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Politica

Napoli, il procuratore generale Riello: “Corruzione? Serve una rivoluzione culturale della politica”

Redazione Cronache della Campania

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“Serve una rivoluzione anche culturale della politica. Deve rivedere dei sistemi che sono induttivi della corruzione”. A lanciare l’allarme e’ Luigi Riello, Procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli, intervenuto al seminario “La prevenzione ed il contrasto alla corruzione e la nuova disciplina degli appalti pubblici” nella sede del Comando provinciale della Guardia di finanza di Napoli. L’appello di Riello e’ stato colto anche da Raffaele Cantone, presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione che ha illustrato il ruolo dell’Anac nella prevenzione della corruzione e nel nuovo codice degli appalti, sottolineando come il fenomeno non possa essere contrastato “esclusivamente dalla magistratura”. Nei Paesi in cui “la corruzione e’ bassissima – ha ricordato Cantone – non ci sono norme draconiane ma norme che consentono davvero ai cittadini di svolgere il potere di controllo attraverso la trasparenza. Quando chiediamo di rendere pubblico alle amministrazioni cio’ che fanno, gli enti non sono per nulla entusiaste. Il Foia, strumento che funziona in Inghilterra da almeno 20 anni, e’ entrato in vigore dopo 4 anni di vacatio legis, dando il tempo e l’occasione alle amministrazioni di organizzarsi”. Nel nostro sistema “il decreto 33 – ha aggiunto Cantone – e’ entrato in vigore dopo 15 giorni, il 97 dopo 6 mesi ma nessuno ha fatto nulla per organizzarsi. Dovremmo spiegare alle amministrazioni che quelli non sono adempimenti burocratici ma atti che vanno nell’interesse dei cittadini e delle amministrazioni che fanno comunicazioni istituzionale. Un sindaco, che rende noto cio’ che fa attraverso il sito Amministrazione Trasparente, potrebbe fare continuamente campagna elettorale”. Il principale generatore di corruzione, per il numero uno dell’Anac “e’ la sfiducia – ha sottolineato -, un segnale negativissimo che se si riesce a invertire ha effetti positivi sul piano della corruzione”. Anche Gennaro Vecchione, Comandante delle Unita’ Speciali della Guardia di finanza, ha ribadito la necessita’ di una sinergia per contrastare il fenomeno della corruzione “ma in Italia si sta lavorando. E’ un paradosso – ha detto – ma il fatto stesso che sia l’Anticorruzione che la magistratura che le forze di polizia facciano la propria parte, aumenta il grado di percezione della corruzione. Non bisogna negare i problemi che ha il nostro Paese ma anche sottolineare questo sforzo comune”. 

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Politica

Questione banche: Renzi nega scheletri

Antonio Esposito

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“Non abbiamo nessuno scheletro nell’armadio. Siamo i primi a essere interessati al fatto che la Commissione sulle banche lavori e faccia chiarezza”. Lo ha detto il leader del Pd, Matteo Renzi, in collegamento con Otto e Mezzo su La7.

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Politica

Arzano, Cemento&Camorra: il sentore Pepe chiede l’invio della commissione di accesso al Comune

