Attualità Tecnologia

Storica sentenza del Tribunale di Ivrea: usare il cellulare causa tumori

La sentenza riconosce il legame causale tra un tumore al cervello e l’uso di un telefono cellulare”. E’, questo, il verdetto emesso dal giudice Luca Fadda del Tribunale di Ivrea con il quale l’INAIL viene condannata a pagare la rendita perpetua per il danno subito da un dipendente Telecom, ammalatosi di cancro per aver utilizzato il cellulare per 15 anni per più di 3 ore al giorno.

E’ la prima volta che un tribunale italiano riconosce in primo grado la causa oncogena nei campi elettromagnetici generati dal cellulare, nonostante la pericolosità fosse già stata riconosciuta nel 2011 dalla Iarc.

“Non voglio demonizzare l’uso del telefono cellulare ma per evitare quello che mi è successo bisogna saperlo utilizzare in modo corretto”, spiega Roberto Romeo, dipendente Telecom. “All’inizio pensavo di essermi preso un’infezione all’orecchio ma poi ho capito che la cosa era bene più grave”.

Dopo l’effetto “orecchio tappato”, nel 2010 è stato diagnosticato a Romeo il tumore, che gli ha causato la perdita dell’udito dall’orecchio destro.

Gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone – vincitori della causa – da tempo sono impegnati in una campagna di sensibilizzazione sull’argomento. Donne in gravidanza e bambini sono più soggetti ai pericoli, facilmente evitabili con alcuni semplici accorgimenti come l’utilizzo degli auricolari.

La maggior difficoltà riscontrata dai due avvocati è stata relativa al fatto che non vi sono – ad oggi – studi scientifici che dimostrano l’effettiva pericolosità delle onde elettromagnetiche emesse dai telefoni. Il Tribunale di Ivrea si è espresso in modo favorevole considerando che, viceversa, non esiste alcuno studio medico-scientifico che ne confermi la non pericolosità.

Ma la sentenza è andata anche oltre, come si legge in una nota del consulente Angelo Levis dell’Università di Padova:

“Sulla base dei criteri elencati nel preambolo delle monografie della Iarc, le emissioni a Rf/Mo dei telefoni mobili (cellulari e cordless) dovrebbero essere classificate nel gruppo 1 dei sicuri cancerogeni per l’uomo”.

La documentazione presentata fa riferimento a diversi studi condotti dai maggiori esperti nel settore, tra cui Lennart Hardell del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Orebro (Svezia). Secondo Levis, non vi sono dubbi sulla “esistenza di un rapporto causa-effetto tra esposizione abituale e per lungo tempo ai telefoni mobili e rischio – almeno raddoppiato e statisticamente significativo al 95% di probabilità – di tumori ipsilaterali alla testa: gliomi cerebrali, meningiomi e neurinomi acustici”.

Il danno biologico permanente del 23% riconosciuto a Roberto Romeo verrà risarcito con un’indennità di 500 euro al mese per tutta la vita.

(fonte hdblog.it)

 


LINK SPONSORIZZATI




Cronachedellacampania.it è una testata giornalistica on line registrata al Tribunale di Torre Annunziata n.1301/2016 registro della stampa n. 7. Diffusione a mezzo internet autorizzata dal Tribunale di Torre Annunziata.
Copyright © 2017. Gestione e Sviluppo a cura di SVWDesign I Contenuti utilizzati sono basati su Licenza Creative Commons.
error: ATTENZIONE : CONTENUTO PROTETTO - CONTATTARE LA REDAZIONE PER INFORMAZIONI SULLA RIPRODUZIONE