Roberto Lopez, vice governatore di Jalisco, stato occidentale del Messico, ha annunciato che la Procura generale della Repubblica sta esaminando la possibilita’ di assumere il caso dei tre napoletani scomparsi il 31 gennaio nella localita’ di Michoacan, zona dove e’ molto attiva la criminalita’ organizzata: “Probabilmente il caso sara’ assunto dalla SEIDO (la procura generale specializzata in indagini sul crimine organizzato) e stiamo lavorando duramente per ritrovarli”, ha spiegato alla stampa locale. Questa misura del procuratore generale attraverso la SEIDO viene presa solitamente per casi di altro profilo e di importante rilevanza mediatica e presuppone indagini piu’ approfondite. Il vice governatore ha sottolineato di essere in contatto con l’ambasciata italiana in Messico e la Farnesina. Lopez non e’ voluto entrare in ulteriori dettagli sulle indagini per “non pregiudicare la segretezza del processo” e ha detto che ora “non e’ contemplata la possibilita’ che ci sia stato un intervento della polizia municipale di Tecalitlan”, ma ha aggiunto che “si sta valutando anche tale ipotesi”. Raffaele Russo, il figlio Antonio e suo nipote Vincenzo Cimmino – secondo alcune indiscrezioni finora senza conferma – potrebbero essere stati arrestati dalla polizia municipale, che secondo molti casi denunciati negli ultimi tempi, lavorerebbe per bande criminali consegnando persone sospette a queste organizzazioni.
Napoletani scomparsi, la Procura generale del Messico indagherà sul caso
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