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Napoli, microspie alla Cisl: la Procura apre un’inchiesta

La Procura di Napoli e’ pronta ad aprire un fascicolo su due esposti per una presunta attivita’ di intercettazione abusiva nella sede regionale della Cisl della Campania che ha sede in via Medina a Napoli. Il primo e’ stato presentato da Lina Lucci, ex segretario generale della Cisl Campania e il secondo da Pietro Ragazzini, commissario dello stesso sindacato da ottobre, insediatosi al posto della Lucci dopo la denuncia di una serie di presunte irregolarita’ nella gestione dell’organo rappresentativo. I due esposti, presentati l’altro ieri da Lucci e il 27 dicembre da Ragazzini, hanno lo stesso oggetto. I due hanno denunciato di aver trovato, all’interno degli uffici della segreteria del sindacato, una telecamera che registrava immagini e un microfono che imprimeva le voci dei presenti. Qualcuno voleva spiare le attivita’ della Cisl, e in particolare della Lucci, e per questo e’ stato chiesto il sequestro del materiale rinvenuto e una indagine da parte della Procura di Napoli, del pool che si occupa di reati informatici.

– Si dice “sconcertata e sbalordita” Lina Lucci, ex segretario generale della Cisl della Campania, che ha presentato un esposto alla Procura di Napoli riguardo alla scoperta, nel suo ufficio, di una telecamera nascosta. Lucci si sfoga e fa mente locale su episodi, passati, che ora assumono, dice, un significato diverso: “Solo adesso mi spiego la continua fuga di notizie su importanti denunce portate avanti nell’interesse dei lavoratori in molti delicati settori economici e produttivi. C’era sempre qualcuno informato prima degli altri…”. Lucci mette in relazione le illecite riprese audio-video con “le sistematiche intimidazioni subite attraverso furti e lettere anonime e che hanno caratterizzato gli ultimi 20 mesi del mio mandato”. Per la dirigente sindacale è evidente che “l’azione di denuncia portata avanti, anche all’interno dell’organizzazione sindacale, ha dato fastidio”. L’ex segretario si dice convinto che quanto sta accadendo “ha una regia unica: le pressioni sono divenute intollerabili e si sono aggravate dal 6 ottobre, data in cui ho portato ai probiviri della Cisl una copiosa documentazione per esporre alcune gravi questioni che riguardano dirigenti apicali dell’organizzazione”. Fatti che Lucci ritiene siano “di una gravità inaudita che i lavoratori, gli iscritti, non potrebbero mai accettare”. Proprio ai lavoratori, Lucci, rivolge un appello: “La Cisl è sana, va tutelata e liberata dai malfattori e da quelli che si girano dall’altra parte per non vedere. Guardate con fiducia al futuro e riappropriatevi del sindacato prima che sia troppo tardi: chiedete che siano allontanati dall’organizzazione quelli che lo inquinano”. Lina Lucci, parla anche della denuncia nei suoi confronti depositata dal commissario Piero Ragazzini: “+ un ripiego maldestro, una corsa al riparo, perché quando è stato portato il ‘dossier Lucci’ in segreteria confederale alcuni componenti hanno con veemenza rilevato profili penali nei metodi utilizzati, e sapevano anche che avrei denunciato pure questo”. “Ho chiesto alla Procura – fa sapere Lucci – di disporre il sequestro dei documenti e dei video per conoscere l’identità di chi ha formato il dossier e ha fatto le riprese abusive”. L’ex segretario ribadisce la volontà di non farsi intimidire: “Tutta la segreteria, compreso il segretario nazionale Annamaria Furlan – rimarca – dovrà testimoniare dinanzi ai magistrati per quanto accaduto il giorno 20 dicembre, quando è stato portato il ‘Dossier Lucci'”. L’ex segretario campano parla anche delle presunte appropriazioni indebite che le sono state contestate: “Ci rido sopra. É l’ultima delle accuse di cui potrei preoccuparmi. In questi anni non mi sono mai occupata di amministrazione ma solo di politica sindacale”. Infine, Lucci, si rivolge a quelli che chiama “i suoi detrattori”: “rassegnatevi, io risponderò su tutto. Ma voi conservate le energie prima per dar conto ai lavoratori ed ai pensionati della CISL e poi alla magistratura”.




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