I primi sessant’anni di Silvio Orlando, tra Salvatores, Moretti e Sorrentino

Nei panni del cardinale Angelo Voiello nella serie di Paolo Sorrentino “The Young Pope”, Silvio Orlando – 60 anni il 30 giugno – nel 1987 debutta al cinema nel film di Gabriele Salvatores “Kamikazen ultima notte a Milano”, mentre due anni più tardi viene diretto da Nanni Moretti in “Palombella Rossa”. Nel 1990 fa parte del cast di “Matilda”, film di Antonietta De Lillo e Giorgio Magliulo; in seguito, inizia a collaborare con Daniele Luchetti con il quale, nel giro di tre anni, recita in “La settimana della Sfinge”, “Il portaborse” e “Arriva la bufera”. Dopo aver lavorato con Carlo Mazzacurati in “Il richiamo della notte” e “Un’altra vita”, nel 1993 torna a recitare per Gabriele Salvatores, che lo dirige in “Sud”. Nello stesso anno, e’ protagonista di un ruolo drammatico nella serie tv “Felipe ha gli occhi azzurri 2”. Dopo aver preso parte a “Il cielo è sempre più blu”, commedia corale di Antonello Grimaldi, nel 1995 viene diretto da Daniele Luchetti in “La scuola”, mentre l’anno seguente recita al fianco di Sabrina Ferilli e Piero Natoli in “Ferie d’agosto”, di Paolo Virzì. E’, inoltre, protagonista al fianco di Patrick Bauchau e Gastone Moschin di “I magi randagi”, uno degli ultimi lavori di Sergio Citti. Nella seconda metà degli anni Novanta, Silvio Orlando vede intensificarsi le proprie apparizioni al cinema: dopo “Vesna va veloce” di Carlo Mazzacurati e “La mia generazione” di Wilma Labate, viene diretto da nuovamente da Salvatores in “Nirvana” al fianco di Diego Abatantuono e da Riccardo Milani in “Auguri professore”. Nel 1998 ritrova Nanni Moretti in “Aprile”, prima di essere diretto da Antonio Capuano in “Polvere di Napoli”. Prende parte quindi, a “Figli di Annibale” di Davide Ferrario. Dopo essere apparso in “Fuori dal mondo” di Giuseppe Piccioni, nel 2000 si aggiudica il Nastro d’Argento come migliore attore protagonista per “Preferisco il rumore del mare” di Mimmo Calopresti. All’inizio del nuovo millennio lavora ancora con Moretti, che lo dirige nel drammatico “La stanza del figlio” (Palma d’Oro al Festival di Cannes). Vincitore di un David di Donatello come migliore attore non protagonista per “Luce dei miei occhi” di Giuseppe Piccioni, nel 2002 recita ne “Il bacio dell’orso” di Sergej Bodrov e in “El Alamein – La linea del fuoco” di Enzo Monteleone, al fianco di Emilio Solfrizzi. Dopo “Il consiglio d’Egitto”, Orlando è uno dei protagonisti del drammatico “Il posto dell’anima”, al fianco di Paola Cortellesi, Michele Placido e Claudio Santamaria. Voce narrante del film di Davide Ferrario “Dopo mezzanotte”, nel 2006 l’interprete napoletano recita con e per Nanni Moretti ne “Il Caimano” (conquistando una nomination agli European Film Awards); ritrova il regista di “Ecce bombo” due anni più tardi, nel film di Antonello Grimaldi “Caos Calmo”. Dopo “La fabbrica di tedeschi” di Mimmo Calopresti, e “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati (ruolo grazie al quale vince la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia e il Premio Gian Maria Volonté al Bif&st di Bari), torna alla commedia con il corale “Ex” di Fausto Brizzi. E ancora “Genitori & figli – Agitare bene prima dell’uso” di Giovanni Veronesi e “La passione” di Carlo Mazzacurati. Nel 2011 il versatile Silvio Orlando recita per Roberto Faenza ne “Il delitto di Via Poma”, mentre l’anno successivo con Alessandro Gassman è protagonista del film tv di Sky “Un Natale con i Fiocchi”, diretto da Giambattista Avellino. Nel 2013 è al cinema con “Un castello in Italia”, diretto da Valeria Bruni Tedeschi, e con “La variabile umana” al fianco di Giuseppe Battiston e Renato Sarti. Seguono “La sedia della felicità” di Carlo Mazzacurati (2014), “Un paese quasi perfetto” per la regia di Massimo Gaudioso (2016). Una carriera ricca, intensa, fitta dei ruoli più diversi e disparati che il nostro Silvio Orlando ha portato sul grande schermo e non solo. Non ci resta quindi, che augurargli buon compleanno e cento di questi film.

Regina Ada Scarico

Regina Ada Scarico
Contenuti Sponsorizzati