Napoli – Un grave episodio di violenza maturato negli ambienti della criminalità organizzata è arrivato a una svolta decisiva nel giro di pochi mesi. Gli agenti della Polizia di Stato,infatti stamane, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale per i Minorenni su richiesta della Procura minorile, hanno arrestato un giovane indiziato di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, oltre che di detenzione e porto abusivo di armi e munizioni.
Le indagini e la ricostruzione dell’agguato
L’operazione condotta dalla Squadra Mobile partenopea trae origine dal sanguinoso agguato consumato lo scorso 6 marzo tra le strade del Rione Luzzatti, nel quartiere Poggioreale. Gli investigatori sono riusciti a ricomporre la dinamica dei fatti analizzando minuziosamente i filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona dell’incidente, catturando i momenti chiave dell’attacco.
Movente economico e tensioni tra clan
Le successive attività di indagine, affiancate da un’intensa attività di intercettazione, hanno fatto emergere uno scenario contiguo alle logiche della criminalità organizzata. L’agguato non è stato un episodio isolato, ma il culmine di una profonda e pregressa conflittualità personale, alimentata da logiche di ritorsione e da contese di natura economica. Il quadro indiziario a carico del giovane resta al momento sottoposto alle garanzie della fase delle indagini preliminari, in attesa dei successivi sviluppi processuali.



