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Ciclista investita e uccisa in galleria ad Agerola, Città Metropolitana sarà responsabile civile
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Ciclista investita e uccisa in galleria ad Agerola, Città Metropolitana sarà responsabile civile

Una tragica vicenda si è consumata il 7 gennaio 2021 all’interno del traforo Palombella ad Agerola, dove Anna Fogliamanzillo, una mamma trentasettenne di Boscoreale, ha perso la vita in un incidente stradale. La donna, ciclista appassionata, fu investita da due automobili mentre percorreva una galleria completamente priva di illuminazione, un guasto mai riparato nonostante le segnalazioni.

L’incidente è avvenuto in un contesto di pericolosità accentuata dalla completa assenza di luce, che ha reso impossibile per i conducenti delle auto vedere la ciclista in tempo. Secondo le indagini condotte dalla Procura di Torre Annunziata e dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia e della stazione di Agerola, il primo automobilista, viaggiando a circa 80 chilometri orari – ben oltre il limite consentito – ha colpito la signora Fogliamanzillo, facendola cadere. Il secondo, procedendo a 50 chilometri orari, l’ha successivamente travolta, causandone la morte sul colpo.

Ora, a distanza di oltre tre anni dall’accaduto, il caso si complica ulteriormente. Quattro persone sono infatti a rischio processo per omicidio stradale: i due automobilisti coinvolti nell’incidente, e due funzionari della Città Metropolitana di Napoli. Questi ultimi, responsabili della gestione tecnica stradale e della manutenzione, sono accusati di non aver provveduto a riparare l’impianto di illuminazione danneggiato dal maltempo, nonostante la loro competenza sulla galleria, un tempo strada statale per Agerola e ora sotto la giurisdizione metropolitana.

Durante l’udienza preliminare tenutasi presso il tribunale di Torre Annunziata, di fronte al giudice per le indagini preliminari Francesco Todisco, i familiari di Anna Fogliamanzillo, rappresentati dagli avvocati Pasquale e Ferdinando Striano, hanno ottenuto di costituirsi parti civili, portando così al centro dell’attenzione non solo la tragedia subita, ma anche la necessità di garantire sicurezza sulle strade, soprattutto in quelle aree meno visibili o dotate di infrastrutture inadeguate.

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