Colpo al clan Gionta, 17 arresti nella camorra.
Torre Annunziata– Un duro colpo è stato inferto oggi al clan Gionta, una delle più temibili organizzazioni camorristiche operanti a Torre Annunziata e nei territori limitrofi.
I Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e in esecuzione di un’ordinanza cautelare del GIP del Tribunale di Napoli, hanno arrestato 17 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di reati che vanno dall’associazione di tipo mafioso alla detenzione e porto illegali di armi, estorsione e tentata estorsione, fino alla detenzione a fine di spaccio di droga. Tutti i delitti sono aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan Gionta.
Le indagini hanno fatto emergere una consolidata pratica estorsiva ai danni di imprenditori e commercianti della zona, costretti a sottostare alle richieste del clan. È stata altresì riscontrata la costante disponibilità di armi da fuoco, segno della volontà del clan di mantenere il controllo del territorio anche attraverso la violenza. Non solo: è emerso anche un fitto collegamento con altre organizzazioni camorristiche.
Particolarmente inquietante un’intercettazione ambientale risalente al 14 agosto 2023, tra Savino Carmine Mariano, Savino Alfredo e un soggetto non identificato. La conversazione svela una chiara programmazione di azioni armate nei confronti delle fazioni rivali dei Valentini: “però zio voi sapete che penso? Che a NOI (ndr inteso come clan camorristico Gionta) ci servono un paio di MORTI!… o mo o mai più! … io sono d’accordo a farlo zio! … per me fate bene, per me fate bene! … ora è il momento! se noi non lo facciamo … ma di che stiamo parlando zio?!'”.
Frasi che attestano la ferocia e la determinazione con cui venivano pianificate azioni di sangue, senza alcun ripensamento.
Le intercettazioni e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia hanno permesso di ricostruire l’organigramma del clan Gionta, che si avvale della forza d’intimidazione derivante dal vincolo associativo per acquisire il controllo di attività lecite e illecite, in particolare estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti.
L’obiettivo è ottenere vantaggi e profitti economici ingiusti, anche attraverso la contrapposizione armata con organizzazioni criminali rivali, come il “IV Sistema” e i gruppi con base operativa al “Parco Penniniello” di Torre Annunziata.
In questo contesto, emerge con forza il ruolo “eccentrico” ma apicale di Donnarumma Gemma, scarcerata il 26 aprile 2022 e tornata immediatamente a rivestire una posizione di primissimo piano nel clan in virtù del suo status di “moglie” del capoclan Valentino. Tutti le riconoscono un ruolo primario: Donnarumma Gemma gestisce in autonomia le estorsioni, impone l’assunzione di persone a lei vicine e percepisce proventi dal traffico di stupefacenti.
Il suo mantenimento è garantito direttamente dal reggente Amoruso Gaetano, suo nipote, che le fa fronte alle lamentele sul mantenimento (“solo” 1500 euro al mese) facendole arrivare “regali” anche in occasioni di festività.
Per aumentare le sue entrate, Donnarumma Gemma, con l’aiuto del fratello Enrico, incassava personalmente i proventi delle estorsioni ai danni delle vittime riportate sulla “lista” del clan (come le imprese Eredi Vitiello) e organizzava estorsioni ai danni di soggetti non presenti nell’elenco.
Di seguito l’elenco degli indagati raggiunto dalle misure cautelari:
Le condotte contestate si estendono fino all’attualità per il reato associativo, e all’anno 2023 per i reati-fine. Ciò attesta la persistente e allarmante pericolosità degli indagati, tutt’ora attivi nei rispettivi settori di “competenza”, come confermato dal collaboratore di giustizia Salvatore Buonocore.
La Procura sottolinea la “certa sussistenza del pericolo di reiterazione dei reati”. I recenti gravissimi fatti di sangue avvenuti nel territorio di Torre Annunziata e nelle zone limitrofe attestano inequivocabilmente l’attuale operatività del clan, confermando il contenuto delle intercettazioni e delle dichiarazioni in atti. A rafforzare il quadro investigativo, due sequestri del 7 maggio 2022 e del 3 aprile 2025, che hanno portato al ritrovamento di numerose armi e stupefacenti di diversa natura.
Nelle oltre 260 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Antonino Santoro, grazie alle intercettazioni e ai racconti di numerosi pentiti in particolare Pietro Izzo e Salvatore Buonocore, si descrive tutto l’operato del clan Gionta degli ultimi anni a partire dalla scarcerazione nel maggio del 2022 di Gemma Donnarumma.
Si fa l’organigramma, si tracciano i ruoli, si indicano i nemici da colpire, gli imprenditori da taglieggiare ma ci sono anche particolari indeiti della guerra di camorra di Torre Annunziata.
A confermare la persistente pericolosità del gruppo, anche i recenti sequestri avvenuti il 7 maggio 2022 e il 3 aprile 2025, che hanno portato al ritrovamento di armi da guerra e ingenti quantitativi di droga.
Secondo la DDA, il clan Gionta resta tuttora attivo e fortemente radicato sul territorio, con l’obiettivo di controllare attività economiche lecite e illecite nella zona di Torre Annunziata e nei comuni vicini.
(nella foto un momento delle perquisizioni e da sinistra Gemma Donnarumma, Gaetano Amoruso, Michele Guarro e Ferraro Salvatore)
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