Le mani della mafia sulle concessioni statali del gioco: 10 misure cautelari. Operazione All In della Guardia di Finanza. Sequestrate società con volumi di gioco fino a 100 milioni di euro. Su delega della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia, i Finanzieri del locale Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo nei confronti di 10 soggetti, di cui:
- − 5 destinatari di custodia cautelare in carcere: Francesco Paolo MANISCALCO (cl. 63), Salvatore SORRENTINO (cl. 65), Salvatore RUBINO (cl. 61), Vincenzo FIORE (cl. 78) e Christian TORTORA (cl. 76),
- − 3 sottoposti agli arresti domiciliari: Giuseppe RUBINO (cl. 32), Antonino MANISCALCO (cl. 94) e Girolamo DI MARZO (cl. 59); a vario titolo indagati per la partecipazione e il concorso esterno nell’associazione di stampo mafioso “Cosa nostra”, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, questi ultimi reati aggravati dalla finalità di aver favorito le articolazioni mafiose cittadine. Nei confronti dei fratelli Elio CAMILLERI (cl. 58) e Maurizio CAMILLERI (cl. 55) è stata invece applicata la misura del divieto di dimora nel territorio del Comune di Palermo. Con il medesimo provvedimento il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo:
- − dell’intero capitale sociale e del relativo complesso aziendale di 8 imprese, con sede in Sicilia, Lombardia, Lazio e Campania, cinque delle quali titolari di concessioni governative cui fanno capo i diritti per la gestione delle agenzie scommesse;
- − 9 agenzie scommesse, ubicate a Palermo, a Napoli e in provincia di Salerno, attualmente gestite direttamente dalle aziende riconducibili agli indagati, per un valore complessivo stimato in circa 40 milioni di euro.



