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«È una cosa malavitosa», i conti segreti della truffa e il summit ad alta tensione a Secondigliano
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«È una cosa malavitosa», i conti segreti della truffa e il summit ad alta tensione a Secondigliano

Napoli – Un nipote di Maria Licciardi voleva far saltare l’accordo e il business delle truffe bancarie e della carte di credito che per un. periodo ha visto lavorare in simbiosi i Mazzarella e i Licciardi. E’ uno dei retroscena dell’indagine  della Dda di napoli che la scorsa settimana ha portato in carcere 12 persone.

Dalle oltre 900 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Luca Della Ragione  emerge che mentre la diplomazia camorristica lavora sotto traccia, i risultati operativi delle frodi si fanno pesanti. Infatti il 19 marzo 2022 quando in casa Mazzarella si presenta Umberto Costagliola, boss con una propria “batteria” autonoma ma legato a stretto filo con Ciro.

Costagliola è un professionista della frode informatica: ha un’app sul telefono dedicato per contabilizzare entrate e uscite, e spiega che per ridurre i rischi manda una donna a prelevare se la carta è intestata a una donna, e un uomo se è intestata a un uomo.
Costagliola si vanta dei suoi colpi, pur lamentando arresti subiti a Firenze.

Parla di un correntista barese che aveva 40mila euro sul conto: con bonifici e prelievi incrociati gli hanno drenato 24mila euro. Ciro Mazzarella ribatte con i suoi “successi”, citando una carta collegata a un conto da 180mila euro, da cui è riuscito a tirare fuori 19mila euro puliti.

Il summit della tensione e l’affronto a Secondigliano

Ma il fiume di denaro rischia di interrompersi a causa dei cognomi e degli storici rancori. Il 28 marzo viene a galla un problema diplomatico grave. C’è stato un summit a Secondigliano, nel cuore del regno dei Licciardi. Erano presenti i vertici, tra cui Antonio Bruno (Tonino michelò) e Gennaro Cuomo. Dalla parte opposta, per i Mazzarella, c’erano Alberto (fratello di Ciro) e Marco Ostroschi.

È proprio Ostroschi a far saltare i nervi ai padroni di casa. Secondo i racconti captati dalle microspie, l’uomo avrebbe tenuto un atteggiamento arrogante, dimenticando di trovarsi nella roccaforte dell’Alleanza di Secondigliano.

Il clima precipita e viene rievocato in un’altra riunione del 9 aprile. Alberto Mazzarella racconta al fratello Ciro un dettaglio inquietante: la trattativa stava per saltare definitivamente per l’intervento di Marco Esposito (o’ gemello, nipote della potente Maria Licciardi ‘a peccerella). Esposito voleva impedire a Cuomo di vendere le carte ad Alberto, proprio in quanto esponente di spicco dei nemici storici.

«È una cosa malavitosa!» riporta Alberto, citando le parole di Esposito che lo accusava di fronte a tutti.

Nascondere il nome per salvare l’affare

Il rischio di perdere l’approvvigionamento da “tutta Napoli” è troppo alto. Ciro Mazzarella, vero dominus occulto e finanziatore dell’operazione, prende in mano la situazione. Ordina a Evangelista di andare dalla Masseria Cardone a ritirare le carte, ma di mentire spudoratamente per non irritare i Licciardi. Deve far credere che sta operando in proprio, come cane sciolto, nascondendo il fatto che dietro di lui ci sono i fondi e la regia della famiglia Mazzarella.

Ma tra le mura di casa, Ciro rivendica il suo peso specifico, zittendo il genero che forse stava allargando troppo le spalle:

«Se non stavo io dietro… stavi all’altezza di fare le carte secondo te?» Evangelista a quel punto esce nella notte di Napoli. In tasca ha seimila euro in contanti forniti da Ciro. È il prezzo pattuito per l’ennesimo stock di tessere magnetiche. Un’altra notte di frodi sta per cominciare.

3. continua

 

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Commenti

  1. Interessante reportage, però la redazion pare aver tagliato troppi dettagli tecnici; rimane una sensazione che manchino prove o link utili, e la narrazione a volte procede a salticon frasi sovrapposte e punteggiatura sbagliata; sarebbe utile un cronologic riassunto piu lineare

  2. Ho letto tutto ma trovo l’impostazione neutra eppure distratta: i ru0li vengono nominati ma non spiegato come si intrecciano, le date saltan e i riferimenti fanno a volte i conti in modo confuso, non e chiaro il passaggiodi pagamento e i termini usati non corrispondeno sempre

  3. L’articolo è lungo e dettagliato ma mi pare che non se spiegat buonamente i passaggi; la cronologia va a salti e ci sono tropppppe ripetizion,i poi i nomi confondono. sembra un riassunto ma resta gente che non capisce bene chi fa che cosa e perche, senza chiarimenti piu precisi

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