Un imponente piano di protezione civile per scongiurare i potenziali rischi derivanti da un'operazione di bonifica di una bomba d'aereo del peso di 250 libbre, pari a circa 115 chilogrammi, di cui 30 chili di tritolo, risalente alla seconda guerra mondiale e ritrovata, da alcuni agricoltori, in un terreno di via Villani in localita' Spineta a Battipaglia, nel Salernitano.Potrebbe interessarti
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"Sono previste piu' di 500 persone delle forze dell'ordine statuali, polizia di Stato, carabinieri e Guardia di Finanza, in piu' alcune centinaia di polizie locali che si occuperanno anche dell'importante viabilita' alternativa", chiarisce il prefetto aggiungendo che "la miglior riuscita dell'operazione e' legata anche ad una partecipazione attiva dei cittadini che devono lasciare le case e abbandonare l'area il prima possibile, in modo tale che le operazioni di lavorazione della bomba, che non puo' essere disinnescata perche' particolare, possano finire al piu' presto". Per il sindaco di Battipaglia, Cecilia Francese, quella dell'8 settembre "e' una cosa senza precedenti. Evacuare persone nel raggio di 1 chilometro e 600 metri richiede un impegno, una forza e una collaborazione di tutti". Percio', "voglio ringraziare la Regione Campania che ha messo a disposizione 86mila euro che ci permettono di sostenere un comune come il nostro, altrimenti non avremmo potuto dare da soli un'assistenza a tutte le persone che accederanno alle strutture che abbiamo previsto". Francese ricorda che saranno allestite "tre strutture, l'istituto Ferrari dove c'e' la possibilita' di dare anche dei piatti caldi perche' c'e' una cucina a disposizione e dove arriveranno 2.500 persone. Poi, abbiamo il 'Velella' e l'istituto 'Sandro Penna' che accogliera' cento malati allettati e che hanno bisogno di assistenza dal personale medico e paramedico. Abbiamo messo a disposizione delle navette, abbiamo previsto 4 percorsi in modo che le persone possano prendere la navetta e andare nelle strutture predisposte. Le scuole riapriranno l'11 e non il 9. Le parrocchie organizzano delle gite per portare le persone fuori citta'". Le difficolta' dell'operazione sono state illustrate dal colonnello Giuseppe Schiariti, comandante del 21 Reggimento Genio Guastatori Caserta della Brigata Bersaglieri Garibaldi. "Non e' possibile togliere ne' la spoletta e ne' rimuovere l'ordigno, perche' ogni volta che viene mosso l'ordigno bisogna fermarsi per circa 36 ore. L'operazione, quindi, si svolgera' in quattro fasi. La prima che prevede di praticare un foro sul corpo della bomba; poi, verra' svuotato il corpo della bomba dall'esplosivo principale attraverso la 'lisciviatura', cioe' con una lancia che porta ad alta pressione acqua calda e sabbia verra' svuotato l'involucro della bomba. L'esplosivo verra' messo in strisce e verra' eliminato per via pirica. La quarta e ultima fase e' quella del brillamento della carica nella spoletta, verra' messa dunque una carica esplosiva sopra alla spoletta e verra' fatta brillare". Alle operazione partecipano "circa quindici persone, di cui otto artificieri, tre ufficiali per il comando e controllo e quattro della logistica. Perche', a premessa dell'attivita' di domenica, verranno fatte delle opere di fortificazione per contenere eventuali effetti di un'esplosione accidentale". Quella di domenica 8 settembre rientra tre le operazione "complesse", dice Schiariti, ma "non e' il primo disinnesco del genere che facciamo. Dal febbraio dello scorso anno, abbiamo fatto brillare sei bombe d'aereo. In Campania, l'ultima e' stata a Benevento a meta' del 2018. L'ultima bomba d'aereo risale al 5 maggio 2019 nella citta' di Formia. La difficolta' in questo caso e' che la zona e' molto popolata".
Ordigno bellico nel Salernitano, evacuazione per 36mila































































