Ecco come si riscuotono i 209 milioni di euro vinti al Superenalotto

La procedura è semplice, ma è un momento così emotivamente carico da diventare quasi un rituale. Ci passa chiunque realizzi il ‘6’ al Superenalotto, l’affronterà anche l’autore della sestina vincente che ieri ha portato a Lodi il Jackpot da record da 209 milioni. Il regolamento del gioco prevede che per riscuotere la vincita il giocatore debba presentarsi entro 90 giorni in uno degli Uffici Premi di Sisal (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13), in via Tocqueville 13 a Milano o in viale Sacco e Vanzetti 89 a Roma. Pochissimo il materiale richiesto per partecipare al ‘rituale’: un documento di identità, un iban, il codice fiscale e ovviamente la schedina vincente. Il primo passo è quello più facile, al banco dove Sisal accoglie i vincitori ed esegue una prima verifica su schedina e giocatore. Terminata la fase uno – riporta Agipronews – il giocatore (insieme ad eventuali accompagnatori) viene fatto accomodare in un salotto apposito, prima di incontrare il responsabile dell’Ufficio Premi. È qui, durante un attesa presumibilmente non lunga, che si prende davvero coscienza del momento topico, minuti cruciali che segneranno per sempre il confine tra il ‘prima’ e il ‘dopo’. La tensione si scioglierà poco dopo, quando il responsabile dell’Ufficio Premi firmerà gli incartamenti che ufficializzeranno la consegna del premio milionario al giocatore. Da questo momento in poi il rituale si libera della sua veste burocratica per regalare un momento di festa al vincitore. Pasticcini e caffè aprono l’ultima fase della procedura, mentre il giocatore può scegliere di raccontare la sua storia (decidendo eventualmente se rivelare anche il suo vero nome), o di lasciarsi andare alle emozioni. In ogni caso, dicono da Sisal, nessuno di quelli arrivati in passato ha mai dichiarato di voler cambiare completamente vita: in attesa di metabolizzare meglio il colpo grosso (e magari riflettere a mente lucida su come gestire la vincita), finora tutti hanno completato il rituale tornando a casa da persone ‘normali’, come prima di giocare la magica schedina.

La Redazione
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