Napoli. Tutti assolti gli imprenditori e i che hanno scelto il rito abbreviato coinvolti in un’inchiesta della Dda per intestazioni fittizie e riciclaggio per conto di esponenti del . Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Ferrigno del Tribunale di Napoli che ha assolto imprenditori e noti accusati di avere agevolato, mediante l’intestazione di quote societarie, Carlo Simeoli – genero di Angelo Simeoli, considerato referente di spicco delle famiglie malavitose Nuvoletta-Polverino – che sarebbe stato il dominus occulto delle imprese finite sotto i riflettori della procura. Tra gli assolti c’è l’imprenditore , che è stato socio di riferimento del gruppo imprenditoriale che aveva in gestione il marchio di ristorazione ‘Rosso Pomodoro’. Imperatrice rispondeva sia di concorso esterno in associazione mafiosa che di riciclaggio di denaro sporco. dalle accuse più gravi anche per il commercialista – consulente finanziario di Fabio Cannavaro -, che però è stato condannato ad un anno e otto mesi per reimpiego di capitali ma senza alcuna aggravante. L’inchiesta culminata in nove arresti nel settembre del 2016 delineava uno scenario in cui gli indagati effettuavano operazioni immobiliari e finanziarie per conto del clan Polverino. Tra le operazioni finite sotto la lente degli inquirenti, anche la costruzione di un centro sportivo del valore di 10 milioni di euro nel quartiere Vomero di Napoli, e quella di un centro commerciale a Zumpano, in provincia di Cosenza, con annesso cinema multisala: attività svolte con l’obiettivo di riciclare i proventi illeciti accumulati dell’organizzazione criminale. 



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