
Con la voce incrinata dall’emozione, Sal Da Vinci alza il trofeo della 76ª edizione del Festival, dedicandolo «alla mia Napoli e alla mia famiglia». Il cantante napoletano, tornato in gara all’Ariston dopo 17 anni, domina la competizione: vince il Festival, conquista la platea del teatro e si impone nettamente anche al televoto.
Alle sue spalle, nel testa a testa finale, il rapper ligure Sayf, mentre il terzo posto va a Ditonellapiaga. Completano la top five Arisa (quarta) e la coppia ex aequo Fedez–Marco Masini (quinti). Fischi dalla sala per l’esclusione dalla cinquina di Serena Brancale.
Nato a New York come Salvatore Michael Sorrentino e cresciuto nella tradizione della sceneggiata napoletana accanto al padre Mario Da Vinci, il vincitore si conferma mattatore assoluto dell’ultimo Sanremo firmato Carlo Conti.
La finale si apre con un momento di forte attualità: Conti, affiancato da Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti, richiama il pubblico alle tensioni internazionali e agli attacchi in Iran, lanciando un appello per la protezione dei bambini nelle zone di guerra.
Il tema della pace attraversa gli interventi degli artisti in gara: dal coro spontaneo «Pace, pace» levato dalla platea, alla scritta Give peace a chance sull’abito di Martina “Cleo” Ungarelli delle Bambole di pezza. «Abbasso le guerre e le tirannie», afferma Leo Gassmann; «pace e felicità sono un lavoro collettivo», aggiungono Maria Antonietta & Colombre.
Superospite della serata è Andrea Bocelli, protagonista di un ingresso scenografico a cavallo bianco sulle note del Gladiatore. Il tenore esegue al pianoforte Il mare calmo della sera e poi, al centro del palco, Con te partirò, il brano lanciato proprio a Sanremo nel 1995.
L’esibizione diventa anche un omaggio a Pippo Baudo, a cui il Festival 2026 è dedicato: fu lui a intuire il talento del giovane artista toscano, oggi star mondiale.
La finale segna anche la chiusura dell’era Conti. In diretta dall’Ariston, il conduttore investe Stefano De Martino come direttore artistico e padrone di casa della prossima edizione. Il Festival guarda già al 2027, mentre l’edizione appena conclusa consegna alla storia il trionfo di Sal Da Vinci e la sua dedica alla città partenopea.
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ho visto la serata e non ho giudizii netti,la musicaqualche volta era bella ma otro pezzi sembravano ripetitivi. la dedica a napoli e stata sentita,ma la communicazione generale aveva molti sbagli di tempi e di montaggio; il pubblico reagiva a spot senza raccordo tra i momenti.
la finale e’ stata lunga e piena di momenti contrastanti; bochelli sali’ sul palco a cavallo e pareva un atto scenografic ma anche unpo’ sfuocato. i presentatori si interrupevno spesso, la tematica della pace era messa ma non sempre spiegata con chiarezza.
nonso bene cosa pensar, la vittoria di sal davinci e sembrata una cosa naturale ma anke un poco forzata. la platea reagiva stranamente,alcune persone fischiavano ed altre applaudivano. conti parlava, la direzione pareva incerta e il televoto no’ si capiva bne.