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Domenico, la famiglia: «L’abbraccio al funerale ci fa sentire meno soli»
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Domenico, la famiglia: «L’abbraccio al funerale ci fa sentire meno soli»

Attraverso la pagina Facebook della neonata Fondazione Domenico Caliendo, i genitori hanno voluto esprimere una profonda gratitudine verso chi è stato loro vicino. Le loro parole descrivono uno strazio che non conosce confini, ma che ha trovato un inaspettato rifugio nella solidarietà collettiva.

“La vostra presenza, il vostro affetto e le vostre preghiere sono stati un sostegno prezioso”, si legge nel comunicato. Questo corale abbraccio ha permesso ai familiari di sentirsi meno soli nel buio di questi giorni. Il ricordo di tale vicinanza, assicurano, rimarrà per sempre nei loro cuori.

La tragedia al Monaldi

Per comprendere la portata di questo lutto è necessario riavvolgere il nastro fino al drammatico 21 febbraio. Il bambino era in cura presso la struttura partenopea in attesa di un organo compatibile. L’illusione di una nuova vita era legata a un delicato intervento chirurgico che tutta la famiglia attendeva con ansia e speranza.

Purtroppo, il cuore ricevuto in donazione presentava delle lesioni che non hanno permesso al corpo di reggere il decorso post-operatorio. Una simile dinamica clinica ha trasformato una giornata di potenziale rinascita in un incubo senza ritorno.

L’ultimo saluto a Nola

Ieri la cattedrale di Santa Maria Assunta a Nola si è riempita di lacrime e commozione per l’estremo saluto al bambino. La città intera si è fermata per stringersi attorno ai genitori con un rispetto silenzioso e fortemente partecipato.

Tra le navate della chiesa era presente anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arrivata per testimoniare la vicinanza dello Stato in un momento tanto straziante. Ora bisognerà chiarire i contorni medici della vicenda per capire cosa sia andato storto nel protocollo di verifica dell’organo. Nel frattempo resta solo il vuoto incolmabile lasciato da una giovane vita spezzata troppo presto.

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