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Uccelli accecati con ago infuocato per farli cantare di più: 19 cardellini salvati a Caserta
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Uccelli accecati con ago infuocato per farli cantare di più: 19 cardellini salvati a Caserta

La Polizia Provinciale di Caserta ha messo a segno un’importante operazione contro i reati ambientali e il maltrattamento animale. Nel corso di un controllo mirato, gli agenti – coordinati dal Colonnello Biagio Chiariello – hanno sequestrato 19 esemplari di avifauna protetta, prevalentemente cardellini, ma anche canarini e altre specie tutelate dalle normative europee.

L’intervento si è svolto in un’abitazione situata tra Caserta e San Nicola la Strada, con il prezioso supporto tecnico-operativo degli attivisti e guardie giurate della LIPU di Napoli, esperti nella tutela dell’avifauna.

La pratica barbara: accecamento per “migliorare” il canto

Le indagini hanno fatto emergere una condotta di estrema crudeltà: gli uccelli giudicati non abbastanza “bravi” nel canto venivano sottoposti a un trattamento disumano. Con un ago infuocato si procedeva all’accecamento, nella convinzione – diffusa negli ambienti del bracconaggio illegale – che la perdita della vista inducesse gli animali a cantare di più e meglio, incrementandone il valore commerciale.

Si tratta di una credenza priva di fondamento scientifico ma purtroppo ancora radicata in alcune frange del mercato clandestino, dove il cardellino è particolarmente ricercato per le sue qualità vocali.

Tentativo di distruggere le prove e sequestro dei materiali

Durante l’accesso domiciliare, il responsabile – un uomo di 38 anni già noto alle forze dell’ordine – ha tentato di disfarsi di uno degli esemplari lanciandolo dal balcone. L’animale è stato immediatamente recuperato dagli operatori appostati all’esterno.

Oltre agli uccelli, sono stati posti sotto sequestro diversi strumenti utilizzati per la cattura e il trattenimento illegale: gabbie-trappola, richiami acustici e altri dispositivi proibiti.

Denuncia e affidamento al centro di recupero

L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per violazione della normativa sulla tutela della fauna selvatica (in particolare le direttive europee che proteggono il cardellino) e per maltrattamento di animali (art. 544 del Codice Penale).

Gli esemplari sequestrati sono stati trasferiti al C.R.A.S. (Centro di Recupero Animali Selvatici) di Napoli, dove riceveranno le cure necessarie e – quando possibile – verranno reintrodotti in natura.

Un business milionario sul mercato nero

Il Comando Provinciale sottolinea come il cardellino rappresenti una delle specie più colpite dal traffico illecito: sul mercato nero un singolo esemplare “di pregio” può raggiungere prezzi che oscillano dai 100 fino agli 8.000 euro, a seconda delle sue presunte capacità canore.L’operazione conferma l’impegno costante delle istituzioni nel contrastare il bracconaggio e le pratiche che minacciano la biodiversità e infliggono sofferenze evitabili agli animali selvatici.

P.B.

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Commenti

  1. Ho letto l articolo con attenzione e mi semra una cosa importante ma anche poco chiara le forze han fatto operazione giusta pero resta dubbi sui tempi e sui procedimenti Gli ucceli ( cardellinno e canari ) eran tenuti male e accecati per canto credenza senza fondomento va contrastatta e i CRAS dovrebber aiutare piu velocmente

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