Restauro passivo e monitoraggio: l’approccio di Life Dream
L’iniziativa si inserisce nelle azioni di restauro passivo, cioè interventi che non prevedono trapianti o introduzione di organismi, ma puntano a rimuovere le pressioni antropiche per favorire la rigenerazione naturale. Una strategia ritenuta particolarmente adatta agli ambienti profondi, dove molte specie crescono lentamente e sono longeve: eliminare il disturbo diventa la condizione di base per qualsiasi recupero.
“Con Life Dream puntiamo a proteggere e ripristinare gli ecosistemi profondi del Mediterraneo, in particolare le biocostruzioni a coralli, fondamentali per la biodiversità marina e il funzionamento degli oceani”, spiega Federica Foglini, prima tecnologa del Cnr-Ismar e coordinatrice del progetto. “Grazie a sensori autonomi e tecniche avanzate di restauro monitoriamo crescita dei coralli e parametri ambientali, come correnti e temperatura, per capire cosa favorisce il recupero”, aggiunge Giorgio Castellan, ricercatore Cnr-Ismar e capo missione della campagna Demetra. L’obiettivo dichiarato è anche produrre dati utili ad estendere la rete di conservazione al mare profondo.
Il 4 marzo incontro con il territorio a Napoli
Il progetto prevede inoltre un confronto pubblico con istituzioni e territorio. Il 4 marzo 2026, al Centro Congressi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Sala B, via Partenope 36), è in programma l’incontro “Life Dream incontra il territorio”, organizzato da Simonetta Fraschetti (Università Federico II). L’appuntamento servirà a condividere i risultati finora raggiunti e a discutere con le istituzioni regionali le possibili strategie di conservazione per la tutela degli ecosistemi profondi in Campania.









