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Cronaca Giudiziaria

Guarente trasferito nel carcere di Poggioreale

Redazione Cronache della Campania

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Ciro Guarente è stato trasferito nel carcere di Poggioreale. Lo spietato assassino di Enzo Ruggiero è stato rinchiuso nel padiglione riservato a persone non eterosessuali. Una decisione presa dal Dap a tutela del detenuto dopo che le sue inclinazioni sessuali sono diventate di pubblico dominio. Nello stesso carcere si trovano rinchiusi anche il padre del ragazzo ucciso barbaramente da Ciro Guarente e Francesco De Turris, il complice di Ponticelli arrestato tre giorni fa e che aveva fornito la pistola al dipendente della Marina Militare.

Le indagini dei carabinieri del Reparto territoriale di Aversa, diretti dal maggiore Antonio Forte e dal tenente Flavio Annunziata e, coordinati dalla procura di Napoli Nord guidata da Francesco Greco, continuano nonostante il periodo festivo. Si cerca il terzo complice ovvero la persona che avrebbe aiutato Guarente a martoriare  e a sotterrare il corpo dello sfortunato Enzo Ruggiero nel garage dell’orrore di Ponticelli. Nei prossimi giorni ci saranno altri esami tecnici e sopralluoghi nei luoghi interessati dalla macabra vicenda. Gli investigatori stanno cercando di chiudere il cerchio e chiedere il giudizio immediato per lo spietato assassino Ciro Guarente e i suoi complici.

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Cronaca Giudiziaria

Camorra, processo al clan Contini: chiesti 7 secoli di carcere

Redazione Cronache della Campania

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Piu’ che un clan e’ una holding del crimine che per anni ha gestito gli affari criminali non solo nei quartieri a ridosso dell’aeroporto di Napoli, ma anche in quelli limitrofi, grazie ad una fitta rete di alleanze.
E’ il clan Contini e per alcuni suoi esponenti i pm della Dda di Napoli hanno chiesto oltre sette secoli di carcere, distribuiti su novanta imputati accusati non solo di associazione a delinquere di stampo camorristico, ma anche di riciclaggio. L’inchiesta da cui prende vita il processo ha infatti portato a scoprire tutti i canali che il clan usava per poter reinvestire, ripulendoli, i milioni di euro provenienti dai traffici di droga.
I maggiori investimenti erano stati fatti a Roma e a Viareggio. Le richieste di condanna oscillano dai 30 anni per Ciro Di Carluccio, esponente di punta della cosca , ai 24 anni per Rita Aieta, moglie del boss Eduardo Contini detto ‘il romano’, per la sua spiccata capacita’ di fare affari nella capitale.
Tra gli imputati anche Ettore Bosti detto ‘il rosso’, figlio del capoclan Patrizio, che rischia una condanna a 24 anni di reclusione. Stessa pena chiesta anche per Antonio Righi, uno dei presunti “colletti bianchi” del clan. Il giudice della prima sezione penale del Tribunale di Napoli ha stabilito che ci saranno almeno dieci udienze destinate alla discussione degli avvocati difensori. La sentenza dovrebbe essere pronunciata entro fine anno.

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Cronaca Giudiziaria

Camorra, la Procura: ”Antonio Lo Russo non è stato scarcerato”

Redazione Cronache della Campania

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“Sono destituite di ogni fondamento le notizie, diffuse da organi di informazione, secondo le quali Antonio Lo Russo, già capo dell’omonimo clan camorristico e attualmente collaboratore di giustizia, sarebbe stato scarcerato”. E’ quanto si legge in una nota della Procura di Napoli.
“Antonio Lo Russo si trova ristretto in istituto penitenziario in esecuzione di condanna definitiva alla pena di 18 anni di reclusione – si legge – , nonchè di ordinanza di custodia cautelare per il delitto di organizzazione di associazione criminosa di tipo mafioso”.

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Cronaca Giudiziaria

Carabinieri infedeli al servizio del boss: tutti a processo

Redazione Cronache della Campania

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Sono stati tutti rinviati a giudizio i carabinieri “infedeli” in servizio alla compagna di Torre Annunziata accusati di aver favorito il boss di Boscoreale, Franco Casillo ‘a Vurzella.
Il pm Raffaello Falcone della Dda  di Napoli ha ottenuto il rinvio  giudizio dell’ex comandante Pasquale Sario, oggi tenente colonnello, del carabiniere Sandro Acunzo,(detto Mazinga) e già condannato poche settimane fa per la detenzione illegale di un proiettile durante la perquisizione che ha preceduto un anno fa il suo arresto, nonché l’altro carabinieri Gaetano Desiderio, all’epoca dei fatti tutti in servizio a Torre Annunziata, insieme ad Orazio Bafumi (anche lui accusato di narcotraffico, braccio detsro del boss Casillo), Luigi Izzo e Aniello Casillo, fratello del boss Franco “’a vurzella”.
I 6 saranno alla sbarra il prossimo mese di dicembre, quando è fissata la prima udienza. Secondo l’Antimafia i  carabinieri infedeli avrebbero favorito il traffico di droga al Piano Napoli di Boscoreale, in cambio di regali e soffiate, smistando addirittura carichi di stupefacenti nelle mani del boss o effettuando arresti “pilotati” contro i suoi rivali.
Hanno scelto di essere processati con rito abbreviato, sperando dunque in uno sconto di pena, il boss Franco Casillo, il suo avvocato Giovanni De Caprio, e gli altri carabinieri (alcuni dei quali in pensione) Francesco Vecchio, Antonio Formicola, Antonio Santaniello, Franco De Lisio, Catello Di Maio, Antonio Paragallo e Santo Scuderi.
Tutti accusati di aver favorito, il super boss del Piano Napoli di via Passanti Scafati, che gestiva la “Scampia del Vesuviano” con lo spaccio di droga H24 e introiti milionari.

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