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Appalti milionari per produrre bollini farmaceutici illegali: i sospetti sulle gare d’appalto per l’acquisto di macchine e aggiornamenti

Roma. Soldi. Tanti soldi. Un appalto milionario per un giorno di lavoro e … bollini farmaceutici senza i requisiti di sicurezza. Se fossero solo sospetti sarebbe già grave, ma quello che è scritto in documenti ufficiali dell’Istituto Poligrafico dello Stato e che è stato trasfuso in un esposto, presentato dall’avvocato Antonio Sarno ai carabinieri del Nas di Salerno – se non avesse una spiegazione logica – si configurerebbe già come un raggiro nel raggiro. E degno di essere verificato dagli inquirenti e dalla magistratura.

La storia dei bollini farmaceutici senza i requisiti di sicurezza e  cancellabili sulla quale più volte nei mesi scorsi si è appuntata l’attenzione dei carabinieri del Nas di Salerno con sequestri e perquisizione potrebbe arricchirsi di un nuovo capitolo, forse più dirompente, che cancella la ‘buona fede’ dell’Istituto e l’impreparazione tecnica nella stampa delle carte valori obbligatorie sui farmaci distribuiti dal servizio sanitario nazionale. Alla base dell’internalizzazione del servizio di stampa, come era giusto che fosse, c’è un appalto per l’acquisto del macchinario, utilizzato per la stampa dei codici che dovrebbero essere indelebili, sui bollini. E fin qui, nessuna stranezza.

Ma quello che è scritto nell’esposto è ben altro che la ricostruzione di un appalto.

E’ la gestione illegale di un appalto, anzi due. Lo scrive a chiare lettere, l’avvocato Sarno a nome del suo cliente che per primo, diversi mesi fa presentò una denuncia alla magistratura. “Ho ricevuto da un anonimo documenti che documentano la gestione illegale degli appalti – scrive l’avvocato – e l’incapacità del Poligrafico a stampare bollini farmceutici con numeri indelebili e caducei come prescrive la legge”.

I documenti oggetto dell’esposto sono quelli relativi ad una gara d’appalto per l’acquisto di due macchine per la stampa dei bollini e i relativi pagamenti della fornitura, oltre alla corrispondenza tra la ditta ‘D. G. Italia srl’ che ha fornito i macchinari e l’Istituto per il pagamento di una fattura. Le due macchine acquistate per la stampa sono costate 1.205.360 euro. Gara d’appalto espletata nel 2015 e vinta dalla D. G. Italia. Fin qui tutto normale. Ma quello che è strano è che nell’ottobre di quell’anno il Poligrafico paga il 30% dell’importo pattuito per la fornitura, nonostante le macchine non avessero superato le verifiche tecniche e il collaudo. Quel pagamento era vincolato – secondo il capitolato d’appalto – proprio al superamento dello scoglio ‘collaudo’. Troppa fretta di internalizzare il servizio da parte dell’Istituto? Forse. La ‘scottante verità’ è che l’Istituto paga la fattura del 30% dell’appalto a ottobre di quell’anno, mentre pochi giorni prima – a settembre – quei macchinari non avevano superato la prova collaudo. Quella prova ‘collaudo’ verrà superata solo a novembre del 2015 pena esclusione e perdita dell’appalto, per il quale nell’agosto precedente aveva emesso una fattura per l’intero della fornitura. Cioè la D. G. Italia chiedeva di farsi pagare senza che avesse prima dimostrato di aver rispettato i termini dell’accordo.

Ma se questa rappresenta una stranezza molto prossima al sospetto tanto da spingere, l’avvocato Sarno, a produrre un nuovo esposto, c’è un altro appalto degno di attenzione.

E’ in effetti una procedura negoziata per l’importo di 829. 982,95 euro aggiudicata alla ‘Graphi Mecc Group srl’ per un ‘upgrade tecnologico’ sulle 9 linee per la stampa dei bollini farmaceutici. Cioè il Poligrafico, a febbraio del 2016, vuole aggiornare le nove macchine acquistate solo pochi mesi prima. E qui arriva la famosa ‘upgrade tecnologica’ da oltre ottocentomila euro acquistata due mesi dopo i macchinari. Il documento di aggiudicazione affidamento e inizio dei lavori ha un unica data l’11 febbraio 2016. Cioè, l’Istituto – in un solo giorno – ha scelto l’azienda, ha aggiudicato la procedura negoziata e ha ottenuto anche il lavoro richiesto. Ma non solo quel famoso 11 febbraio i lavori di aggiornamenti sono anche terminati e consegnati. Ma così rapida fu una cosa italiana.

Il risultato di tutto questo? Uno. Per il momento. L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato produce bollini farmaceutici-carte valori ‘cancellabili’ e senza i requisiti di sicurezza.

La richiesta ad indagare è legittima. E il nuovo capitolo è approdato sulla scrivania del pm delle Procure di Salerno e di Nocera Inferiore.

Rosaria Federico




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