Trovato con droga e 210mila euro in contanti: condannato a 4 anni Arturo Sparandeo

Fece molto clamore l’esito della perquisizione, il 19 aprile dello scorso anno, in una villa della città di Benevento dove furono trovati 210 mila euro in contanti, insieme a 650 grammi di cocaina, due pistole ed una pericolosa bomba carta. Gli inquirenti individuarono quale responsabile Arturo Sparandeo ed invocarono con successo la custodia cautelare in carcere. A suo carico vi erano intercettazioni telefoniche e servizi di osservazione controllo e pedinamento, attività investigative poi sfociate con successo nell’esito della interessante perquisizione e del sorprendente rinvenimento. Successivamente vengono intercettati i colloqui in carcere ed anche da tale attività di indagine emergono indizi a suo carico. Nelle more del giudizio di primo grado l’accusato riuscì ad ottenere gli arresti domiciliari. All’udienza preliminare svoltasi innanzi al Gip, Loredana Camerlengo, la difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Dario Vannetiello ed Antonio Leone, a sorpresa, ha cambiato strategia. Infatti, Sparandeo ha confessato tutti i delitti a lui contestati con la speranza di ricevere un mite trattamento sanzionatorio. Ciò nonostante il Pm ha chiesto di condannare l’imputato ad anni 12 di reclusione. Ma sono state più convincenti le plurime argomentazioni, di fatto e di diritto, svolte durante la arringa dagli avvocati Dario Vannetiello del Foro di Napoli ed Antonio Leone
del Foro di Benevento, i quali, avendo l’imputato confessato, hanno puntato ad ottenere una pena più bassa possibile. Obiettivo centrato dalla difesa in pieno atteso che il Giudice ha condannato Sparandeo alla pena mite pena di anni quattro e mesi sei di reclusione e ventimila mila euro di multa, allontanandosi di molto da quella richiesta dalla pubblica accusa. Dopo la lettura della sentenza Sparandeo, soggetto pure recidivo specifico essendo stato condannato in passato due volte per spaccio, è ritornato presso la sua abitazione a Benevento, dove continuerà ad essere sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

La Redazione
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