Pizza fritta a Procida: il profilo della Corricella tra impasto dorato e brezza marina

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A Marina Corricella la pizza fritta incontra una scenografia mediterranea: facciate pastello, barche ormeggiate e una luce salmastra che accompagna ogni morso.

La Corricella come tavola sul mare

Procida non ha bisogno di effetti speciali per definire il proprio paesaggio. A Marina Corricella, il borgo marinaro raccolto sul versante orientale dell’isola, le case disposte ad anfiteatro sembrano seguire il disegno della costa. Le tonalità rosa, gialle, azzurre e bianche cambiano con il sole, mentre le imbarcazioni occupano lo specchio d’acqua davanti alle abitazioni e il profilo del porto restituisce una dimensione intima, quasi domestica.

Qui la pizza fritta non va presentata come una specialità nata a Procida. Il suo legame più solido è con la cucina urbana napoletana e con la tradizione della pizza preparata in casa o venduta per strada, soprattutto nella forma ripiena. L’isola offre però una cornice coerente: un cibo maneggevole, sostanzioso e diretto, adatto a una passeggiata lenta tra vicoli e banchina, quando il vento porta insieme odore di mare, intonaco umido e cucina.

Il contrasto è parte del piacere. Da una parte c’è l’impasto soffice, chiuso e fritto fino a diventare dorato; dall’altra, la presenza visiva dell’acqua, con le barche che oscillano appena e le reti raccolte lungo il bordo del porticciolo. La pizza fritta appartiene alla città, ma in questa prospettiva insulare assume una leggerezza scenografica: non cambia identità, cambia il paesaggio che la accompagna.

Un impasto morbido, un ripieno ben equilibrato

Per preparare una pizza fritta ripiena per quattro persone servono 500 grammi di farina di grano tenero, circa 325 millilitri di acqua, 3 grammi di lievito di birra fresco, 12 grammi di sale e un cucchiaino di olio extravergine d’oliva. Per il ripieno si possono usare 250 grammi di ricotta vaccina ben scolata, 150 grammi di provola o fiordilatte asciugato, 100 grammi di pomodoro pelato sgocciolato, pepe nero e qualche foglia di basilico. Il salame napoletano o i cicoli sono una possibilità tradizionale per una versione più ricca, ma vanno dosati con attenzione per non coprire la ricotta.

Si scioglie il lievito in parte dell’acqua, poi si uniscono gradualmente farina e restante acqua. Il sale entra quando l’impasto ha già preso consistenza; l’olio può essere aggiunto alla fine, lavorando fino a ottenere una massa liscia ed elastica. Non serve inseguire un impasto perfettamente asciutto: per la pizza fritta è utile una certa morbidezza, purché non risulti appiccicoso in modo eccessivo.

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