Così i Casalesi, cercavano di fare ‘il ‘miracolo’ di ripulire 20 miliardi di lire. I NOMI DEGLI ARRESTATI. IL VIDEO

Stavano per ‘ripulire’ i soldi sporchi dei casalesi: 20 miliardi di lire, rimasti nascosti per anni si stavano trasformando in euro attraverso banche svizzere. Lo hanno scoperto i finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma e del Secondo Gruppo di Napoli che, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, hanno eseguito quattro misure cautelari (tre arresti in carcere e uno ai domiciliari) e sequestrato, nel corso dell’attività investigativa, oltre un miliardo e 100 milioni di vecchie lire. I destinatari dei provvedimenti restrittivi sono Antonio Schiavone, Giovanni Elia, Fulvio Cianciaruso e Gaetano Mungiguerra (quest’ultimo ritenuto legato alla mafia casalese), cui viene contestato il reato di tentato riciclaggio. L’operazione, denominata “Miracolo”, ha riservato delle sorprese durante le indagini, sulle quali sono in corso ulteriori approfondimenti. La prima riguarda l’intercettazione di una conversazione in cui gli indagati fanno chiaro riferimento a un’ingente somma – ben 20 miliardi di vecchie lire, in sostanza dei “fondi neri” – da convertire in euro. Sempre dalle indagini è anche emerso che le lire “sporche” stavano per essere portate in Svizzera: in una banca elvetica, infatti, sarebbe dovuta avvenire la ‘conversione’ finale tra vecchia e nuova valuta. E anche su questo sono in corso ulteriori accertamenti. I quattro, che acquistavano le lire, avevano anche stilato un tariffario: una somma oscillante tra i 35 e i 42 euro a fronte di 200mila lire. Agli intermediari, invece, andava una commissione del 2%. Inoltre, per dare una parvenza di legalità, gli indagati predisponevano false documentazioni che giustificavano la riconversione delle valute, sfruttando presunte complicità nelle filiali bancarie italiane ed estere. Il meccanismo sfruttava una finestra di circa tre mesi aperta dalla Banca d’Italia: grazie a questa possibilità, malgrado la scadenza della riconversione fosse stata fissata il 28 febbraio 2012, le lire potevano essere convertite in euro a chiunque fosse stato in grado di dimostrare di avere presentato una domanda tra il novembre 2011 e il febbraio 2012. Tra la documentazione falsa allegata alla riconversione sono stati trovati anche documenti attestanti la compravendita di valuta storica.

La Redazione
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