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Come giocavano d’azzardo nell’antichità a Pompei

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Fin dall’antichità il gioco ha fatto parte della storia dell’uomo, a partire da tutte le età. Nel mondo antico, in modo particolare, il gioco aveva una certa notorietà e, possiamo dire, quasi un posto d’onore. Il ritrovamento archeologico più antico, ad oggi, è databile al 7000 a.C. Si tratta di alcune sfere in pietra che dovevano essere le antenate delle attuali bocce. Ritrovamenti simili sono stati scoperti anche in alcune tombe in Egitto.

Tra popolazioni antiche più accanite nel gioco d’azzardo, troviamo i romani. E a dimostrazione del loro amore per il gioco una famosa legge, la lex alearia. Questa legge, che risaliva all’età repubblicana, cercò di limitare, senza riuscirci, la diffusione dei giochi ritenuti proibiti nell’antichità, che si praticavano spesso nei banchetti, tra cui i giochi da tavolo, detti tabulae lusoriae. Un posto d’onore nel cuore dei romani, era ricoperto dal gioco dei dadi, consentito però solo nei Saturnalia. Tra i giocatori, i più accaniti vi erano anche, e soprattutto, gli imperatori, tra i quali spicca Augusto, ricordato così da Svetonio «[…] In nessun modo [Augusto] ebbe paura per la sua reputazione riguardo al gioco, e continuò a giocare semplicemente e pubblicamente, perché si divertiva anche quando era vecchio […]».

Tra le città romane antiche famose per il gioco d’azzardo, un posto d’onore lo copre Pompei, che con l’eruzione del 79 d.C. è riuscita a restituirci un’istantanea esatta della situazione dell’epoca, tra cui usanze e tradizione ancora oggi presenti. Gran parte dei giochi arrivati sino a noi, non sono poi molto differenti rispetto a quelli praticati nella Roma imperiale, di cui Pompei fu colonia sino al 80 a.C. Il fenomeno del gioco era talmente sentito che i Cesari non avevano abrogato il proibizionismo dei giochi d’azzardo risalente all’età repubblicana, fatta eccezione appunto per i Saturnali. Le regole erano particolarmente severe, e tutti coloro beccati a trasgredire, erano costretti a pagare un’ammenda che ammontava al quadruplo della posta in gioco. Ma, come spesso accade quando si applica un proibizionismo severo, si ottenne l’effetto opposto. Per questo, in tutta la città, era possibile imbattersi in locande (dette cauponae), il cui retrobottega era il centro di vere e proprie bische clandestine, nelle quali si giocava in ogni momento, e non solo durante i Saturnali. I giochi più comuni all’epoca erano i dadi, gli astragali e le scommesse. Infatti, i romani erano soliti scommettere sul risultato di tantissime azioni, anche quotidiane, così come sul risultato dei giochi o delle azioni politiche.

A testimonianza di questa passione per il gioco, da Pompei sono giunte sino a noi diverse raffigurazioni, tra cui quella riprodotta nel locale della Regio VI, Insula 10, civico 1 in Via Mercurio, che mostra un’animata partita a dadi in due uomini, seduti ad un tavolo rotonda, su cui è appoggiata una tavola lusoria rettangolare, sono intenti giocata tra salsicce, cipolle e vino, mentre due avventori li osservano.

L’usanza di queste locande come luoghi di gioco è inoltre testimoniata da un ritrovamento archeologico interessante. Si tratta di un menù, che oltre a darci uno spaccato della vita quotidiana dell’epoca, è particolarmente affascinante perché fu inciso sopra una tabula lusoria in marmo, le cui parole probabilmente erano, se combinate tra loro, utili al gioco dei dodici segni.

Non è da escludere inoltre che esistessero, anche all’epoca, delle vere e proprie sale da gioco come quello presente alla Casa di Laocoonte, sempre a Pompei, la cui targhetta ritrovata nel cortile interno ha permesso di identificarla come una taberna lusoria aleariorum. Anche all’epoca si può dire che ci fosse una grande possibilità di scelta, così come oggi. I tempi cambiano, così come le modalità, ma la passione per il gioco non svanisce, ma piuttosto si aggiorna. Da qualche anno è infatti sbarcata sul digitale, e grazie alle nuove tecnologie offre modalità di gioco che non hanno nulla da invidiare a quelle fisiche. I giocatori possono infatti divertirsi in tantissime modalità di gioco, come per esempio con le video slot online, che attraverso un generatori di codici RNG garantiscono sempre numeri casuali, in cui non è possibile creare uno schema di gioco. La grafica accattivante e le animazioni sempre aggiornate, fanno di queste slot dei veri e propri gameplay con diverse modalità di vincita e divertimento. Oltre a diverse modalità di gioco, sono inoltre presenti guide utili al riconoscimento delle migliori slot video online, delle modalità di gioco, dei bonus inclusi e delle procedure di pagamento.

 

Redazione Cronache
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