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Sanità e ospedale di Nola: attacco incrociato contro De Luca: “L’unico a dover essere licenziato”


Nola. Caos all’ospedale di Nola e organizzazione della sanità in Campania: attacco congiunto contro il presidente della Regione Vincenzo De Luca. “Per quanto è accaduto all’ospedale di Nola e per i bassi livelli di assistenza in Campania, l’unico a dover essere licenziato è De Luca”. Ha detto il portavoce territoriale di Azione Nazionale Salvatore Ronghi e il responsabile di An per la sanità, Daniele Masala, a margine di una conferenza stampa a Napoli. “Oltre alla ennesima brutta figura della nostra povera e martoriata Regione Campania, che ancora una volta appare ai mass media colpevole di malasanità, va aggiunto lo sdegno assoluto di noi medici ed operatori sanitari tutti per l’assurdo provvedimento disciplinare a carico dei colleghi di Nola”, ha aggiunto Masala per il quale “appare, infatti, assolutamente ingiustificabile il provvedimento disciplinare a carico dei medici e operatori sanitari”. “Le responsabilità per quanto accaduto – hanno rimarcato i due esponenti di Azione Nazionale – sono, dunque, di natura politica e legate all’assenza di una valida pianificazione dell’offerta sanitaria, un problema incancrenito dal perdurare dei commissariamenti che spesso sono utilizzati come alibi dalla malapolitica”.

Attacchi a De Luca arrivano anche dal capogruppo di Forza Italia del Consiglio Regionale della Campania, Armando Cesaro per il quale “è evidente che lo scandalo dell’ospedale di Nola ha un solo responsabile: l’assessore regionale alla Sanità Vincenzo De Luca”. E poi continua: “Ad aprile scorso il governatore Vincenzo De Luca chiese al Consiglio regionale di approvare d’urgenza, senza nessun passaggio nelle Commissioni, le nuove norme istitutive del Sistema Integrato Regionale per l’Emergenza Sanitaria, la legge regionale 13/2016 licenziata poi a maggio. Queste norme, secondo quanto affermò lo stesso De Luca in Aula, avrebbero risolto per sempre lo scandalo dell’emergenza barelle. Pura propaganda di chi insegue i titoli e non le soluzioni ai problemi: da allora sono infatti passati quasi dieci mesi senza che nulla sia stato fatto. Ad oggi, infatti non risulta riallocata la nuova Centrale Operativa di coordinamento dei trasferimenti con ambulanze”. Cesaro ricorda le affermazioni di De Luca a luglio scorso: “A luglio scorso sottolineò testualmente: non vi appassionate per l’Assessore alla Sanità, c’è già e non ci sarà, l’ho messo nel programma. Ho detto che avrei seguito io la sanità”. “Adesso – conclude Cesaro – De Luca ha il dovere di far revocare immediatamente il provvedimento di sospensione ai medici del presidio ospedaliero di Nola”.

“Leggo dichiarazioni sconnesse del vicepresidente della Regione Campania che in materia di sanità blatera di ‘eredità drammatica di malgoverno, disorganizzazione e clientela politica’. Mentre leggevo pensavo che costui stesse parlando di se stesso, di De Luca, del delegato alla sanità sotto processo per le nomine, del capo segreteria indagato per le stesse beghe e allontanato come capro espiatorio. Invece no, questa gente, che puzza di frittura di pesce, non coglie proprio mai l’occasione per tacere. Neppure di fronte ai malati per terra negli ospedali”. Così, in una nota, Severino Nappi, responsabile nazionale politiche per il Sud di Forza Italia e vice coordinatore Forza Italia Campania con delega alle amministrazioni locali.

Fa una disamina di quello che sta accadendo negli ospedali della provincia di Napoli e in particolare a Nola, il deputato di Forza Italia, Paolo Russo:”Per decenni non c’è stato rispetto, a destra e a sinistra, per la domanda di salute e di servizi dei cittadini. Se un paziente infartuato necessita di un baypass o un’angioplastica di sera, a Nola lo possono solo stabilizzare perchè l’emodinamica funziona solo di giorno. E tutti sappiamo che i tempi di intervento sono cruciali in un infarto”. Due anni fa, inoltre, l’ospedale di Pollena Trocchia, che in parte alleggeriva il bacino di Nola, è stato chiuso. “Il primo vulnus è questo – dice Russo – e viene da lontano, dall’accorpamento delle Asl e la definizione delle aree di pertinenza dei singoli nosocomi campani. Così da ospedale per 15 comuni, Nola è diventato di fatto ospedale di tre province”. In questi anni non ci sono stati investimenti nè prese in carico dei problemi più volte segnalati anche dai medici, anzi “ci sono state inaugurazioni diverse del pronto soccorso e di mezze ali d’ospedale alle quali, invitato, ho preferito non andare. In più, se venivi candidato sindaco nel centrosinistra, anche se non vincevi, un posto da primario arrivava”. Da Vincenzo De Luca, più che richieste di licenziamento, il deputato forzista avrebbe voluto “un tavolo operativo con risorse per dare risposte a questo e altri pronto soccorso in cui i medici sono eroi. Medici ora schiacciati da un meccanismo demotivante, in cui o commettono omissione di soccorso o sono licenziati”. L’allarme su una possibile crisi nel ponte della Befana, con tre giorni e mezzo di poco presidio dei medici di base, in piena psicosi meningite e picco di influenza, “era ben noto – sottolinea Russo – e doveva provvedere chi governa le politiche della Sanità in Regione”.


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