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La sentenza: tumore provocato da cellulare

L’utilizzo prolungato e continuativo del cellulare, usato senza auricolari né vivavoce, è stato riconosciuto dal giudice di Ivrea Laura Fadda come possibile causa dell’insorgenza di un tumore. La vittima, che ricorreva contro l’Inail, è un tecnico della sede di Torino di una grande azienda di telefonia italiana. Si chiama Roberto Romeo, ha 57 anni e gli mancano pochi anni alla pensione. Gli è stato riconosciuto un danno biologico del 23 percento.«É la prima volta nel mondo che un tribunale, già in primo grado, afferma l’esistenza di un nesso di causalità tra tumore e uso del telefonino. E’ una sentenza storica», afferma l’avvocato Stefano Bertone dello studio legale Ambrosio e Commodo, che ha assistito il lavoratore. Renato Ambrosio, socio principale dell’omonimo studio torinese, ricorda: «Quattro anni fa abbiamo ricorso contro lo Stato italiano, al Tar di Roma, chiedendo al governo di informare i cittadini sui rischi e potenziali danni che derivano dall’utilizzo dei cellulari. Stiamo ancora aspettando una risposta». I legali stanno scrivendo, insieme ad alcun parlamentari, una proposta di legge che impegni il governo a educare la cittadinanza sull’argomento.



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