
Napoli – A un mese dalla scomparsa di Domenico Caliendo, il bambino di appena due anni morto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli in seguito alle complicazioni di un trapianto cardiaco fallito, il dolore lascia spazio a una mobilitazione collettiva che continua a crescere.
Nel giorno del trigesimo, familiari, cittadini e istituzioni rinnovano il ricordo del piccolo, mentre prende forma una vera e propria rete di solidarietà che coinvolge associazioni, artisti e realtà del territorio.
A fare il punto sulle iniziative è il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli: “La catena di solidarietà non si ferma. Grazie alla neo-costituita Fondazione Domenico Caliendo sono già stati programmati numerosi eventi di sensibilizzazione e solidarietà”.
Un impegno che guarda non solo alla memoria, ma anche al futuro: “Stiamo assistendo a un’ondata di vicinanza e affetto straordinaria – sottolinea Borrelli – che conforta la famiglia e tutti coloro che sono stati profondamente colpiti da questa tragedia. Dal dolore più grande sta nascendo una rete di speranza per gli altri”.
Tra le iniziative più simboliche c’è la realizzazione di un murale dedicato a Domenico.
Borrelli ha già avviato contatti con lo street artist Zak Whm, autore di opere di forte impatto emotivo, tra cui quella dedicata a Giulia Tramontano.
Al momento si è in attesa dell’assegnazione definitiva dello spazio che ospiterà l’opera, destinata a diventare un luogo di memoria condivisa.
Parallelamente, la Fondazione ha messo in campo un calendario di appuntamenti su scala nazionale, con un duplice obiettivo: sensibilizzare sul tema dei trapianti e sostenere concretamente il sistema sanitario e i cittadini in difficoltà.
Tra le prime iniziative in programma: il 30 marzo, un incontro a Caivano con l’associazione “Core a core”, alla presenza del parroco anticamorra don Maurizio Patriciello;
il 4 maggio, al Teatro Totò di Napoli, il concerto di beneficenza “I figli so’ piezze ‘e core”, organizzato da Francesco Merola.
Le iniziative già annunciate rappresentano solo l’inizio di un percorso più ampio. L’obiettivo è trasformare il ricordo di Domenico in un impegno concreto e duraturo, capace di incidere sul piano sociale e sanitario.
La vicenda del piccolo, che ha profondamente colpito l’opinione pubblica, continua così a generare una risposta collettiva che va oltre il dolore, trasformandosi in solidarietà attiva e consapevolezza.
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Sono molto dispiaciutoo per la storia di Domenico,ma la notizia mi pare che sia presa con molta carità e solidarità; però ogginon so se le iniziativve avranno effettto. La famigllia è molto colpite,e la rete di speranza nascono dal dolore. Il murale sara’ bello ma non risolverà i problemme legati ai trapiant. Speremo che i soldi vadano dove servono,ma ci vonno fatti e non solo parole.