Consip, Carabinieri e Finanza scrivono ai pm: “Sabotaggi nelle indagini, eravamo spiati. Lotti e Renzi sapevano”

Roma. Consip anche gli inquirenti erano spiati ed è stata attuata una ‘capillare e scientifica opera di sabotaggio contro le attività investigative’: la circostanza emerge da un rapporto che gli ufficiali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri hanno inviato ai magistrati delle Procure di Napoli e Roma che indagano sulle tangenti versate alla Consip per favorire l’imprenditore Alfredo Romeo. All’indomani della confessione del manager Consip Gasparri, che ammette di avere intascato centomila euro versatigli appunto dalla Romeo Gestioni, l’indagine ottiene ugualmente un importante riscontro e dischiude a nuovi possibili sviluppi, anche clamorosi sul piano politico. Già dalle intercettazioni racchiuse nelle informative agli atti del procedimento vi erano elementi che facevano pensare ad un tentativo di ‘controllo’ delle attività investigative da parte di potenziali indagati. Tra le intercettazioni quella in cui l’ex parlamentare Italo Bocchino, “consigliori” di Alfredo Romeo, sostiene che senza un riscontro l’indagine di Woodkock sarebbe naufragata tra le suggestioni: “è lo squalo che gira intorno ma io dico che lui le sue carte se le deve giocare nei prossimi tre mesi poi … non ha un cazzo … se ha delle suggestioni premesso che non ha un cazzo perchè non è successo niente… ma se ha delle suggestioni le deve tirar fuori”. Insomma, nella fase delle indagini, secondo quanto emerso, vi era un sistematico tentativo per evitare che venissero raccolte prove a supporto delle indagini e gli investigatori nel loro rapporto annotano “è significativo ed emblematico in quanto evidenza la capacita’ che ha il SISTEMA ROMEO di poter acquisire notizie riservate anche su indagini in corso da parte della magistratura consentendo di poter affermare, senza ombra di dubbio, che il sodalizio facente capo al Romeo già aveva avuto la notizia di un’indagine sul conto dell’imprenditore e dei metodi investigativi utilizzati (tra cui, appunto, il virus spia)”.

Per evitare che l’indagine ‘decollasse’, secondo quanto emerso, i protagonisti avevano messo in campo un’azione di ‘controspionaggio’ e dunque nell’informativa degli inquirenti ai magistrati si legge: “Alla luce del fatto che tutti i militari che partecipano a questa attività investigativa sono soliti aggiornare lo scrivente telefonicamente di tutte le novità e parimenti vi sono contatti telefonici quotidiani per l’organizzazione di servizi di pedinamento, di intercettazioni ambientali da fare all’indirizzo degli indagati in occasione di appuntamenti presso ristoranti e/o bar, attese le anomalie riscontrate, accompagnate dall’anomalo funzionamento di alcuni telefoni cellulari, è sorto il ragionevole dubbio che alcune utenze (tra cui proprio quella dello scrivente) potessero essere intercettate se non addirittura su di esse attivati dei virus spia che permettono l’ascolto dei dialoghi in modalità ambientale”.

Nel corso dell’inchiesta vi sarebbe stata una costante fuga di notizie: “Oltre a tutte le conversazioni ambientali captate negli uffici della Romeo, principalmente tra Alfredo Romeo ed Italo Bocchino, sono inquietanti le evidenze raccolte grazie soprattutto alle dichiarazioni rese dal Marroni, dal Ferrara e dal Vannoni, dalle quali emerge in modo chiaro ed univoco che personaggi del Governo Renzi, tra cui in particolare Luca Lotti (fidatissimo uomo di Matteo Renzi) e lo stesso ex Premier, sapessero di attività investigative sul conto di Consip; ancor di più inquietante ed allarmante è la facilità con cui queste informazioni, che dovrebbero essere caratterizzate da assoluta segretezza, erano, di fatto, diventate oggetto di conversazioni nei Ministeri e finanche nelle stanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri frequentate dal Lotti, quasi alla stregua di chiacchiere da bar, ma ripetute così tante volte al Marroni (e chissà quante altre persone ne sono a conoscenza) da indurlo ad effettuare la bonifica dei suoi uffici proprio per sincerarsi se qualcuno avesse installato delle microspie”.

La Redazione
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