Purtroppo l’epidemia di Coronavirus non accenna a placarsi e probabilmente alle nostre latitudini e nella nostra regione siamo ancora in una fase di crescita, con una curva che potrebbe ulteriormente essere in salita nei prossimi giorni.
Lo specialista ambulatoriale può svolgere una funzione fondamentale nel ridurre i rischi di contagio continuando a recarsi presso gli abituali luoghi di lavoro dove nel rispetto delle dotazioni di sicurezza per gli operatori sanitari che le aziende devono assicurare, gli ambulatori territoriali devono continuare ad operare a favore di quei cittadini con patologie croniche, patologie che non sono improvvisamente scomparse ma che anzi vanno tenute sotto controllo eventualmente attraverso visite di Urgenza (U) o di intervento Breve (B) che in questo momento non possono essere garantite dagli ambulatori ospedalieri, chiusi per concentrare le attività sull’emergenza virus. Così come bisogna garantire le attività Consultoriali, quali le IVG e le Gravidanze, che richiedono monitoraggio e applicazione di protocolli diagnostici con tempi prestabiliti e contingentati Bisogna tuttavia chiarire che Urgenza non significa emergenza; le patologie urgenti sono ben identificate per ogni branca specialistica dalle linee Guida per le liste di attesa che i Medici di Medica generale dovrebbero conoscere.
D’altra parte già da qualche settimana stiamo suggerendo agli specialisti ambulatoriali di essere a disposizione sempre negli ambulatori per contattare telefonicamente e assumere informazioni dai pazienti stessi, spesso abituali, relativamente al loro stato di salute, valutare fino a che punto è realmente necessaria la visita comprese le domiciliari, dare consigli ma anche informarsi sul rischio del paziente ad essere venuto o meno in contatto con eventuali contagiati e valutare una eventuale sintomatologia febbrile e respiratoria per le quali indirizzare alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento attraverso le modalità attualmente previste. Gli specialisti ambulatoriali non devono e non possono tirarsi indietro in questo momento delicato che sta attraversando il Paese, presenti, sempre negli ambulatori territoriali, con i dispositivi di sicurezza dovuti per la propria salute, dei loro familiari e dei cittadini che ancora oggi a loro si affidano.
Roma. "Abbiamo fatto una tavola rotonda sull'argomento del congresso, quello che riguarda la progettazione, il fabbisogno e anche la programmazione, perché purtroppo in Italia la sanità difetta proprio di questi tre elementi. Mi è stata anche suggerita la sostenibilità, ma questo non lo possiamo discutere, spetta alla politica rendere la sanità sostenibile il più possibile".…
"Grazie alla forza d’animo della collega, che ha avuto la prontezza di accendere la registrazione video del cellulare si è potuto testimoniare quello che per tutti noi è il rischio di ogni giorno. Nell’esprimerle la solidarietà di tutti gli specialisti ambulatoriali, voglio anche ringraziarla; per quanto dura, la sua testimonianza è più forte della violenza…
"Ancora una volta assistiamo ad un fatto gravissimo. Alla collega dell’Asl Napoli 1 Centro va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno". Lo dice Gabriele Peperoni, vicepresidente del Sindacato unico di medicina ambulatoriale e professionalità dell’area sanitaria (SUMAI). "È essenziale che si riveda al più presto – aggiunge Peperoni – il Protocollo tra Asl…
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