Roma. Giudici corrotti e processi aggiustati: bisognerà attendere lunedì per conoscere l’esito della decisione del Riesame del Tribunale di Roma che si è discusso stamane per alcuni dei 27 destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari per corruzione. La posizione di Antonio Iannello – l’avvocato di Scafati, giudice di pace di Torre Annunziata, che convocava nel suo studio consulenti tecnici e avvocati per farsi consegnare mazzette e aggiustare processi in corso – verrà discussa nei prossimi giorni.
Stamane, I legali dei coindagati – Ctu, avvocati, carabinieri (questi ultimi accusati di favoreggiamento e violazione del segreto istruttorio) – hanno sollevato numerose eccezioni, in particolare hanno sostenuto incompetenza territoriale del Tribunale di Roma che ha emesso l’ordinanza per la presenza del giudice di Pace come principale indagato. Il reato principale ‘la corruzione’ è stato commesso nello studio del giudice di Pace Iannello nel territorio di Scafati, quindi la competenza potrebbe radicarsi al tribunale di Napoli competente a decidere sui togati del distretto di Salerno, si discute – inoltre – anche se Iannello abbia agito nelle sue funzioni di giudice, oppure da privato-avvocato.
Il collegio difensivo ha anche sollevato eccezioni sulle esigenze cautelari e sulla proporzionalità della misura cautelare, tutti in carcere, tranne i cinque finiti agli arresti domiciliari: i due carabinieri Antonio Cascone e Gennaro Amarante e Carmela Coppola, Paolo Formicola, Rosaria Giorgio.
Tra le eccezioni sollevate dai difensori anche quella della derubricazione del reato da corruzione a concussione indotta. Secondo la tesi, avvocati e consulenti tecnici sarebbero stati costretti a pagare mazzette a Iannello.
Oltre due ore di discussione da parte degli avvocati dl collegio difensivo che ora dovranno attendere lunedì prossimo per conoscere la decisione dei giudici del Tribunale del Riesame che dovranno decidere se lasciare inalterate le misure cautelari applicate dal Gip del Tribunale di Roma Costantino De Robbio o alleviare la posizione degli indagati.
Nel blitz della guardia di finanza di fine settembre scorso sono finiti in carcere: Antonio Iannello, Francesco Afeltra, Nicola Basile, Luigi Coppola, Eduardo Cuomo, Fabio Donnarumma, Vincenzo Elefante, Liberato Esposito, Ciro Guida, Aniello Guarnaccia, Dario Luzzetti, Rodolfo Ostrifate, Raffaele Ranieri, Enrico Tramontano Guerritore, Guido e Ivo Varcaccio Garofalo, Salvatore Verde e Marco Vollono.

Rosaria Federico

Redazione
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