Consip, il capitano Gianpaolo Scafarto si difende: “Non ho agito con dolo”

Roma. Per oltre quattro ore si e’ difeso spiegando che nella sua attività investigativa non c’è dolo e nessun profilo penale. Da capitano del Noe, Gianpaolo Scafarto, sentito oggi a Roma nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta sugli appalti in Consip, ha difeso davanti al procuratore capo, Giuseppe Pignatone, all’aggiunto Paolo Ielo e al sostituto Mario Palazzi, la sua indagine respingendo le accuse di avere ‘manipolato’ una informativa tirando anche in ballo i servizi segreti. Presunte omissioni e falsificazioni attribuite all’ufficiale dell’Arma, iscritto per il reato di falso materiale ed ideologico, che nel corso dell’atto istruttorio Scafarto ha respinto con fermezza. “Il fatto storico c’è – ha spiegato l’avvocato Giovanni Annunziata, difensore del carabiniere – ma riteniamo che non ci sia dolo e quindi nessun profilo penale”. “Scafarto ha fatto una ricostruzione dell’attività svolta e sono stati spiegati i metodi”. Nell’invito a comparire notificato l’11 aprile scorso a Scafarto emerge la convinzione degli inquirenti romani che siano avvenute, invece, con dolo sia l’omessa annotazione da parte del capitano, in un’informativa di circa 1.000 pagine, dell’esito negativo circa una presunta attivitò di pedinamento da parte dei Servizi, sia l’attribuzione della frase intercettata “… Renzi l’ultima volta che l’ho incontrato” (riferito al padre dell’ex premier) ad Alfredo Romeo, in carcere per corruzione, invece che ad Italo Bocchino, ex parlamentare e consulente dell’ imprenditore napoletano. I fatti attribuiti a Scafarto è l’investigatore che ha svolto un ruolo determinante nell’inchiesta sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione (fu lui a recuperare i “pizzini” di Romeo con indicazioni di cifre e iniziali dei destinatari). Nei prossimi giorni l’avvocato di Scafarto continuerà a lavorare su una memoria difensiva che depositerà agli inquirenti della Procura capitolina. Dal canto suo Scafarto continua ad essere in ferie, decisione presa dopo l’iscrizione nel registro degli indagati.

La Redazione
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