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Carta d’Identità Elettronica 3.0, i comuni sono troppo pigri

Carta di Identità Elettronica 3.0: ne sono state emesse ancora troppo poche, 341.335 in 198 comuni su 8.000. Il Ministero dell’Interno sollecita prefetti e sindaci a sbrigarsi. Entro agosto 2018 scomparirà definitivamente il vecchio documento in cartoncino.

Ne sono state attivate 341.335 in 198 comuni su 8.000. Troppo poche, se si pensa che l’operazione Carta d’Identità Elettronica 3.0 – la nuova CIE che manderà in pensione il vecchio documento in cartoncino – è cominciata il 4 luglio 2016 e deve concludersi entro agosto 2018. Così il Ministero dell’Interno cerca di accelerare i tempi e invita prefetti e sindaci a darsi una mossa.

Il 31 marzo scorso dal Viminale è stata trasmessa la circolare n.4/2017: “…a partire dal prossimo 26 aprile 2017, i restanti comuni saranno gradualmente abilitati all’emissione della nuova CIE. In particolare sono stati individuati due gruppi di Comuni: il primo, composto da 350 Comuni che assieme ai precedenti 199 coprirà il 50% della popolazione, il secondo assicurerà la copertura del 100% della popolazione residente in Italia”.

Nel Lazio sono attivi solo 14 comuni su 378
“I Comuni – sottolinea il Ministero dell’Interno – saranno dotati di un’infrastruttura costituita da postazioni di lavoro informatiche (corredate di personal computer, stampante multifunzione, scanner di impronta, lettore di codice a barre, lettore di smart card), attraverso le quali potranno collegarsi al Portale del Ministero dell’Interno, CIEOnline, per acquisire tutti i dati del cittadino e, tramite un canale sicuro, inviarli, per la certificazione, al Centro nazionale dei servizi demografici (CNSD) ubicato presso questo Ministero, che a sua volta li trasmetterà all’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato per la produzione, personalizzazione, stampa e consegna del documento elettronico all’indirizzo indicato dal titolare”.

Nella circolare c’è l’elenco dei comuni – regione per regione – con le date previste di installazione delle postazioni di lavoro e di avvio dei corsi di formazione per il personale. In questo modo ogni cittadino potrà “tracciare” il comportamento degli amministratori pubblici e il rispetto dei tempi prefissati.

Tra le città più “virtuose” c’è Bari, che ha attivato ben 11 postazioni di rilascio in altrettanti quartieri. In una settimana sono state rilasciate ben 333 carte d’identità elettroniche, 210 delle quali dopo prenotazione online sul sito del Ministero, come ci ha confermato l’assessore comunale all’innovazione tecnologica e servizi demografici, Angelo Tomasicchio.

Come si fa ad avere la CIE 3.0?
Si deve andare sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno e verificare se il proprio comune ha già attivato l’emissione. In caso negativo ci si può registrare per ricevere una mail ed essere avvertiti dell’attivazione del servizio. In caso positivo, si può prenotare un appuntamento presso lo sportello comunale. All’incontro si dovrà andare con fototessera (cartacea o digitale su penna USB), codice fiscale o tessera sanitaria e documento di identità.

L’operatore chiederà se volete esprimere o meno il consenso alla donazione degli organi in caso di morte e registrerà sullo scanner le impronte dell’indice destro e sinistro. Quindi si dovranno pagare 22 euro. Tutti i dati verranno inviati al Viminale e alla Zecca di Stato ed entro 6 giorni si riceverà la CIE a casa. La durata del documento è di 10 anni per i maggiorenni, 5 anni per i minorenni tra 3 e 18 anni, 3 anni per i bambini fino a 3 anni.

La CIE 3.0 – molto difficile da falsificare, contiene anche il codice fiscale e sostituirà del tutto il vecchio documento in cartoncino. Potrà essere usata anche per richiedere un’identità digitale sul sistema SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Tale identità, utilizzata assieme alla CIE, garantisce l’accesso ai servizi online erogati dalle pubbliche amministrazioni.

(fonte tomshw.it)



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