Redazione Cronache della Campania

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Arzano. Cemento & camorra: Chiesto l’invio della commissione d’Accesso al Comune di Arzano. Mancati controlli, e sospette speculazioni di colletti bianchi. Nella seduta n. 903 del 19/10/2017, il senatore Bartolomeo Pepe, ha presentato un nuovo atto di sindacato Ispettivo (4-08284) indirizzato ai Ministri dell’interno e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Nella sua richiesta il senatore afferma:”Premesso che secondo quanto risulta all’interrogante: in data 5 luglio 2017 veniva presentata l’interrogazione a risposta scritta 4-07756, nella quale si evidenziava il possibile condizionamento dei clan locali e colletti bianchi sulle ultime elezioni comunali. Situazione tanto compromessa, che il sindaco neo eletto di Arzano (Napoli), Fiorella Esposito, è stata audita dinanzi alla Commissione Antimafia, in data 26 luglio 2017; in data 2 agosto 2017, un consigliere di maggioranza si sarebbe recato, secondo quanto risulta all’interrogante, presso una mega struttura in fase di costruzione in via Sette Re, per firmare, quale delegato dell’avvocato romano della società immobiliare Arzano, unitamente ai vigili urbani e all’ufficio tecnico del Comune, il dissequestro penale della struttura, che aveva discutibilmente ottenuto, a seguito di sopralluogo dalla Polizia locale, il solo sequestro preventivo per un piccolo abuso edilizio; considerato che: appare strano.
Tuttavia, ad avviso dell’interrogante che in nessun atto emergano indagini degli organi preposti in merito alla legittimità della concessione ritenuta dalla commissione d’accesso, uno dei motivi determinanti dello scioglimento per camorra.
Infatti, nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale nr. 115 del 20 maggio 2015, veniva evidenziato che: “Ulteriore elemento di concretezza evidenziato dalla commissione d’accesso riguarda la vicenda del frazionamento di un’area di proprietà del gruppo immobiliare Arzano, riconducibile allo stretto collaboratore del sindaco (R. S.), di cui si è già riferito, il quale per altro risulta, secondo quanto emerge dalla relazione prefettizia, in stabili contatti con ambienti legati alla criminalità organizzata e in particolare al clan egemone.
Attraverso il frazionamento del terreno in lotti e la cessione di quote societarie tra aziende collegate, è stata inequivocabilmente realizzata una lottizzazione abusiva cartolare, tollerata dall’amministrazione comunale che, ancora una volta, non ha disposto i dovuti controlli finalizzati all’adozione dei provvedimenti di demolizione”.
Ancor più grave la circostanza che la stessa società abbia ottenuto un’autorizzazione per lo svolgimento di attività’ commerciale (SUAP), prima di quella edilizia, e quindi in assenza dei presupposti di legge; una situazione che risulterebbe talmente compromessa, da registrare, secondo quanto risulta all’interrogante, l’ingresso in amministrazione di soggetti facenti capo a grossi gruppi politici-imprenditoriali del territorio.
La stessa commissione d’accesso, nella sua relazione finale che decretò lo scioglimento nel 2015, aveva rilevato che l’imponente cementificazione in violazione delle normative e dei regolamenti vigenti, aveva arrecato gravi danni al territorio, alla convivenza civile e al concetto stessa di legalità, determinando un fenomeno complessivo di devastazione ambientale mista a inefficienza e corruzione; in tale ottica appare doveroso a giudizio dell’interrogante segnalare la nomina dell’assessore all’Urbanistica, Alessandro Visalli, e l’elezione a presidente della stessa commissione urbanistica, del consigliere, nonché architetto, Pasquale D’Alisa.
Entrambi indicati dal gruppo consiliare di ABC, gruppo consiliare che avrebbe determinato anche la scelta del nuovo capo settore esterno all’urbanistica, Antonio Risi; significativa, appare, secondo l’interrogante, la rimozione, cosi come evidenziato da articoli di stampa, a seguito di decreto del sindaco Fiorella Esposito, del capo settore dell’ufficio urbanistica Gennaro D’Auria, che con le sue denunce nel 2016 aveva decretato l’arresto di alcuni vigili urbani e posto un argine concreto alle tante speculazioni edilizie. Denunce tanto forti da finire vittima di un agguato di stampo mafioso fin sotto la casa comunale.
Difatti, l’ente, pur disponendo di figure in sostituzione di D’Auria, ha proceduto alla nomina di un tecnico esterno; alla luce dei fatti emersi ed alle presunte ingerenze di cordate di imprenditori che starebbero ponendo in essere alcune riconversioni di aree in via Sensale e via Colombo, e la riconversione di una fabbrica denominata ex Campanile, e alcuni capannoni dismessi in via Atellana, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e, qualora essi corrispondano al vero, se intendano attivarsi, nei limiti delle proprie attribuzioni; quali iniziative intendano intraprendere al fine di verificare i fatti illustrati e se non intendano valutare e attivare la procedura di accesso; quali iniziative urgenti di competenza intendano intraprendere per contrastare la criminalità organizzata e le infiltrazioni malavitose, con particolare riferimento al Comune di Arzano, al fine di garantire in questi territori una vita democratica e civile; quali provvedimenti, in merito alla concessione ritenuta illegittima e citata negli atti del 2015, intendano adottare”.
Una battaglia di legalità sposata dal PD e che ora sta mettendo in luce li collateralismi tra camorra e politica locale

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Castellammare di Stabia

Castellammare, Museo alla Reggia, Cirillo(5Stelle): ”Ennesimo bluff ai danni della città”

Redazione Cronache della Campania

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“Chiediamo che si faccia urgentemente chiarezza rispetto alla realizzazione del Museo dell’antica Stabiae e della scuola di formazione in beni culturali presso la Reggia di Quisisana”.
A parlare è il Consigliere regionale Luigi Cirillo, membro della commissione Istruzione. “In data 7 marzo 2017 durante l’audizione in commissione regionale VI sul tema delle ville di Stabiae, il Sindaco Pannullo dichiarava di aver avuto un’interlocuzione privilegiata con il professore Osanna mentre poneva agli atti della commissione regionale la convezione siglata con la Sovrintendenza sulla Reggia di Quisisana per la realizzazione del Museo Archeologico – continua Cirillo – non ancora siglata all’epoca per motivi tecnici rassicurando però che a breve sarebbe stata firmata”.
“Quel breve detto dal sindaco in audizione sono diventati più di 7 mesi visto che a oggi la convenzione non risulta ancora firmata da parte del Comune di Castellammare di Stabia, cosi come apprendiamo dalla dichiarazione del direttore generale del Parco archeologico di Pompei dott.Osanna con il rischio dell’abbandono definitivo del progetto e la perdita dei circa due milioni di euro previsti”.
“In data 13 settembre 2017 durante il sopralluogo della commissione regionale VI a villa San Marco, il sindaco dichiarava che stava andando avanti il rapporto con la Sovrintendenza rispetto alla citata convenzione – Cirillo – paventando un imminente definizione della stessa”.
“Il sindaco pochi giorni fa attraverso la sua pagina social, sottolineava che da Giugno e poi da settembre le trasmissioni con la Sovrintendenza si erano interrotte – tuona Cirillo – dichiarazioni che contrastano con quanto affermato durante l’audizione proprio nel mese di settembre in cui si evidenziava invece un continuo rapporto”.
“Vogliamo scongiurare l’ipotesi dell’ennesimo schiaffo alla comunità stabiese per cui depositeremo una nuova richiesta di audizione per far luce sulla vicenda e chiarire le relative responsabilità istituzionali – conclude Cirillo – rispetto al rischio di un danno per il rilancio turistico e culturale per la città di Castellammare di Stabia”.

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