Al rione Conocal di Ponticelli nuova celebrazione in stile Gomorra del giovane boss ucciso

Fuochi pirotecnici, palloncini e corteo di moto per ricordare Vincenzo Costanzo ucciso lo scorso anno la sera dei festeggiamenti dello scudetto del Napoli

Il rione Conocal di Ponticelli ha reso l’ennesimo tributo al giovane boss di camorra ucciso lo scorso anno durante la festa scudetto del Napoli.

E’ il terzo tributo in stile Gomorra per Vincenzo Costanzo. Lo avevano fatto in occasione del trigesimo e poi a settembre. E anche questa volta una festa con tanto di spettacolo pirotecnico, palloncini, coreografie e l’immancabile corteo di scooter e moto.

Al rione Conocal di Ponticelli nuova celebrazione in stile Gomorra del giovane boss ucciso

Lo ha denunciato la giornalista Luciana Esposito, da anni in prima linea nella lotta alla camorra nel suo quartiere, che scrive:

“Ancora una volta, la famiglia/clan D’Amico enfatizza il ricordo di Vincenzo Costanzo, il ras ucciso in un agguato di camorra a Napoli, lo scorso 5 maggio, mentre migliaia di napoletani si riversavano tra le strade della città per festeggiare il terzo tricolore azzurro.

Il nipote acquisito del boss Antonio D’Amico, assassinato all’età di 26 anni, è stato celebrato e osannato, ancora una volta, nel giorno in cui avrebbe festeggiato il compleanno, così come dimostrano i video che spopolano su TikTok.

L’ennesimo schiaffo all’orgoglio delle forze dell’ordine operanti sul territorio che avrebbe l’obbligo morale di segnare in rosso sul calendario le date in cui questo genere di tributi sono destinati ad andare in scena in quella sede per stroncare sul nascere le intenzioni di una delle famiglie camorristiche più temprate del quartiere, avvezza ad avvalersi di simboli e linguaggi subliminali per diramare messaggi finalizzati a consolidare consensi e affiliazione, ma anche ugualmente utili a dimostrare ai rivali che la famiglia è intenzionata a onorare la memoria del ras e vendicare la sua morte.”

“È la riprova dell’esistenza di una parte malata della società che tenta di infettare anche la parte sana del territorio imponendo le loro regole, i loro miti, il loro credo e la celebrazione della camorra. Lo Stato deve dare prova di forza e di intelligenza riuscendo ad estirpare quella mentalità e fermando la propaganda camorristica sui social sostituendoli con messaggi e simboli e di legalità e giustizia. Per riuscirci deve anche essere presente costantemente in quei territori dove ha sempre latitato”, queste le parole del deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

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