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Bollini farmaceutici ‘taroccati’: denunciati i vertici dell’Istituto poligrafico dello Stato

Roma. Milioni di confezioni di farmaci con bollini illegali, non sicuri, invadono il mercato nazionale. Un mare magnum impossibile da fermare se non con un sequestro che blocchi l’intero sistema sanitario nazionale. Una filiera ‘taroccata’ quella dei bollini farmaceutici non a norma stampati dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato e immessi sul mercato dalle case farmaceutiche ‘consapevoli e complici’. E’ ad un punto di svolta l’indagine dei carabinieri del Nas di Salerno, guidati dal maggiore Vincenzo Ferrara. E la svolta è clamorosa. Arriva la denuncia ai vertici dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato per falso e reati satelliti. Denuncia che porterà all’iscrizione nel registro degli indagati. Tremano in quattro, ma la lista è destinata ad allungarsi, immancabilmente. L’inchiesta della Procura di Salerno, coordinata dal sostituto procuratore Gianpaolo Nuzzo, fa tremare i polsi e soprattutto fa crollare un sistema che doveva garantire la sicurezza e la salute dei cittadini invece è ‘taroccato’ alla fonte, con gravi pregiudizi per la salute pubblica. Rischiano guai giudiziari tutti i responsabili della filiera di immissione dei farmaci nel circuito nazionale, a cominciare dai produttori delle case farmaceutiche.
Dirompenti i controlli del mese scorso negli stabilimenti dell’Istituto poligrafico dello Stato delle sedi di Roma e Foggia dove si producono i caducei da applicare sulle confezioni di farmaci. Le prove della ‘cancellabilità’ dei bollini, della mancanza dei requisiti di sicurezza, hanno fatto crollare un castello dalle fondamenta fragili ma sul quale si basa l’intero sistema sanitario nazionale. Il fascicolo è il 1491/17 quello della Procura di Salerno. La denuncia degli inquirenti ha riguardato i vertici dell’Istituto, in primis l’amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Paolo Aielli. Aielli nominato nel 2014 dopo una lunga esperienza nel gruppo I.R.I. e in società di Finmeccanica, è stato capo dell’Ufficio Speciale per la ricostruzione de L’Aquila, ed è il primo responsabile della filiera per la produzione delle ‘carte valori’. Seguono nella lista il direttore generale dell’Istituto Ivo Planeta, ingegnere meccanico e manager di provata esperienza; il direttore del settore ‘Carte valori’ Simone Odero e il direttore dello stabilimento di Foggia, Alberto Mormile.
Tra i reati contestati quello di falso per aver prodotto e immesso sul mercato bollini privi di sicurezza e cancellabili attraverso il sistema di stampa, gestito in regime di monopolio dall’Istituto.Ma la responsabilità di quanto sta accadendo, secondo gli inquirenti, è di tutta la filiera. Quindi, oltre ad individuare responsabilità all’interno dell’Istituto che produce le ‘carte valori’, gli accertamenti sono volti ad individuare chiunque immetta i caducei ‘non conformi’ sul mercato, quindi case farmaceutiche, distributori e finanche rivenditori e farmacisti.
L’inchiesta, partita con una denuncia presentata dall’avvocato Antonio Sarno per conto di un suo cliente, si arricchisce con altri esposti. A promuoverli ancora una volta il legale nocerino che, nei giorni scorsi, ha raccolto e presentato la denuncia di un cittadino che ha acquistato dei farmaci di uso comune in una farmacia di Angri. Anche in questo caso, bollini ‘cancellabili’, caducei privi dei requisiti di sicurezza e dunque preoccupazione per la bontà delle medicine acquistate. Il sistema è più che vulnerabile. Fa acqua da tutte le parti. La stampa dell’Istituto poligrafico dello Stato è ‘fallibile’ e mette in pericolo l’intera filiera. Nonostante, nei mesi scorsi, ci sono state comunicazioni ufficiali tra Ipzs e case farmaceutiche sugli errori di stampa, i macchinari di stampa non sono stati adeguati. Mail concitate tra i responsabili della produzione e le case farmaceutiche, divulgate in forma anonima e arrivate allo studio legale Sarno, dimostrano che i responsabili hanno consapevolezza che il sistema di produzione non è a norma. Ma l’Istituto non riesce, da mesi, a mettere una toppa alle falle. Non riesce a trovare il sistema di stampa che rispetti i requisiti di sicurezza: in primis l’indelebilità dei bollini.
Una produzione ‘taroccata’ alla fonte non può che ripercuotersi sulle case farmaceutiche ‘il braccio’ della filiera. Produttori nazionali e internazionali come Glaxosmithkline, Montefarmaco, Procter&gamble, Sanofi, ed altre sono consapevoli di quanto sta accadendo. Lo dimostrerebbero proprio quelle mail al vaglio degli inquirenti. E questa consapevolezza include, per gli investigatori, la ‘complicità’.
L’avvocato Antonio Sarno per conto dei suoi clienti ha ‘avvisato’ alcuni produttori di farmaci della mancanza dei requisiti dei bollini di qualità, mancanza di sicurezza, testimoniata anche dai numerosi sequestri del Nas di Salerno effettuati – negli ultimi mesi – presso farmacie e depositi. Se i problemi non verranno risolti si preannuncia una class action nei confronti non solo dell’istituto Poligrafico dello Stato ma anche dei produttori per possibili danni alla salute dei cittadini. Crolla con questa inchiesta il castello dei bollini farmaceutici e delle ‘carte valori’ che al pari delle marche da bollo dovrebbero garantire sicurezza e legalità. Ma i castelli di carta, si sa, vengono spazzati via da una folata di vento. In questo caso da uno spruzzo di inchiostro.

Rosaria Federico
(nella foto l’amministratore delegato di Ipzs Paolo Aielli)




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