollica mantiene umidità e struttura. Il profumo della nocciola resta più evidente se il dolce viene servito a temperatura ambiente. Una spolverata leggera di zucchero a velo è sufficiente; creme troppo ricche coprirebbero la tostatura e la nota agrumata del limone.

Un assaggio che segue il ritmo della montagna

Il momento migliore per preparare questo dolce coincide con i mesi in cui l’Alta Irpinia invita a sostare più a lungo al chiuso, dopo una passeggiata nei boschi o una visita ai borghi della zona. A Montella, il paesaggio non fa da semplice sfondo: suggerisce temperature, ingredienti e gesti. Il forno acceso, la frutta secca, il miele e il profumo del limone appartengono a una cucina che cerca calore senza eccessi.

Tagliata a fette spesse, la torta può accompagnare un caffè o un infuso, ma trova il suo equilibrio anche accanto a un bicchiere di vino passito campano, servito con misura. Il contrasto tra la morbidezza dell’impasto e la granella croccante richiama la varietà del territorio: il bosco compatto, le radure, le strade che salgono verso i rilievi e le coltivazioni disseminate nelle vallate.

Lasciare Montella con il profumo delle nocciole ancora presente significa portare con sé un’immagine concreta dell’Alta Irpinia. Non un dolce spettacolare, ma una preparazione domestica in cui la materia prima e il luogo si riconoscono senza bisogno di forzature: la tostatura racconta la cucina, mentre il paesaggio intorno ne custodisce la memoria.

Concorso all’Università di Napoli Federico II: 2 posti per funzionari nell’Area Attività Contrattuale

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Scadenza per candidarsi: 23 Ottobre 2026. È consigliabile completare la domanda con anticipo e verificare eventuali orari limite o aggiornamenti nella pagina ufficiale.

Due posti di funzionario nell’Area Attività Contrattuale dell’Università di Napoli Federico II sono disponibili tramite concorso pubblico per esami, a tempo pieno e indeterminato, con riserva di un posto agli operatori volontari del servizio civile.

Di cosa si tratta

Si tratta di un concorso pubblico finalizzato al reclutamento di due unità da inquadrare nell’Area dei Funzionari, settore amministrativo-gestionale, per l’Area Attività Contrattuale dell’ateneo napoletano. Il concorso è indetto dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, uno degli atenei pubblici italiani con maggiore rilievo sul territorio campano. Il bando pubblicato sull’InPA indica che si cercano figure in grado di supportare le attività contrattuali dell’ente, con assunzione a tempo pieno e indeterminato. Il testo ufficiale specifica anche una significativa componente di inclusione: un posto è riservato agli operatori volontari del Servizio Civile Nazionale (per i quali ex lege è prevista una riserva di posti).

La figura professionale

La descrizione generale della funzione riguarda un funzionario nell’area amministrativo-gestionale, con vincolo al Settore Attività Contrattuale. Nella pratica, una persona in questa area si occupa di supportare la gestione amministrativa dei contratti pubblici e degli atti correlati, operando in stretta correlazione con le procedure di appalto, forniture e contrattualistica generale. In termini generali, le attività tipiche includono:

  • gestione documentale e amministrativa legata a contratti e procedure di gara;
  • supporto al responsabile dell’Area Attività Contrattuale nell’organizzazione delle attività;
  • aggiornamento e conservazione di registri, archivi e atti amministrativi;
  • verifica della conformità delle pratiche alle norme vigenti e alle politiche interne;
  • coordinamento con altri dipartimenti e uffici interni per assicurare il flusso di documenti e informazioni.

Questa descrizione ha carattere generale e serve a dare un’idea del profilo professionale; i compiti specifici sono definiti nel bando e negli allegati allegati, che dettagliano le mansioni concrete richieste per ciascun posto.

