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Napoli e Provincia

Arzano, il Pd denuncia: “La candidata Esposito come Lauro, pesche e mele in regalo agli elettori”

Redazione Cronache della Campania

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Arzano – Campagna elettorale nel vivo, il commissario cittadino del Pd Antonio Amato scrive al Prefetto: utilizzato il “Metodo Laurino su beni confiscati alla camorra”. La manifestazione di domani organizzata dalla coalizione di Fiorella Esposito finisce nel mirino. Pesche e mele a rischio stop.  “ Apprendo da Facebook che la candidata a sindaco di Arzano Fiorella Esposito domenica 18 assieme a componenti della propria coalizione, distribuisce frutta proveniente dalle terre confiscate alla camorra. Spero sia una bufala, ma se così non fosse mi chiedo come sia possibile utilizzare i beni confiscati per fare campagna elettorale.  I beni confiscati vengono assegnati dalla competente Agenzia Nazionale ai comuni per attività istituzionali e dai comuni, con appositi bandi alle associazioni per finalità sociali o per promuovere economia legale e dunque lavoro e sviluppo “sano” del territorio”, scrive il commissario. “Per arrivare alla normativa attuale che prevede la sottrazione alla mafia e alla camorra la confisca di ricchezze ottenute in modo malavitoso sulla pelle delle comunità, ci sono voluti anni di lotte che hanno visto anche vittime…Tutto questo lo dobbiamo, soprattutto, al grande impegno di “Libera” e alla efficace attività delle Forze dell’odine e della Magistratura per i significativi risultati circa le confische di beni e capitali dei camorristi. I beni gestiti dalle associazioni per attività sociali vengono sostenuti anche con contributi pubblici e con la vendita di prodotti ricavati o l’offerta di servizi di natura sociale che vedono l’impegno e il lavoro di tanti volontari e operatori. Rispetto a tanto, sono convinto che Libera e le Autorità preposte non possano minimamente tollerare che i prodotti ricavati dalle terre confiscate vengano considerati come “cose di parte” e peggio ancora strumentalizzati per propaganda elettorale. Tra l’altro assistiamo ad un ritorno di un “metodo Laurino” con l’aggravante che Lauro distribuiva i pacchi di pasta, questi distribuiscono i prodotti dei beni confiscati  alla camorra”. 

Ciro Bene

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Area Vesuviana

Il piromane del Vesuvio chiede lo sconto di pena

Redazione Cronache della Campania

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Torre del Greco, Fu arrestato per aver incendiato circa 10mila metri quadrati del Parco del Vesuvio e dopo la richiesta di giudizio immediato ha scelto il rito abbreviato per definire la sua posizione processuale. Leonardo Orsino, il 24enne di Torre del Greco, che appiccò il fuoco nella pianeta adiacente la sua abitazione, nella zona dei Camaldoli, e arrestato il 28 luglio grazie ad una velocissima indagine dei carabinieri di Torre del Greco, comparirà dinanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Torre Annununziata. Si arrivò alla sua identificazione grazie ad alcune intercettazioni telefoniche nelle quali le zie parlavano della sua responsabilità nell’incendio che a metà luglio divampò sul Vesuvio, rivelazioni involontarie seguite da alcuni tentativi di depistaggio quando i familiari furono interrogati dalle forze dell’ordine. Leonardo Orsino ha sempre negato ogni addebito sull’incendio che divampò la sera tra il 3 e il 14 luglio, ma secondo gli inquirenti quella sera fu proprio lui ad appiccare quel focolaio con un accendino. Tant’è che la mamma avvisò il marito, fuori per lavoro: “Enzo stiamo prendendo fuoco nella casa nostra è quello s… di tuo figlio”.  A far chiudere definitivamente il cerchio, intorno al ragazzo, garzone di un macellaio, la testimonianza di un ex amministratore comunale di Torre del Greco, che nella sera tra il 13 e 14 luglio avrebbe avuto modo di vedere e sentire Orsino che, in un per depistare le indagini, avrebbe indicato ai vigili urbani di Torre del Greco di seguire un giovane a bordo di un Liberty Piaggio, sostenendo fosse l’autore degli incendi. Orsino comparirà a gennaio davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, Antonio Fiorentino. L’imputato si trova in carcere dall’estate scorsa quando fu arrestato su richiesta del Gip Giovanni De Angelis. Il Tribunale del Riesame rigettò la richiesta di scarcerazione, confermando la misura imposta dal Gip oplontino.

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Campania

Castellammare di Stabia: tragico impatto sulla S.S. Sorrentina. Muore noto chef

Russo Antonio

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Tragico incidente a Castellammare di Stabia sulla S.S. Sorrentina, all’altezza del Towers Hotel Stabiae. Erano circa le due di ieri pomeriggi quando, Vincenzo Amabile 49 anni si stava recando a lavoro in sella a uno scooter ed è stato travolto da un Suv.
Il centauro è stato trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale stabiese e successivamente trasferito al Cardarelli di Napoli dove è morto in serata in conseguenza delle gravi ferite riportate nell’impatto. Vincenzo Amabile era noto per la sua professione di chef.
Aveva lavorato presso il ristorante il “Buco” di Vico Equense  dove viveva insieme alla moglie e ai tre figli. Il P.M. di Torre Annunziata ha disposto l’autopsia.

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Cronaca Nera

Notte di terrore nel Napoletano: bomba carta e spari in due abitazioni diverse

Redazione Cronache della Campania

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Sconosciuti con volto coperto, la notte scorsa, hanno piazzato una bomba carta nei pressi della porta di ingresso di un’abitazione di via Amendola, a Brusciano, causando solo danni all’infisso.
Poco dopo ignoti hanno sparato dei colpi d’arma da fuoco (risultati essere a salve) vicino a un’abitazione di via Pirandello. I carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna sono intervenuti d’urgenza e subito dopo hanno predisposto ed effettuato posti di controllo e perquisizioni nelle abitazioni di persone d’interesse della zona.
Nella casa di un 27enne di Brusciano già noto alle forze dell’ordine, hanno rinvenuto 118 confezioni di marijuana e 11 dosi di cocaina, materiale per il confezionamento e appunti scritti a mano verosimilmente inerenti attività di spaccio. Il giovane è stato arrestato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio ed è ai domiciliari in attesa del rito direttissimo

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