I requisiti

Nel testo disponibile non sono riportati in modo esteso i requisiti completi. Sono indicati requisiti generali di partecipazione al concorso e requisiti specifici ai sensi degli artt. 2 e 3 del bando (cod. rif. 2615). Per conoscere l’insieme completo di requisiti (cittadinanza, titoli di studio, eventuali abilitazioni o esperienze), occorre consultare il bando ufficiale ALL.1.pdf pubblicato insieme al testo dell’avviso. In sintesi, il lettore deve considerare che il bando fornisce le condizioni essenziali di ammissione e le condizioni necessarie per la partecipazione al concorso, ma la versione integrale va verificata direttamente nel PDF di riferimento.

Contratto, posti e sede

Dettagli chiave disponibili:

  • Posti: 2 (due unità).
  • Sede di lavoro: Napoli (informazioni più precise sul campus/dipartimenti disponibili nel bando).
  • Tipo di rapporto: tempo pieno, contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
  • Vincolo aggiuntivo: un posto è riservato agli operatori volontari del Servizio Civile.

Non è prevista indicazione di stipendio nel testo disponibile; l’entità dello stipendio è di competenza del comma contrattuale vigente per il profilo di funzionario pubblico e sarà specificata nel contratto individuale o nei documenti allegati al bando.

Come funziona la selezione

La procedura di selezione è un concorso pubblico, articolato per esami. In questi bandi tipicamente le prove possono comprendere una o più prove scritte e un eventuale colloquio orale, nonché accertamenti di carattere professionale e di idoneità. Il dettaglio delle prove, la loro calendarizzazione, i criteri di valutazione e la Commissione esaminatrice sono forniti nel bando completo e negli allegati. InPA indica che la domanda di partecipazione è presentata tramite procedura telematica, quindi gli aspiranti dovranno prepararsi a presentare la domanda online seguendo le istruzioni fornite.

Scadenza e come candidarsi

Data esatta di scadenza: 23 ottobre 2026. Orario di chiusura: 14:00. Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite la procedura telematica indicata nell’avviso: all’indirizzo di riferimento https://pica.cineca.it/unina, entro 21 giorni decorrenti dal giorno successivo a quello di pubblicazione dell’avviso sull’InPA (pubblicazione avvenuta il 2 ottobre 2026). Per chi è interessato, è fondamentale avviare subito la procedura di candidatura e verificare la scadenza e i requisiti nel bando ALL.1.pdf, allegato all’avviso. Se doveste avere problemi di accesso o chiarezza sulle fasi, controllate la pagina ufficiale dell’InPA e la sezione concorsi dell’Università, dove vengono aggiornate le indicazioni operative.

Cosa controllare prima di inviare la candidatura

Prima di inviare la domanda, è consigliabile verificare:

  • l’ammissibilità alle condizioni generali e al requisito specifico indicato nel bando;
  • la presenza degli allegati richiesti e dei documenti necessari per la partecipazione (dossier di candidatura, eventuali certificazioni, titoli di studio, curriculum, autodichiarazioni);
  • l’indirizzo di invio e la procedura telematica corretti, nonché la data e l’orario di scadenza;
  • la conferma della sede di lavoro e dell’orario contrattuale, nonché l’esatto dettaglio delle attività previste per la posizione.

Per tutto il resto, si consiglia di consultare il bando ufficiale ALL.1.pdf e l’avviso completo pubblicato su InPA, dove sono contenute le specifiche complete sui requisiti, sulle prove, sulle Commissioni e sulle modalità di presentazione della domanda.

In sintesi, si tratta di un’opportunità per lavorare in un ente pubblico di rilievo territoriale, con assunzione a tempo indeterminato e pieno, in un’area chiave per l’amministrazione e la gestione contrattuale dell’ateneo. La candidatura richiede attenzione ai dettagli del bando, apertura delle porte telematiche entro la data prevista e preparazione alle prove di selezione.

Fonte originale dell’offerta: Vai all’annuncio o bando ufficiale.